24/01/13

Sisma: on line donazioni e progetti comuni, così trasparenza



Errani,cosa unica in Italia;Gabrielli,diventi ordinarieta

'Tenere traccia' di tutte le donazioni effettuate per la ricostruzione dei comuni dell'Emilia colpiti dal sisma e 'monitorare' l'andamento dei progetti in fase di realizzazione: con questo obiettivo e' online da oggi 'openricostruzione', il sito realizzato dall'associazione wikitalia per la Regione Emilia Romagna che vuole rispondere 'alla domanda fondamentale che si fanno i cittadini, cioè dove sono finiti i soldi donati dopo il terremoto'. 'E' una cosa molto importante e unica in Italia  ha affermato il presidente della Regione Emilia Romagna e commissario delegato per la ricostruzione, Vasco Errani, durante un incontro oggi a Roma - offre l'opportunita' di seguire in rete come tutte le donazioni saranno utilizzate in relazione ai danni del terremoto'. Ad oggi le donazioni ricevute corrispondono, 'compresi i fondi raccolti grazie ai concerti', a circa '38 milioni di euro', ha spiegato Giuseppe Rovatti, dell'Anci Emilia Romagna. Sul sito si trovano quelle effettivamente incassate dai comuni, che possono essere utilizzare subito: al momento ci sono i dati di 43 comuni su 61 per un totale di 30.170.637 euro e ci sono 241 progetti riferiti a 30 comuni su 61. La stima complessiva dei danni e' di 260 milioni di euro. 'Questo progetto e' utile anche per il futuro perche' da' la certezza che le donazioni raggiungono l'obiettivo', ha osservato Errani. 'Cosi' si sancisce un punto di non ritornò, ha aggiunto il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, l'esempio dell'Emilia Romagna 'dovrà divenire il modo ordinario di procedere'. Il sito, si legge in una nota, sarà aggiornato settimanalmente con i dati delle donazioni e con la rendicontazione degli stati di avanzamento dei progetti da parte dei comuni. La piattaforma non rende visibili, per la legge sulla privacy, i nomi dei singoli cittadini che hanno donato, ma potra' essere inoltrata la richiesta di pubblicazione da parte degli interessati.

22/01/13

Oggi in Aula


L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 5714: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 gennaio 2013, n. 1, recante disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 5714)

Signor Presidente, abbiamo aperto questa legislatura discutendo di rifiuti riguardo alla triste emergenza campana e la chiudiamo, anche se a Camere sciolte, sempre con un provvedimento che tratta di situazioni emergenziali collegate al ciclo integrato dei rifiuti, a testimonianza, purtroppo, che in questi cinque anni, in questo settore, i problemi, più che essere risolti, sono di fatto aumentati.

La Campania non ha risolto questa annosa emergenza: la percentuale di raccolta differenziata aumenta di pochissimi punti, a fronte di un'esportazione di oltre 600 mila tonnellate all'anno di questi rifiuti fuori della regione. Relativamente al periodo 1o gennaio 2012-30 settembre 2012 - questi sono i dati ufficiali della regione Campania - sono stati smaltiti fuori dal territorio regionale 392 mila tonnellate di rifiuti circa; 340 mila tonnellate di questi rifiuti sono state smaltite in regioni italiane e solo 55 mila tonnellate sono state indirizzate verso l'Olanda (trattasi, in questo caso, della cosiddetta frazione secca tritovagliata). Questo testimonia che un semplice cambio di codice non è esaustivo per risolvere il problema. Si è trattato solo di spostare l'ammontare dei rifiuti da un comparto, quello dei rifiuti urbani, e quindi in privativa con l'obbligo di smaltimento nella regione, ad un altro comparto, che è quello del libero mercato, quello dei rifiuti speciali.

Nel Lazio la situazione sta precipitando a causa della chiusura della discarica di Malagrotta. Il rinvio continuo delle decisioni e la completa assenza di istituzioni quali regione e comune di Roma hanno portato a commissariare la stessa provincia di Roma, sperando, così, di imporre un percorso che portasse all'individuazione di una nuova discarica. Dopo quasi due anni circa di commissariamento, non si riesce ad intravedere ancora la soluzione. In Calabria e in Sicilia permane uno stato di emergenza ormai continuo. Anche in Puglia abbiamo assistito ad episodi che hanno comportato l'accumulo di rifiuti in strada.

Diventa sempre più difficile in questo Paese la costruzione di impianti dedicati al ciclo integrato dei rifiuti, e non parlo, ovviamente, solo di inceneritori, ma di impianti di compostaggio, di impianti di selezione e di tutta quella vasta gamma impiantistica necessaria per un ciclo virtuoso dei rifiuti, mentre latitano ancora, purtroppo, politiche virtuose di riduzione dei rifiuti e di recupero della materia.

È pur vero - questo lo dobbiamo ammettere, ed è anche fonte di orgoglio per il nostro Paese - che in Italia si è sviluppato un settore del riciclo che, per alcuni materiali, costituisce un'eccellenza produttiva, ma è anche vero - lo voglio ricordare - che circa 3 miliardi di euro all'anno, sottratti dalle ecomafie sul ciclo dei rifiuti speciali, rappresentano una risorsa enorme che viene presa dal mercato legale.

Questa è stata la legislatura che, nonostante il quadro normativo europeo ci spingesse sempre di più verso la chiusura delle discariche, la riduzione dei rifiuti, il recupero della materia, ha visto aumentare le emergenze nel nostro Paese, il fallimento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) - ne abbiamo parlato tante volte in questo contesto - e lo stallo delle bonifiche. Abbiamo saputo recentemente che, con un decreto, l'attuale Ministro ha proposto di ridurre il numero dei siti di interesse nazionale da cinquantasette a circa ventisette, ventotto, il che non significa risolvere i problemi.

In questa legislatura vi è stato un utilizzo discutibile, come il gruppo del Partito Democratico ha sempre rilevato, della società in house Sogesi. Anche in questo caso, il Ministro Clini aveva promesso di procedere al suo scioglimento, ma, in realtà, essa continua ad operare attivamente.

È una legislatura che, comunque, ha dimostrato, credo definitivamente, come i regimi speciali, i commissariamenti, le procedure di emergenza, non abbiano risolto i problemi. Sono stati centri di spesa incontrollata di denaro pubblico e hanno spesso favorito infiltrazioni della malavita organizzata.

Veniamo ora al provvedimento in esame, che contiene una norma assolutamente indispensabile, altre importanti e alcune che riteniamo negative. Credo che lavoreremo e provvederemo a cambiarle, una volta che, speriamo, riusciremo ad essere al Governo.

È positiva la previsione della proroga di un ulteriore anno, sino al 31 dicembre 2013, del termine previsto dal decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003 per l'entrata in vigore del divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti, urbani e speciali, con un potere calorifico inferiore (PCI) superiore a 13 mila chilojoule per chilogrammo. La restrizione in parola rischiava di impedire, di fatto, lo smaltimento in discarica di rilevanti flussi di rifiuti generati, per quanto concerne quelli provenienti da attività economiche, da diversi ed importanti settori industriali produttivi del nostro Paese quali, ad esempio, l'industria alimentare, la cartaria, i pulper, il tessile, nonché i flussi di rifiuti derivanti dal trattamento e recupero di altri rifiuti, in particolare dei veicoli a fine vita, per i quali, comunque, sino ad oggi, per effetto di ripetute proroghe dell'entrata in vigore di questa norma, la discarica ha rappresentato una situazione praticabile ed ambientalmente sicura.

A nostro avviso, questa, probabilmente sarebbe una norma da abrogare definitivamente - mi riferisco, appunto, all'articolo 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003 - perché non è prevista dalla direttiva 1999/31/CE, non deriva da questa direttiva, a differenza dell'obbligo di pretrattamento, sul mancato rispetto della quale la Commissione dell'Unione europea puntualmente attiva procedure di infrazione, quali quelle nei confronti di Roma per la discarica di Malagrotta. Si tratta di una norma che, nell'intenzione di chi l'ha introdotta, doveva servire a favorire il percorso dell'incenerimento con produzione energetica.

Comunque, in gran parte dell'Italia questa norma potrebbe essere rispettata solo in due modi, o fermando la raccolta dell'umido - il che andrebbe contro l'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata e quello europeo del 50 per cento di recupero della materia - o fermando il pretrattamento nei territori dove gli impianti già vi sono. Per esempio i sopravagli degli impianti del trattamento meccanico-biologico hanno poteri calorifici ben superiori al limite citato in precedenza. Per questo motivo infatti negli ultimi giorni questi impianti avevano cessato la loro operatività, in attesa del provvedimento che stiamo esaminando.

Bene veniva anche ricordato dal relatore l'articolo 2-bis, che modifica il decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74 che comporta la possibilità nelle aree terremotate di riconoscere l'opportunità di coprire integralmente con i contributi le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino e la ricostruzione degli immobili. Crediamo che sia un provvedimento assolutamente giusto.

Molti dubbi, per non dire molte contrarietà, abbiamo riguardo all'articolo 1, comma 1, che contiene la proroga per la regione Campania, fino al giugno 2013, del regime sulla gestione dei rifiuti, che tarda, per così dire, ad assegnare ai comuni quelle che sono le funzioni proprie di questi enti, così come tra l'altro era stato previsto dal disegno di legge del 6 luglio 2012, n. 95.

Abbiamo sempre contestato la scelta di dare alle province funzioni che in Campania, in tema di gestione dei rifiuti, sono specifiche appunto per la Campania, ma non sono contemplate dalla normativa nazionale. Pur consapevoli che oggi la situazione è di una certa complessità - perché ci troviamo proprio in un momento in cui alcune province hanno già fatto delle scelte, che prevedono anche la gestione diretta di tutta una serie di servizi, e altre ancora no - riteniamo che si debba rientrare il prima possibile nell'ordinarietà. Avevamo presentato anche un disegno di legge a questo riguardo. Non si comprende, infatti, perché solo in Campania vi sia un regime speciale di competenza delle province.

Anche la proroga delle gestioni commissariali in materia ambientale non ci convincono, anzi non ci piacciono per niente. Mentre appare chiaro che è necessario prorogare una situazione di emergenza per quanto riguarda il naufragio della nave da crociera Costa Concordia nel comune dell'isola del Giglio, non altrettanto ad esempio vale per la proroga che riguarda la situazione delle isole Lipari, Eolie. Si tratta di una proroga, di cui non esiste nessuna necessità, del mandato di un commissario alquanto discusso e oggetto di indagini della magistratura. Addirittura su questo emendamento, che tra l'altro è stato proposto al Senato dal Popolo della Libertà, il Governo aveva dato (al Senato) un parere negativo. Di fatto nessuno lo vuole e non si capisce - bisognerebbe chiederlo a questi esponenti del Popolo della Libertà - perché abbiano introdotto al Senato questa proposta.

Voglio ricordare poi che con il decreto-legge n. 59 del 2012, si era approvato il divieto di concedere proroghe per le gestioni commissariali e, quindi, di deroga in deroga, si sta di fatto ripristinando una situazione su cui noi avevamo già dato dei pareri estremamente negativi.

Sbagliata riteniamo sia anche la proroga della prima rata della Tares, tributo che passa da aprile a luglio. Ricordo che, a legislazione vigente, la Tares è in vigore dal 1o gennaio 2013. Questo tributo non rappresenta, dal punto di vista ambientale, una soluzione virtuosa per incentivare la raccolta differenziata. Probabilmente risolve il pasticcio dell'applicazione dell'IVA, ma riteniamo che sia completamente da ripensare.

La dilazione del pagamento, poi, della prima rata da aprile a luglio - tutto in chiave, a nostro parere, demagogica e un po' elettoralistica - rischia di mandare in emergenza rifiuti gran parte dell'Italia. Infatti, se non cambiano le modalità di riscossione in termini reali, le aziende che eseguono il servizio di gestione integrata dei rifiuti non introiteranno proventi fino alla fine del 2013 con il rischio, nel frattempo, di fallire. Ciò non potrà capitare per le grandi multiutilities, perché svolgono altri servizi, ma per quelle aziende che gestiscono solo la gestione integrata dei rifiuti - e sono la stragrande maggioranza in Italia - questa potrebbe essere una situazione di crac definitivo con la conseguenza di avere i rifiuti in strada.

Abbiamo avuto però stamattina in Commissione  questo lo devo direrassicurazioni da parte del sottosegretario Fanelli, che il Governo ha intenzione al più presto di provvedere con un atto legislativo per trovare una soluzione a questo problema. Speriamo davvero che questo succeda.

Noi riteniamo, signor Presidente, che il problema della gestione integrata del ciclo dei rifiuti vada davvero risolto definitivamente. Occorre sicuramente: una semplificazione delle norme e delle procedure, ma anche un controllo più efficace; prevedere l'inserimento dei reati ambientali rilevanti nel codice ambientale; una riforma incisiva di settore che consenta di avere un'uniformità di costi dei servizi erogati e la necessaria dotazione impiantistica; poi, soprattutto, la fine dell'emergenza dei commissari. Sono tutte cose che in questa legislatura non si sono attuate anzi, in un certo senso, purtroppo, alcune situazioni critiche si sono aggravate mentre - vogliamo ricordarlo qui - è fallito ancora una volta il tentativo di riformare i servizi pubblici locali. Ora, signor Presidente, e concludo, questo provvedimento non ha sicuramente l'ambizione di risolvere le questioni che da anni sono presenti nel Paese, ma certamente vede l'introduzione di alcune norme che noi da sempre abbiamo ritenuto non funzionali ad una realizzazione di un ciclo moderno di gestione integrata dei rifiuti e che spesso, come nel caso dei commissariamenti, costituiscono una modalità per aumentare lo sperpero di denaro pubblico, purtroppo senza risolvere alcuna situazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

13/01/13

Il procedimento a carico dell' On Nicola Cosentino

Vi riporto il capitolo che in Commissione Ecomafie è inserito nel testo base sulla gestione dei rifiuti in Campania presentata dal Pd. Leggete attentamente e poi giudicate come si possa avere un candidato del Pdl al Senato probabilmente capolista così :


Con riferimento alle infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo camorristico nello specifico settore dei consorzi non può non essere approfondito il procedimento penale N. 36856/01 R.G.N.R, n. 74678/02 R.G. GIP, a carico dell'On Nicola Cosentino.Il procedimento viene esaminato in questa parte della relazione in quanto, pur trattandosi di indagine relativa a reati consumatisi nel territorio del casertano, la stessa è stata condotta dai magistrati della DDA presso il Tribunale di Napoli. Nel corso dell’indagine il Gip presso il Tribunale di Napoli ha emesso, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, un'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'indagato (doc. 1182/1).
Agli atti della Commissione è stata acquisita la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'On. Cosentino (comprendente il testo integrale dell'ordinanza cautelare), richiesta che è stata rigettata dalla Camera di appartenenza Successivamente è stato richiesto il rinvio a giudizio dell’imputato. Il procedimento, allo stato, pende in fase dibattimentale avanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.



31/12/12

Finite le primarie adesso la sfida più importante

Sono terminate le primarie! Non nascondo che avevo molte perplessità sullo svolgimento delle primarie dei parlamentari. Tempi limitati, periodo complicato, timore di spese elettorali eccessive ed invece sono state ancora una volta una scelta azzeccata. Un grande esercizio democratico e la dimostrazione che in questo Paese c'è ancora tanta gente che ha fiducia nella politica, quella vera non la sua patologia.
A Ferrara 9535 votanti 99 seggi decine di volontari che hanno sacrificato tempo e impegni familiari, un bel risultato. Un'organizzazione perfetta grazie a chi ci ha lavorato con competenza e passione. Un'ulteriore dimostrazione che la passione e la fiducia possono risolvere le situazioni più difficili.
Una competizione con Gian Carlo Malacarne e Davide Bellotti corretta fatta con reciproca stima. Davide ha fatto il pieno a Comacchio, Gian Carlo a dimostrazione delle sue qualità di amministratore ha spopolato a Massa e fatto bene nell'area del Delta. Sorprendente Paola Boldrini, la vera rivelazione che incarna forse anche la domanda di novità, bene quanto me Teresa Bertuzzi che ha dimostrato in tutta la Provincia quanto le sue doti umane e professionali siano state apprezzate.
Per quel che mi riguarda sono molto soddisfatto: complessivamente 5208 su 9535 sono il 54 % che hanno espresso la preferenza per me;  in città oltre il 73 % , 2695 su 3653 votanti , ma anche ad Argenta il 71% Mirabello e Ostellato il 70 % e Ro il 75 % e Santagostino oltre il 76 %, il posto dove sono stato più indicato 112 voti su 146 votanti.
Nei singoli seggi il 90 % ad Anita, il 96 % a Burana, quasi l'86 % a Barco , l'80 % in Via Campana, l'82 % a Casumaro , il 94 % in Corso Isonzo oltre l'83% a San Luca, l'80 % in via Arginone , l'84 % a Francolino , quasi l'80 % a Pontelagoscuro, l'87 % a Sabbioni , quasi l'80 % in Via Bologna l'81 % al Parco, l'85 % a Chiesanuova.
Insomma un risultato che ritengo straordinario merito di tutti i volontari degli elettori e del partito democratico e anche un pò del mio lavoro.
Ora siamo all'inizio ci attende una campagna elettorale difficile che ci dovrà portare a governare il Paese. Qualcosa è cambiato avanti così !!

27/12/12

Scrivi Bratti se pensi che possa essere il candidato di Ferrara al Parlamento

Alcune notizie su Alessandro Bratti, candidato alle Primarie del Partito Democratico per il Parlamento.


Alessandro Bratti è nato a Ferrara il 4 maggio 1958. E’ sposato con Rita e ha un figlio di 18 anni, Massimiliano.

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università di Bologna, PHD in Entomologia agraria, ha svolto attivitàdi ricerca in Italia (Università di Bologna) e all’estero (U.S.D.A a Weslaco, Texas). Dal novembre 2001 èRicercatore presso l’Università di Ferrara, dove insegna "Sviluppo sostenibile e contabilità ambientale".

Nel 1994 è nominato Assessore del Comune di Ferrara prima con delega allo Sport, Ambiente e

Decentramento, poi dal 1999 sino al 2006 con delega all’Ambiente e alla Mobilità.

Durante questo periodo la città di Ferrara, la sola in Italia, ha ottenuto il premio europeo "Città sostenibili" da parte della Commissione Europea.

E’ nel 1999 tra i fondatori del Coordinamento Agenda 21 Locale. Nel febbraio del 2003 ne diviene il Presidente, partecipando a molte iniziative tra le quali, nel 2002 il World Summit di Johannesburg.

Nel Febbraio 2006 viene chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore generale di ARPA Emilia-Romagna. Da aprile 2008 è Deputato per il PD.

Molti i gruppi di lavoro e commissioni nazionali e internazionali dove è stato componente: il Comitato di studio per la revisione del decreto legislativo 152, la Commissione per la Contabilità ambientale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ stato rappresentante dell’AICCRE Associazione Italiana dei Comuni, delle Province e delle Regioni d’Europa nella Commissione Ambiente e Sviluppo sostenibile della CEMR (Council of European Municipalities and Regions) e componente della Commissione Ambiente dell’ANCI.

Ha scritto alcuni libri sui temi della sostenibilità, tra cui “Gestire i beni comuni” e “Governance e Conflitti a Scala Locale. Dalla e oltre l’esperienza di Agenda 21” entrambi editi da Edizioni Ambiente.

Da sempre giocatore e appassionato di pallavolo, è attualmente vice Presidente della 4TORRI 1947.

Attualmente è membro della VIII Commissione Ambiente della Camera e Capogruppo del PD nella Commissione Bicamerale di inchiesta sui traffici illeciti collegati alla gestione del ciclo dei rifiuti.

Ricopre inoltre la carica di Responsabile Ambiente ed Energia del PD emiliano romagnolo, mentre da maggio 2010 è responsabile per le politiche di gestione dei rifiuti del PD nazionale.

Ha contribuito a far siglare il secondo Accordo di Programma sul Petrolchimico di Ferrara, a far finanziare il progetto di collegamento bus Ferrara-Ospedale di Cona, a far finanziare i lavori di ripristino della Ferrara-Mare, a far entrare Ferrara nel “cratere” del terremoto.


Scrivi Bratti sulla scheda alle Primarie del 30 Dicembre 2012

26/12/12

Mi ricandido ...

Carissima/o,

come saprai il 30 Dicembre si svolgeranno le primarie per i Parlamentari organizzate dal Partito Democratico. Abbiamo deciso di svolgere queste primarie perché l’attuale legge elettorale non consente ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti alla Camera e al Senato.
Ho deciso di ricandidarmi perché sono convinto di aver fatto un buon lavoro anche se all’opposizione, nel campo ambientale e sui temi della legalità. Mi sono impegnato molto sul territorio soprattutto riguardo ai temi legati al terremoto svolgendo un ruolo di coordinamento tra i parlamentari e il Commissario straordinario Errani. Tante le cose fatte che puoi trovare nell’ampia documentazione sul sito  attuale http://alessandrobratti.blogspot.it ma tante ne rimangono da fare soprattutto se vinceremo le elezioni del prossimo 24 Febbraio.
Ti chiedo di votarmi perché penso di avere le caratteristiche per poter dare un ulteriore contributo alla mia comunità e al mio Partito. Competenza, disponibilità e capacità di far parte di una squadra sono le mie caratteristiche migliori.
Potrai scegliere fra cinque candidati, tre uomini e due donne, scrivendo sulla scheda il nome di un uomo e quello di una donna.
Se ritieni io possa essere il candidato migliore SCRIVI BRATTI sulla scheda che ti verrà consegnata al seggio

Un ringraziamento sincero
Alessandro Bratti


21/12/12

Candidati alle primarie





(PD Ferrara) Alla Sala di San Girolamo dei Gesuati di via Madama 40 – Ferrara, sabato 22 dicembre, alle 11.30, i Parlamentari ferraresi PD

Maria Teresa Bertuzzi

e

Alessandro Bratti


rispettivamente al Senato e alla Camera dal 2008 e candidati alle primarie del 30 dicembre, rendiconteranno in un incontro pubblico i loro 5 anni di mandato. Bertuzzi e Bratti saranno intervistati da Dalia Bighinati, direttrice del TG di Telestense, che si concentrerà sul rapporto tra le azioni del Governo e il territorio, anche in prospettiva futura.

20/12/12

Ricerca: Bratti (PD), sospendere progetto LYONDELLBASELL Ferrara

(AGENPARL) - Roma, 20 dic - "La questione del progetto di riorganizzazione dell'attività di ricerca della Lyondellba sell di Ferrara è stata oggetto oggi di un intervento in Aula alla Camera dell'on. Alessandro Bratti che ha chiesto al presidente della Camera di intervenire presso il ministro Passera perché intervenga su i vertici dell'Azienda al fine di sospendere il processo di riorganizzazione in attesa di un nuovo esecutivo che uscirà dalle prossime consultazioni elettorali. Bratti ha poi ricordato come il giorno 13 dicembre 2012 si è svolto a Roma l'incontro tra la società LYONDELLBASELL e le OO.SS Nazionali e Territoriali di FILCTEM- FEMCA e UILCEM assistita dal Coordinamento nazionale delle RSU di Ferrara, Brindisi, Milano. L'azienda ha presentato un progetto di riorganizzazione delle attività di Ricerca nel sito di Ferrara che poggia su una strategia di orientamento delle attività legata all'andamento dei singoli business. La conseguenza di tale impostazione determina una riduzione del budget di circa il 25% pari a 11 milioni di euro e un esubero annunciato di circa 105 posizioni. Le OO.SS. hanno dichiarato la netta contrarietà rispetto all'impostazione del progetto che depotenzia le attività di Ricerca soprattutto sui quei prodotti che il mercato considera delle commodityes e che, proprio per tale motivo, dovrebbero essere invece oggetto di ulteriori investimenti per rinnovare la loro potenzialità di mercato". Così il deputato PD in una nota.


19/12/12

Ecomafie alla lavagna da Estense.com

La scuola politica del Pd ferrarese chiude il suo “anno scolastico”- di riprenderà già a gennaio – con una “lezione”sulle ecomafie tenuta dal deputato Alessandro Bratti.
Quasi due ore di intervento per Bratti, già direttore generale di Arpa Emilia Romagna, attualmente componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite nel ciclo dei rifiuti e dunque intervenuto in qualità di esperto.
“La gestione dei rifiuti è un problema tecnico banale -ha affermato- ma in Italia si è creato un sistema parallelo molto forte e difficile da aggredire”. Un sistema che nel suo complesso prende il nome di ‘ecomafia’, un neologismo coniato da Legambiente per indicare le attività di associazioni criminali dedite al traffico e allo smaltimento illegale dei rifiuti, all’abusivismo edilizio su larga scala, ma anche alle contraffazioni in agricoltura (agromafie) e tanto altro.
“Nel 1989 l’allora Ministro dell’ambiente (che esisteva da appena tre anni) Giorgio Ruffolo denunciava che il 25% dei rifiuti industriali prodotto ogni anno scompariva letteralmente nel nulla”. Si scoprì poi che quel nulla erano gli stati in via di sviluppo dell’Africa e del Sud America. Le mafie hanno capito prima di tutti come e dove fare business con “una felice intuizione imprenditoriale, individuando nel campo ambientale un terreno simile a quello della droga che produce nove miliardi e mezzo di euro di fatturato, tre solo dalla gestione dei rifiuti”. Buchi legislativi su cui operare, connivenze, ma anche proposte economicamente allettanti per le imprese: “in Veneto,grazie anche agli elevati costi per lo smaltimento dei rifiuti industriali,  si assistendo a uno spostamento di tali rifiuti verso i paesi dell’est Europa, dove le regole sono più blande”.
“Lo smaltimento illecito dei rifiuti è un problema che non riguarda solo il sud -ha continuato il deputato- ma anche le regioni del nord, a partire dalla Toscana e dalla Lombardia, e l’Emilia non è esclusa. Non bisogna pensare di essere immuni o che il problema non ci riguardi”.
Una vera e propria gestione parallela che crea una in Italia una situazione di perenne emergenza e in cui i tantissimi commissari preposti di volta in volta alla soluzione del problema non hanno fatto altro che aggravare tutto: “nel momento in cui l’amministrazione locale non funziona si passa al commissariamento, ma questo non ha fatto altro che far drenare elevate quantità di denaro aprendo portoni alle infiltrazioni mafiose”. Non basta, perché il sistema è talmente radicato che “le grandi società di raccolta e gestione dei rifiuti diventano luoghi in cui si crea il consenso elettorale tramite assunzioni, appalti senza gare e altri strumenti” generando così una forma di consenso clientelare.
L’attualità dell’ Ilva di Taranto serve infine a Bratti per parlare dei tanti Sin (siti di interesse nazionale) sparsi per tutta l’Italia: “57 di essi inclusi nella hot list dal ministero valgono il 3% dell’intero territorio nazionale, e nell’unico considerato bonificato, l’Acna di Cengio in Liguria, i cui rifiuti, trasportati dai ‘Casalesi’ sono stati ritrovati a Giugliano, in Campania, ad avvelenare le falde acquifere”.
Il grande problema secondo il parlamentare del Pd è l’assenza di strumenti normativi veramente utili per contrastare le ecomafie: “la mafia approfitta dell’assenza di un quadro normativo chiaro e coerente, nel codice penale mancano dei veri e propri reati ambientali e bisogna codificare bene quello di disastro ambientale”.


Resto del post

18/12/12

Oggi in Aula


Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale. (A.C. 5617-A-qui il mio intervento)

17/12/12

Scuola di Politica a Ferrara



(PD Ferrara) Si conclude “l’anno scolastico 2012″ con l’ultimo apputamento della Scuola di Politica del PD di Ferrara previsto per lunedì 17 dicembre, alle ore 21:00, presso la sede dell’Unione Provinciale di Ferrara di Viale Krasnodar 25.
In questa lezione, dal titolo “Mafie ed Ecomafie” il “docente” sarà Alessandro Bratti, Deputato PD, nonchè Capogruppo Commissione d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti alla Camera dei Deputati.
La Scuola di Politica ripartirà a fine gennaio con il terzo blocco tematico dedicato ai rapporti etici e politici tra Stato e Chiesa.

13/12/12

Il mio intervento in Commissione sul Decreto Ilva

Alessandro BRATTI (PD), preliminarmente, ritiene indispensabile accennare ad alcuni fatti politici e giudiziari, più o meno recenti, relativi alla vicenda dell’ILVA di Taranto che, a suo avviso, debbono essere tenuti ben presenti oggi, nel momento in cui il Parlamento è chiamato a discutere del decreto-legge in titolo.

In tal senso, per quel che riguarda i fatti di rilievo politico ricorda anzitutto che, fin dall’ottobre 2008, l’allora Ministro Prestigiacomo aveva assunto precisi impegni davanti alla VIII Commissione circa il contenuto dell’autorizzazione integrata ambientale, già allora all’esame del suo dicastero, ma rilasciata, con grave ritardo, solo nell’agosto del 2011. Incidentalmente, inoltre, ricorda che in quell’occasione egli stesso aveva chiesto, senza alcun risultato, al Ministro Prestigiacomo di smentire la fondatezza delle notizie di stampa che riferivano di incontri in sede istruttoria che vedevano coinvolti i vertici dell’ILVA e, al tempo stesso, escludevano gli organismi di controllo ambientale operanti sul territorio.
Sottolinea, quindi, la gravità della successiva iniziativa normativa assunta dal Ministro Prestigiacomo che, modificando la normativa allora in vigore, ha consentito, in modo inaccettabile, di differire fino al 31 dicembre 2012 l’obbligo per le aziende coinvolte – e, in primis, per l’ILVA di Taranto – di non superare il valore di 1 nanogrammo (miliardesimo di grammo) per metro cubo nelle emissioni di benzo(a)pirene. Al riguardo, denuncia altresì il fatto che una risoluzione, da lui stesso presentata insieme alla collega Zamparutti, per ripristinare la previgente normativa venne respinta dalla Commissione grazie al voto dell’allora maggioranza par- lamentare, a seguito dell’espressione di un parere contrario del Ministero dell’ambiente sulla medesima risoluzione.
Quanto ai fatti di rilievo giudiziario che oggi vanno tenuti ben presenti, ricorda anzitutto che i primi provvedimenti giudiziari e le prime sentenze sul caso ILVA, sui danni provocati all’ambiente e alla salute dei cittadini risalgono al 1982, quando la magistratura tarantina emise le prime condanne nei confronti dell’ITAL- SIDER, allora proprietaria dello stabili- mento siderurgico di quella città. Ricorda, inoltre, che da allora più volte l’autorità giudiziaria è intervenuta e che gli atti e i provvedimenti della magistratura sono rimasti privi di conseguenze relativamente alla bonifica delle aree inquinate e alla tutela dell’ambiente e della salute dei cit- tadini. Sottolinea come le vicende giudiziarie richiamate costituiscano gli antefatti dei recenti provvedimenti di sequestro di cui oggi si parla e dei quali anche il decreto-legge in esame si occupa.
 Alessandro BRATTI (PD), richiamando quanto già detto prima della sospensione della seduta e in considerazione della ristrettezza dei tempi a disposizione delle Commissioni per l’esame del provvedi- mento in titolo, conclude la breve ricostruzione della vicenda dell’ILVA, sottolineando due dati a suo avviso entrambi gravi e inaccettabili: il primo riguarda il fatto che la proprietà dello stabilimento, compresa quella attuale, non ha mai in- teso adempiere alle prescrizioni contenute nei provvedimenti emessi nel corso dei decenni dalla magistratura; il secondo riguarda la circostanza che per tutta la legislatura in corso, la politica, e più precisamente il Ministero dell’ambiente e il Governo Berlusconi non hanno mai voluto affrontare seriamente la questione dell’ILVA, della bonifica dei siti inquinati, della ambientalizzazione e della riqualificazione del territorio della città di Taranto.
Avviandosi, quindi, alla conclusione, passa a enucleare le principali criticità con- tenute nel decreto-legge in esame, soffermandosi in particolare su quattro aspetti, il primo dei quali relativo al fatto che in tale provvedimento d’urgenza mancano del tutto misure dirette a salvaguardare per l’oggi e per il futuro la salute dei cittadini di Taranto, a partire da uno scrupoloso screening della popolazione, unanimemente invocato sul territorio quale misura indispensabile sotto il profilo sia della prevenzione che della mitigazione del rischio sanitario. In secondo luogo sottolinea come nel decreto-legge non sia stato ancora raggiunto un punto di equilibrio nel rapporto fra auto- rità di governo e autorità giudiziaria, e come occorra fare ogni sforzo per evitare che il provvedimento in esame finisca per diventare, al di là delle intenzioni, un pericoloso precedente.
In terzo luogo critica la definizione poco chiara della struttura e delle competenze della figura del Garante che si sommano a un insufficiente grado di coinvolgimento degli organismi di controllo ambientale, a partire dall’ARPA regionale. Infine, osserva che le sanzioni previste in caso di mancato rispetto delle prescrizioni dell’AIA da parte della proprietà dello stabilimento, a fronte del pessimo comportamento fin qui tenuto dalla stessa, debbano essere graduate in modo più stringente se davvero si vuole conservare un sufficiente ed accettabile grado di effettività e di efficacia. 

29/11/12

Ambiente, modifiche al codice sbloccate, si va avanti



IN COMMISSIONE ALLA CAMERA PASSA LA LINEA DEL RELATORE BRATTI
(Public Policy) - Roma, 28 nov - Passa la linea del relatore, Alessandro Bratti, Pd, sulle modifiche del Codice dell'ambiente (il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) contenute nel nuovo testo a prima firma di Manuela Lanzarin, Lega e Monica Faenzi, Pdl (C. 4240 /B e C. 5060). La commissione Ambiente della Camera ha votato ieri pomeriggio le modifiche proposte dal relatore.
"Ci siamo, siamo quasi alla fine - commenta il relatore - .
Sono soddisfatto perché ci sono delle norme di semplificazione importanti. Per esempio rispetto alle bonifiche, e al settore agricolo e poi ci sono poi le norme che sanciscono che i gestori della telefonia riconoscono il pagamento dei controlli sui campi elettromagnetici, una cosa importante perché ci sono contenziosi in giro per l'Italia".
Un argomento particolarmente sentito è quello dei rifiuti: "Ci sono delle norme che favoriscono molto la raccolta differenziata, per esempio c'è la possibilità di fare il compostaggio di quartiere e si stabilisce che bisogna privilegiare sempre il recupero della materia rispetto all'incenerimento anche attraverso la gestione dei prezzi.
Si toglie un tetto all'ecotassa per i rifiuti solidi urbani, per disincentivare lo smaltimento in discarica c'è la possibilità di aumentarla". L'ecotassa è un tributo speciale per il deposito in discarica. Prosegue Bratti, sempre sul tema rifiuti: "Abbiamo fatto una proposta di modifica della Tares, la nuova tariffa sui rifiuti (introdotta dal decreto Salva Italia e che debutterà il primo gennaio 2013, ndr), per dare la possibilità che la riscossione avvenga anche da parte dei gestori e non dei Comuni".
Ma le novità non finiscono, tra le modifiche al testo uscito dal Senato, si interviene anche "in ambito agricolo dove si aiuta la produzione di biogas però associata alle esigenze delle aziende e c'è una norma che mette mano al sistema dei parchi dandogli quelle certezze di cui il sistema ha bisogno".
Infine, "abbiamo introdotto degli articoli che riguardano la facilitazione per gli investimenti sulla rete idrica da parte della Cassa depositi e prestiti. Se c'è bisogno di fare investimenti oggi sarà più facile".
L'APPROVAZIONE IN SEDE LEGISLATIVA Ora si attendono i pareri delle altre commissioni in sede consultiva, affinché il testo venga approvato in sede legislativa, quindi in commissione, senza passare dall'Aula.
Poi andrà al Senato per l'approvazione definitiva.
"Abbiamo già deciso la sede legislativa in commissione Ambiente - conclude Bratti - bisogna vedere se le altre commissioni ce la concedono. Se non andremo in legislativa, il provvedimento non vedrà mai la luce, non ce la faremo a chiudere prima della fine della legislatura".
La proposta Lanzarin approvata dalla Camera in Aula il 16 febbraio, era passata al Senato il 9 maggio, che ne aveva modificato ampiamente il testo. È quindi tornata in commissione Ambiente alla Camera che ieri ha deciso per l'approvazione in sede legislativa. (Public Policy)

28/11/12

Sanità:PD, appello a Balduzzi: più attenzione a rischi campi elettromagnetici


(9Colonne) Roma, 28 nov - "Sono in forte aumento, soprattutto nelle città, i campi elettromagnetici generati dal dilagare delle nuove tecnologie: facciamo appello al ministro della Salute affinché non sia consentita nessuna forma di semplificazione delle norme se non si potenziano parallelamente i controlli.
La nostra denuncia nasce dal fatto che il recente Decreto Sviluppo allenta le maglie dei controlli e della fissazione dei limiti consentiti. Questo è molto grave e chiediamo al ministro Balduzzi, che ha dato prova di sensibilità sul tema della prevenzione dei rischi per la salute causati dall'amianto, di esercitare la massima vigilanza". Lo ha detto in Aula Alessandro Bratti, capogruppo del Pd nella commissione Ecomafie, il quale ricorda che "l'Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato che i campi elettromagnetici non vanno sottovalutati rispetto alla salute umana ed ha inserito i campi a radiofrequenza, cioè quelli emessi dai cellulari, fra i possibili agenti cancerogeni per l'uomo a causa dell'aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (40 per cento di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni). In Italia la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Brescia del 22.12.2009 che condannò l'INAIL a corrispondere ad un manager la rendita per malattia professionale prevista per l'invalidità all'80% legata all'uso di cordless e cellulari per motivi professionali; la sentenza rappresenta un decisivo passo verso il riconoscimento completo dei reali rischi per la salute da esposizione alle onde elettromagnetiche;anche le indicazioni fornite dal Consiglio d'Europa e dalla IARC/OMS indicano le radiofrequenze come possibili cancerogeni. Percià chiediamo a questo governo, e al ministro della Sanità in particolare, di rivedere la nuova normativa riguardante le misurazioni dei campi elettromagnetici che di fatto attualmente annulla il principio di precauzione raccomandato dall'Unione europea. Non si possono allentare le tutele ambientali e non si può mettere a rischio la salute della popolazione".
 

 

Oggi in Aula Question time sui campi elettromagnetici