30/01/10

Una green economy da 10 miliardi di euro

In Italia la green economy è un business da 10 miliardi di euro. A tanto ammonterebbe il mercato della green economy secondo il Rapporto Italia 2010 pubblicato ieri da Eurispes che quest'anno ha deciso di indagare e quantificare il business generato da energie rinnovabili, prodotti biologici, commercio&solidale e finanza etica.
Via greenme

27/01/10

Al primo posto per il PD: la sicurezza dei cittadini

(DIRE) Modena, 27 gen. - "Sulla vicenda del deposito di gas di Rivara mi pare che emergano tutte le contraddizioni del centro destra. Da un lato il sottosegretario Giovanardi che difende il progetto, dall'altro numerosi esponenti della Lega e del Pdl che si dichiarano decisamente contrari". Cosi', Alessandro Bratti, responsabile regionale ambiente ed energia del Pd, interviene sulla questione del deposito di stoccaggio del Gas a Rivara, in provincia di Modena.
Per Bratti la Regione Emilia-Romagna ha semplicemente svolto cio' che istituzionalmente le competeva: "L'espressione di un parere da riportare in sede di commissione Via". Il parere negativo dunque "non e' frutto della politica, ma di un'indagine approfondita tecnicamente che si protrae da parecchio tempo. Qui non si tratta di preclusioni ideologiche a favore o contro una infrastruttura, ma di prendere decisioni che tengano conto della sicurezza dei cittadini che per una forza come il Pd vengono prima di ogni altro interesse", spiega ancora Bratti. Il Pd non nega la necessita' di far fronte alle numerose emergenze ambientali anche attraverso la dotazione della necessaria impiantistica, ma a patto che siano verificati e quindi posti sotto controllo gli impatti ambientali relativi. "Se questo non succede, le istruttorie tecniche possono prevedere anche pareri negativi alle costruzioni di opere", aggiunge infine Bratti

26/01/10

Il Governo e la Lega "si mangiano" i fondi per il Po

(ANSA) - BOLOGNA, 26 GEN - 'Avevamo visto giusto, i finanziamenti di 180 milioni di euro per il progetto 'Valle Po' non ci sono'. Lo afferma in una nota l'on.Alessandro Bratti (Pd), precisando che 'oggi in Commissione Ambiente alla Camera il sottosegretario Menia e' stato molto categorico rispondendo ad un'interrogazione' presentata da lui insieme alle deputate Carmen Motta e Raffaella Mariani, pure del Pd.
'I fondi Fas - prosegue - sono stati spesi per altre esigenze e la messa in sicurezza del Po e la sua valorizzazione turistica non sono considerati da questo Governo una priorita'.
Ancora una volta la Lega nord ha preferito ad esempio che i finanziamenti Fas avessero come priorita' investimenti per 'tappare' le falle di una gestione scriteriata della raccolta dei rifiuti di Palermo (oltre 100 milioni di euro) piuttosto che indirizzarli sulla Pianura padana'.
Bratti evidenzia una 'forte contraddizione della Lega, che a Roma avvalla tutto cio' che arriva dal Governo, compreso cio' che penalizza il nostro territorio, e nella nostra regione rivendica battaglie per la valorizzazione della 'padanita' che altro non sono che slogan vuoti'. (ANSA).

24/01/10

Save the date!

Il 5 febbraio. Venerdì. Pomeriggio. A Ferrara. Seminario ambiente energia. PD regionale. In preparazione della Conferenza Programmatica. I dettagli prossimamente.

23/01/10

L'ambiente in Emilia Romagna secondo gli Ecodem

Stamattina a Bologna ho partecipato al Convegno organizzato dalla Associazione Ecodem dove è stato presentato presentato il Documento degli Ecologisti democratici per le elezioni regionali in Emilia Romagna, con le proposte per il programma della prossima legislatura. Lo potete scaricare qui.

18/01/10

Sforamenti

Pubblicato il dossier di Legambiente Mal d'aria 2010 con il numero gli sforamenti del limite medio giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo di PM10. Napoli (156 superamenti), Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). La Pianura Padana si conferma come area critica anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Ferrara al trentesimo posto.

Buona settimana

13/01/10

La grande onda

I 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.
E' uno dei tanti dati contenuti nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest'anno soprattutto a un'analisi dei consumi. Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all'ambiente. Dal punto di vista della salute individuale c'è da notare che molti degli individui più longevi consumano 1.800-1.900 calorie al giorno, cibi poco trattati e pochissimi alimenti animali, mentre l'americano medio consuma 3.830 calorie al giorno.
«Serve un ripensamento fondamentale dei modelli culturali dominanti», afferma in un comunicato il responsabile della ricerca Erik Assadourian. Per fare questo: «Bisogna puntare sull’efficienza tecnologica e anche la politica deve giocare il suo ruolo nel ripensamento dei modelli culturali affinché la sostenibilità diventi la norma». Gianfranco Bologna, direttore scientifico di Wwf Italia e responsabile dell’edizione italiana del “State of the World”, che nel nostro Paese uscirà a marzo per le Edizioni Ambiente, mette l’accento proprio su uno dei temi più importanti del dossier: il saccheggio delle risorse naturali.
«Siamo abituati a vedere l’economia come qualcosa di scollegato dalla risorse materiali - afferma Bologna -. In realtà non è così: il bilancio dei flussi di materia, ormai calcolabili precisamente per ogni Paese del mondo, è aumentato del 50 per cento rispetto a 30 anni fa.
Per illustrare il concetto il Worldwatch Institute ha scelto in copertina una rivisitazione de “La grande onda”, celebre stampa dell’artista giapponese Katsushika Hokusai che raffigura un gigantesco cavallone pronto a spazzare via qualsiasi cosa.
La rivisitazione è opera dell’artista americano Robert Jordan. Si intitola “Gyre” e riproduce il cavallone con 2,4 milioni di frammenti di plastica. Sottoprodotti che il consumo umano genera freneticamente, incessantemente: tonnellate e tonnellate di frammenti come quelli usati da Jordan finiscono ogni ora nei mari del mondo.
Su Blogeko.it e su Repubblica.it

In termini assoluti si stima che ogni anno estraiamo nel mondo circa 60 miliardi di tonnellate di materie prime». Tradotto in termini di vita quotidiana sono le centinai di migliaia di cose più o meno utili che usiamo ogni giorno, oggetti stupidi o straordinariamente tecnologici, perenni o usa e getta, derivati da: silicio, petrolio, legno e altro.
«L’analisi originale che viene fatta in questo studio di cui sto curando la prefazione - continua il professore - è la distinzione tra esigenze reali e fittizie, quelle di carattere semplicemente psicologico». L’accezione che viene data al consumismo in questo caso è totalmente negativa perché agisce come un elemento di «disturbo» sulle nostre menti, direttamente collegate ai portafogli. Al momento di acquistare un oggetto, quindi, lo si fa solo per «dimostrare qualcosa a qualcuno» continua Bologna. Secondo il rapporto, economia, politica, religioni, educazione, media, e governi hanno il potere-dovere di intervenire subito. Di certo non si parte da zero, perché come segnalato nelle pagine del State of the world le buone pratiche esistono già.

L’Italia è stata portata ad esempio per il suo sistema di mense scolastiche a menu biologico. (TERRA.IT)

11/01/10

Considerate di nuovo se questo è un uomo


Sul sito di Repubblica si può ascoltare il testo di Adriano Sofri su Rosarno letto da Lella Costa, Gigi Proietti e Moni Ovadia, che riporto di seguito:

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra –“A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Nè bontà, roba da Caritas, nè
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

Avviluppiamoci

Il futuro probabile per il sistema Terra, incapace di organizzarsi per affrontare i suoi problemi vitali, e' la disintegrazione ma ''l'improbabile ma possibile e' la Metamorfosi''. Ad affermarlo, in un articolo intitolato 'L'Elogio della Metamorfosi' pubblicato su 'Le Monde', e' il sociologo e filosofo francese, Edgar Morin, che sottolinea la necessita' di iniziare a definire le strade che ci porteranno alla Via. Una Via che ci impone di ''globalizzare e deglobalizzare, crescere e decrescere, sviluppare e avviluppare''.
L'orientamento 'sviluppo/avviluppare' significa, sottolinea Morin, ''che l'obiettivo non e' piu' fondamentalmente lo sviluppo dei beni materiali, dell'efficienza, della reddittivita', del calcolabile, e' anche il ritorno di ognuno sui propri bisogni interiori, il grande ritorno alla vita interiore e al primato della comprensione altrui, dell'amore e dell'amicizia. Non basta piu' denunciare, ora occorre enunciare.
Via Adnkronos Tendenze

09/01/10

Economia "verde" in Emilia Romagna: le proposte degli Ecodem

Sabato 23 gennaio alle ore 9.30 nella Sala Bianca di Palazzo Comunale in Piazza Maggiore a Bologna, si terrà l'iniziativa dell'Associazione Ecologisti Democratici
"Per il new deal ecologico della Regione Emilia-Romagna"
Sarà presentato un documento regionale in tema di ambiente ed economia verde in vista delle ormai imminenti elezioni regionali.
Il programma prevede in apertura un saluto del capogruppo pd in Consiglio Comunale a Bologna Sergio Lo Giudice, a cui seguirà la presentazione del documento.
Poi seguirà una tavola rotonda sulle prospettive della green economy nella nostra regione con rappresentanti del mondo del lavoro e delle imprese, più il sottoscritto (Alessandro Bratti), in veste di deputato PD e responsabile ambiente ed energia del pd regionale.
Chiuderà i lavori (intorno alle 12.30) il Segretario regionale del PD Stefano Bonaccini.
Vi aspettiamo. Buonanotte.

06/01/10

Alle radici...

Bratti, è tipico della zona che comprende le province di Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, con un ceppo forse non secondario nel Friuli, Bratto è assolutamente rarissimo, Bratus, estremamente raro, è istriano, dalmata, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Brattus derivato dal celtico Brath o anche direttamente da quest'ultimo. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Umago in Istria nel 1200 con il nobile Almerigo Bratti e nel 1300 a Carpi (MO) troviamo il giureconsulto Ingrano Bratti.
BRATUS oltre che istriano è anche dalmata, e potrebbe derivare dal nome greco Brathos dell'odierna isola di Brazza.

La strage degli innocenti


Ho ricevuto e pubblico questo video sulla manifestazione di protesta contro l'abbattimento di 1200 animali di sette allevamenti vicini all'Ilva di Taranto, risultati positivi alla contaminazione da diossina.

01/01/10