13/11/08

Pedalare

Il centro destra e il Governo bocciano un ordine del giorno presentato in discussione sulla finanziaria rispetto alla mobilità ciclabile e al rifinanziamento della 366 del 1998. L’ordine del giorno presentato da me e da altri colleghi del PD chiedeva di assicurare finanziamenti adeguati ed aggiuntivi per la realizzazione di reti per percorsi integrati ciclabili e per la valorizzazione della mobilità ciclistica, al fine di costituire una delle soluzioni concrete e praticabili per alleggerire la congestione e la crescita del traffico motorizzato.
“E’ incredibile la bocciatura di questo ordine del giorno. Mentre negli Enti locali spesso le politiche a favore della mobilità ciclabile vedono gli schieramenti politici di qualunque parte compatti per incentivarle, a livello nazionale non solo non si mettono finanziamenti ma neanche ci si pensa per il futuro”. Il Governo dimostra ancora una volta una scarsa propensione per le politiche ambientali e sostenibili

Un provvedimento un pò "militare"..e un pò manifesto...

Vi riporto il resoconto sintetico del mio intervento sul Decreto "emergenza rifuti 2". Molte cose non ci piacciono du questo Decreto, ma la peggiore e il tentativo di continuare a far pagare a tutti gli italiani un incentivo "mascherato" per le rinnovabili: il cip 6. Non si capisce perchè non si ha il necessario coraggio di proporre un provvedimento ad hoc per incentivare gli inceneritori invece di utilizzare eventuali fondi per le rinnovabili....mah

Ecco l'intervento:
"Alessandro BRATTI (PD) riservandosi anch'egli di svolgere più approfonditamente il proprio intervento in una prossima seduta, enuncia sinteticamente alcuni temi di discussione, denunciando - ad esempio - che al rigore e alla bontà delle norme contenute nel provvedimento in esame in materia di compiti e obiettivi dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, si contrapponga una complessiva politica di deregulation del Ministro dell'ambiente e di svuotamento del ruolo del sistema delle agenzie. Nell'associarsi alle considerazioni svolte dal deputato Margiotta sulla questione dei CIP6, denuncia il rischio di una generalizzata applicazione di tali incentivi, a partire dalla regione Sicilia, che sarebbe, in tal modo,premiata nonostante i pessimi risultati sia in termini di efficace gestione del ciclo dei rifiuti (con una raccolta differenziata al 5 per cento) sia in termini di debiti prodotti (che ammontano a oltre 350 milioni di euro)".

12/11/08

Ma quali sono le politiche ambientali del Governo ?

Il progetto di legge presentato dal Sottosegretario Bertolaso riguardo “Misure per lo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e di tutela ambientale “ mette in luce come rispetto alle politiche ambientali questo Governo abbia una posizione del tutto contraddittoria, vorrei dire quasi schizofrenica, ma sicuramente populista e poco efficiente ed efficace. Il Sottosegretario , capo della protezione civile, propone un modello basato sulla filosofia del comando e controllo, costruendo un sistema basato su regole rigide che se non rispettate prevedono sanzioni forti con un robusto ricorso alla giustizia penale.


La proposta di legge che prevede per coloro che abbandonano rifiuti importanti sanzioni penali e dove anche l’articolo riferito all’informazione mira non tanto a perseguire un’opera di educazione e prevenzione ma piuttosto a spiegare quali sono le pene per i trasgressori ne è una testimonianza concreta. Un approccio tipico da professionalità abituate ad agire in emergenza come è il Sottosegretario Bertolaso.
Su l’altro fronte abbiamo il Ministro Prestigiacomo che ha già inanellato diversi record in quanto in appena pochi mesi è riuscita a smantellare l’Agenzia nazionale per l’Ambiente, a sciogliere la Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e la Commissione AIA (Autorizzazione ambientale integrata) nominando poi in quelle nuove alcuni improbabili personaggi spesso privi di professionalità e con conflitti di interessi palesi, a disconoscere l’impegno per contrastare i cambiamenti climatici assunto in sede europea e a plaudire al ritorno del nucleare in Italia rinunciando a svolgere un ruolo importante almeno riguardo alla sicurezza nucleare.
Queste azioni oltre a dimostrare una certa difficoltà di dimestichezza con la materia denotano la volontà del Ministro di perseguire una politica di deregulation spinta che ha l’obiettivo di eliminare un orpello fastidioso rappresentato dall’ambiente.
Dietro lo slogan ambientalismo del fare del centro destra in realtà non vi sono politiche virtuose basate sulla filosofia degli incentivi verdi, sulla tassazione ecologica, sui sistemi volontari di gestione ambientale, sulla contabilità ambientale, sulle politiche di acquisti e appalti verdi. No dietro quello slogan c’è la voglia e l’intenzione di smantellare un sistema, sicuramente con molte lacune, di sicurezza e controllo ambientale, senza proporre nulla di alternativo se non un via libera alle grandi imprese per poter agire come meglio desiderano.
La sensazione che si ha , alimentata da una situazione di crisi che investe la nostra economia, è che ci sia una sorta di desiderio di ritorno al passato quando le politiche ambientali erano considerate elemento di ostacolo e di contrapposizione a quelle economiche. Questo Governo ha cancellato in alcuni mesi diversi anni di dibattiti, convegni, scelte concrete che partendo dal summit di Rio del 1992 attraverso la Conferenza delle parti per la protezione del clima, dall’Agenda 21, dal Protocollo di Kyoto, dal Summit di Johannesburg nel 2002 , dalla costituzione dell’IPCC, dai Millenium goals delle Nazioni Unite , dalla Carta di Aalborg nel 1994 per le Autorità locali, hanno contribuito a rendere concreta l’idea che un percorso differente dall’uso indiscriminato delle risorse è possibile è che questa via è la sostenibilità. Sarebbe opportuno riprendere un cammino iniziato nel secolo scorso, che cominciava a dare qualche risultato per riequilibrare il rapporto tra i paesi ricchi e quelli poveri , tra paesi che hanno inquinato molto e altri che cercano nuove vie per migliorare le loro condizioni economiche senza troppo impattare sull’ambiente.
In Italia faticosamente si era avviato un percorso verso lo sviluppo delle energie rinnovabili, del risparmio energetico interessando centinaia di piccole imprese che è stato interrotto dall’approvazione di alcuni provvedimenti sostenuti dall’attuale maggioranza. Si era riusciti a porre l’emergenza climatica come tema centrale per le politiche di sviluppo del Paese, si cominciava ad intravedere una speranza di sviluppo per un economia diversa basata più sul software che sull’hardware. Paesi come la Germania, la Finlandia , Svezia e anche Spagna hanno scommesso su tecnologie nuove, sull’ambiente considerandolo un’opportunità non un fastidioso vincolo. Purtroppo l’Italia ha scelto un’altra via ma quale non è chiara. O meglio si è scelta la strada della restaurazione, del ritorno al passato senza considerare che andare avanti con la testa rivolta all’indietro significa rischiare di sbattere contro gli ostacoli e non di superarli.

11/11/08

Ambiente, parte il Tavolo di Roma

Nasce il Tavolo di Roma, un gruppo di esperti e di studiosi internazionali che intende offrire soluzioni scientifiche alla gestione dei rifiuti e delle risorse. L'appuntamento si è tenuto presso la sala del Consiglio dell'Associazione nazionale fra le banche popolari di piazza Venezia a Roma. Del gruppo di lavoro fanno parte docenti europei e statunitensi, giuristi, rappresentanti dei movimenti ambientalisti, economisti, politici e medici.
Tra i fondatori del gruppo: Bernd Bilitewski, docente di gestione dei rifiuti e direttore dell'Istituto di gestione dei rifiuti solidi e dei terreni contaminati dell'Università Tecnica di Dresda, Alessandro Bratti, ricercatore presso l'Università di Ferrara e parlamentare del PD (cioè io), Stefano Ciafani, ingegnere ambientale e responsabile scientifico di Legambiente, Paolo Russo, deputato del Pdl, presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati e presidente, nella XIV legislatura, della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Rainer Stegmann, docente all'Università Tecnica di Amburgo-Harburg e direttore del dipartimento di Gestione dei Rifiuti, considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel trattamento biologico dei rifiuti solidi. Alla presentazione ha preso parte il sottosegretario Bertolaso.
L'incontro ha messo in risalto la necessità di avere un approccio integrato, scientifico e stimolante la partecipazione dei cittadini al fine di scegliere le soluzioni più efficaci ed efficienti nela gestione dei rifiuti.
In futuro vi aggiornerò sulle prime iniziative........

09/11/08

UEFA "Gol" standard

Buona domenica sportiva....L’UEFA, ovvero il massimo organismo federale del vecchio continente ha deciso di dare il proprio contributo nella lotta ai cambiamenti climatici cercando di ridurre l’impatto ambientale causato dai viaggi aerei delle proprie squadre di calcio. La principale fonte di gas serra UEFA sono i viaggi aerei effettuati dalle società calcistiche affiliate. Secondo dati riportati dall’organismo, i voli del 2007 hanno avuto un impatto di 20.617,811 tonnellate equivalenti di anidride carbonica. La proposta è quella di ridurre quest’impatto, nel 2009, principalmente con l’acquisto di crediti per energie rinnovabili (i migliori sono gold standard).
Anche nuovi uffici amministrativi UEFA di Nyon (Svizzera), che saranno completati nella primavera del 2010, saranno molto attenti all'energia e all'ambiente.
L'obiettivo è rispettare le norme Minergie (riduzione dei consumi di energia) e Minergie Eco (edilizia ecologica).

Le energie rinnovabili come la luce del sole costituiscono un punto essenziale del progetto.
Un impianto di ventilazione meccanico a contatto diretto con l'aria esterna permette di sfruttare al massimo l'aria naturale per ventilare l'edificio. Tutti gli impianti elettrici si basano su soluzioni che riducono i consumi energetici.
Via Ecoblog

08/11/08

La terza rivoluzione industriale di Jeremy Rifkin

Rifkin ieri a Ecomondo , al convegno di Cooperambiente: "Dobbiamo risolutamente dirigerci verso una nuova rivoluzione industriale incentrata sulla comunicazione e sull´energia distribuita. Le nuove tecnologie informative e le energie rinnovabili possono saldarsi per assicurarci un futuro sostenibile"
E´ una rivoluzione dal basso alla portata di tutti, imprese, cittadini, istituzioni locali quella che è oggi possibile, grazie alle nuove tecnologie e sistemi di gestione sostenibili. “Entro breve - ha assicurato Rifkin - ogni persona, azienda, struttura, potrà essere player del mercato energetico. Sarà al tempo stesso produttore e consumatore”. “Sto promuovendo a livello internazionale - ha concluso Rifkin - una business community, un´alleanza di grandi imprese per lo sviluppo sostenibile e ho chiesto per l´Italia a Lega Coop di farne parte con i suoi milioni di soci e imprese diffuse sul territorio nazionale”.

Cose belle



Ma che finalone!
Sotto il testo,


This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end of our elaborate plans
The end of everything that stands
The end

No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again

Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need of some stranger's hand
In a desperate land

Lost in a Roman wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain
There's danger on the edge of town
Ride the King's highway
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway West, baby

Ride the snake
Ride the snake
To the lake
To the lake

The ancient lake, baby
The snake is long
Seven miles
Ride the snake

He's old
And his skin is cold
The West is the best
The West is the best
Get here and we'll do the rest

The blue bus is calling us
The blue bus is calling us
Driver, where are you taking us?

The killer awoke before dawn
He put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall

He went into the room where his sister lived
And then he paid a visit to his brother
And then he walked on down the hall
And he came to a door
And he looked inside
Father
Yes son?
I want to kill you
Mother, I want to. . .

C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus

This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end

It hurts to set you free
But you'll never follow me

The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

This is the end

05/11/08

Tutto può accadere


"Si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso"
Barack Obama ringrazia lo sfidante, il repubblicano Mc Cain. Una tra le tante meraviglie di questa vittoria della democrazia.
Leggete il discorso integrale di Obama su:www.partitodemocratico.it:

Gli interventi di ieri

Qui la diretta audio/video degli interventi di ieri e sotto il testo


pag.7

ALESSANDRO BRATTI. Così come formulato,
il comma 4 dell’articolo 16-ter presuppone
un’assunzione di responsabilità da
parte dell’Agenzia che non è nei fatti: la
responsabilità della sicurezza è inevitabilmente
in capo al titolare della gestione dell’impianto;
è quindi il titolare della gestione
che, seguendo le regole dettate dall’Autorità,
deve garantire la sicurezza. Una sicurezza
che deve essere garantita anche tramite
il coinvolgimento delle strutture regionali.
Ad oggi, non è chiaro come le professionalità
incardinate nelle agenzie regionali
per la protezione ambientale si collochino
rispetto al progetto presentato: sono circa
200 le persone che si occupano, ai vari
livelli regionali, di radiazioni ionizzanti. Al
solito, così com’è stato fatto per la costituzione
di ISPRA, si sceglie una strada fortemente
centralista e poco attenta alle autonomie
regionali e locali. Si chiede almeno,
con l’emendamento in esame, di non attribuire
all’Agenzia compiti che non gli sono
propri, investendola di responsabilità che,
ripeto, devono essere in capo non all’Agenzia,
bensì al titolare dell’impianto.

Pag 12
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
come è già emerso, nella proposta
del Governo non mi pare che sia garantita
l’indispensabile terzietà della struttura. È
vero che dei miglioramenti ci sono stati,
ma ben diversa è, ad esempio, la situazione
dell’Agenzia francese, i cui vertici
sono nominati dalle massime cariche istituzionali
dello Stato, attraverso un meccanismo
meno tortuoso e più trasparente.
Vi è, poi, un’altra anomalia, data dalla
presenza di due rappresentanti del Ministero
dello sviluppo economico nel consiglio
di amministrazione, quasi a costituire
una sorta di presidio di controllo dell’operato
della struttura. In Germania, ad
esempio, la sicurezza del nucleare è garantita
attraverso il Ministero dell’ambiente.
D’altronde, nel nostro Paese è ormai
evidente che il Ministro dell’ambiente
ha rinunciato a questo ruolo.
Quindici anni fa si era raggiunto, finalmente,
un alto grado di indipendenza
dell’ente di controllo, che non era più
collocato nel Ministero dell’industria, ma
in quello dell’ambiente; ora si fa il contrario.
Nonostante ciò, e preso atto di
questa situazione, si chiede almeno che fra
i quattro componenti del consiglio di amministrazione
vi sia un rappresentante
nominato dalla Conferenza permanente
per i rapporti tra Stato e regioni, e ciò
perché molti adempimenti oggi sono svolti
proprio dalle regioni.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ALESSANDRO BRATTI. Le regioni
stesse, quindi, nel momento in cui si
deciderà l’autorizzazione degli impianti
saranno determinanti per l’accettabilità
sociale...

Pag 14
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
vorrei ribadire l’importanza del collegamento
dell’Agenzia sia con le regioni
sia con altri enti. Infatti, in tutto l’articolato
che concerne la proposta dell’Agenzia
non è previsto il rapporto con il Ministero
dell’interno e le regioni per quanto riguarda
la rete di sorveglianza della radioattività
ambientale, la rete di rilevamento
della ricaduta radioattiva, le reti di
allarme, le reti regionali e le reti di
sorveglianza locale, già esistenti per gli
impianti nucleari.
Quindi sottolineo il fatto che sia fondamentale
– considerato che è assente
dall’attuale articolato – creare il presupposto
perché vi sia la possibilità di includere
nell’Agenzia anche queste reti, che
sono poi il cuore del controllo della radioattività
ambientale nel Paese.

pag 18
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
vorrei sottoscrivere l’emendamento
in esame perché oggi, delle cinquanta
persone che vengono prese da ENEA e
delle cinquanta persone prese da ISPRA
per costituire l’agenzia, la stragrande maggioranza
del personale che lavora soprattutto
in ISPRA, ma anche in ENEA è
personale precario, cioè a tempo determinato.
Quindi, le persone più qualificate, a
parte quelle più « anzianotte », che ovviamente
stanno andando in pensione, sono
proprio all’interno di questo personale.
Quindi, vorrei sottoscrivere l’emendamento
in esame.
Pag. 37
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
intervengo a titolo personale solo
per ribadire che ENEA è un ente che ad
oggi si occupava anche di ambiente. Al di
là dei cambiamenti di nome è paradossale
– io credo – che il Governo, da un lato,
stia istituendo un nuovo istituto di ricerca
e, dall’altro, mettendo l’ENEA sotto la
sfera del Ministero dello sviluppo economico,
di fatto esautora il Ministero dell’ambiente.
Ci sono circa quattrocento ricercatori
in ENEA che si occupano dell’ambiente e
che non si capisce cosa andranno a fare.
Quindi, rivolgiamo la raccomandazione di
continuare a lavorare per fare in modo
che l’ENEA rimanga nel comparto della
ricerca e che la parte di ricerca ambientale
non venga dismessa, come parrebbe
invece dalla proposta dell’attuale Governo.

04/11/08

La scelta nucleare non è credibile...

E’ stata approvata la costituzione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Nella proposta iniziale del provvedimento collegato alla finanziaria non era previsto questo organismo. Grazie al lavoro del PD in Commissione Attività produttive e in Aula è stata introdotta l’Agenzia per la sicurezza nucleare così come previsto in tutti i Paesi dove tale tecnologia è sviluppata . Sempre su proposta del PD si è ottenuto che la nomina dei componenti sia effettuata con Decreto del Presidente della Repubblica, al fine di incrementare l’autorevolezza dell’organismo. (Nonostante i numerosi emendamenti presentati dal gruppo del PD tendenti a migliorare la proposta iniziale), il Governo ha invece deciso

di non accoglierne altri preferendo insistere nel proporre una struttura di un’Agenzia senza una completa terzietà ed autonomia, completamente scollegata dal sistema delle regioni e in genere dalle autonomie locali. Un’agenzia senza risorse e professionalità adeguate che rende poco credibile il ritorno del nucleare nel nostro Paese. Non è chiaro come verranno gestite le reti di sorveglianza della radioattività ambientale, la rete di rilevamento della ricaduta radioattiva, le reti di allarme, le reti regionali e le reti di sorveglianza locale degli impianti nucleari.
Nel provvedimento si è anche votato l’ennesimo Commissariamento dell’ENEA. Come PD abbiamo presentato un emendamento che è stato accolto che prevede almeno che negli indirizzi del lavoro di Enea vi sia l’intesa con il Ministero dell’Ambiente e il Ministro dell’Istruzione , dell’università e della ricerca. Nonostante questo piccolo risultato la proposta è insufficiente e priva di qualsiasi disegno strategico se non quello di costituire un Ente al servizio del Ministro Scaiola.

02/11/08

Domani è un altro giorno


Aspettando i risultati delle elezioni Usa 2008.

Spal-Padova 1-0

Ma guarda un pò....

Marcatore: 12′ st Cazzamalli
Spal: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Servidei, Cazzamalli, Centi, Arma, Agodirin, Quintavalla. A disposizione. Careri, Bianchi M., Savi, Rivaldo, Moro, Martucci, La Grotteria. All. Dolcetti.
Padova: Cano, Carbone, Falsini, Faisca, Giovannini, Pederzoli, Rabito, Bovo, Varricchio, Gentile, Di Nardo. A disposizione. Facchin, Bianchi D., Cotroneo, Lewandowski, Baccolo, Filippini, Gasparello. All. Sabatini
Arbitro: Lorenzo Lupo di Matera (Colongo–Marchesi)
Note: giornata soleggiata, campo in ottime condizioni. Circa 800 i tifosi padovani al seguito.

Roma, Piazza Navona, giovedi 30 ottobre

Questo è quanto è successo

Ricordiamoci quello che diceva don Milani e che le nostre armi siano solo lo sciopero e il voto

31/10/08

La risposta in "burocratese" di Menia su ISPRA

Leggete la discussione avuta ieri in occasione della risposta all'interpellanza urgente sulla situazione dei "precari" in ISPRA. Nessuna certezza nonostante qualche apertura (?) del Ministro Prestigiacomo (ascolta l'audio su RadioRadicale.it ). Ancora una volta politica degli annunci e, per il momento, nessun fatto concreto. Si continua a giocare sulla pelle delle persone....

Iniziative per garantire la regolare prosecuzione
delle attività dell’Istituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale
con riferimento alla dotazione
organica – n. 2-00155)
PRESIDENTE. L’onorevole Bratti ha
facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00155, concernente iniziative per garantire la regolare prosecuzione delle attività dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale con riferimentoalla dotazione organica (vedi l’allegato
A – Interpellanze urgenti).
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
vorrei brevemente illustrare la mia
interpellanza, anche perché nel momento
in cui è stata presentata lo si è fatto
mettendo sotto la lente di ingrandimento il
provvedimento che era allora in discussione
in Aula, il disegno di legge n. 1441-
quater che abbiamo già approvato.
Nel frattempo, è successo che ieri si è
svolta un’audizione con il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare dove si è parlato dell’ISPRA, cioè
dell’Istituto superiore per la protezione e
la ricerca ambientale, e quindi rispetto ad
un mese fa disponiamo di qualche elemento
in più per ragionare.
Vorrei rivolgere alcune domande al
sottosegretario, che ovviamente ringrazio
per la sua presenza.
Rileggendo la relazione che ha svolto
ieri il Ministro, mi è venuta qualche perplessità
rispetto alla sistemazione e al
percorso di stabilizzazione dei numerosi
precari che sono presenti all’interno di
ISPRA. Apro una breve parentesi relativa
ad ISPRA: non siamo stati d’accordo sul
percorso di costituzione di questo istituto
superiore che deriva dalla fusione di altri
tre istituti. Lo abbiamo detto e speriamo
che ci sia la possibilità di arrivare ad un
confronto. Però, è curioso che oggi ci
troviamo a discutere di pianta organica
quando non è ancora stata focalizzata e
delineata la funzione di questo istituto
superiore. Al momento attuale, vi è qualche
idea che ieri è emersa dalle parole del
Ministro, ma in realtà, vi è ancora, a mio
avviso, qualche elemento di confusione su
cosa deve essere questo istituto.
Comunque, prendiamo i dati per quello
che sono: vi sono circa 700 dipendenti
atipici, chiamiamoli così, perché, tra l’altro,
non sono neanche collocati nell’ambito
di un analogo inquadramento giuridico,
Infatti, abbiamo dipendenti a tempo
determinato, Co.co.co. e Co.co.pro; vi è
tutta una tipologia che, in questi anni,
purtroppo, è venuta a crearsi. Il numero è
imponente all’interno di questo ente. Ad
oggi, esso riesce ad espletare una serie di
funzioni assolutamente fondamentali e basilari
per la sicurezza ambientale di questo
Paese grazie anche e soprattutto a questo
personale che oggi è in agitazione. Infatti,
– fra l’altro, ieri lo avevo sottolineato – il
percorso che è stato delineato o quanto
meno presentato dai commissari straordinari
non è così chiaro. Ieri l’ho detto, ma
ovviamente non avevo occasione di rispondere
alla replica del Ministro.
Da un lato, si dice di annullare una
parte dei concorsi, dall’altro, dall’ultima
dichiarazione del 23 e 24 ottobre del
commissario Grimaldi – e la voglio leggere
perché ritengo debba rimanere agli atti –
emerge che egli prenderà le seguenti iniziative:
in primo luogo, apertura del procedimento
di verifica della graduatoria di
stabilizzazione ai sensi della legge finanziaria
2007 ed eventuale rettifica della
graduatoria in esito ai rilievi formulati dal
Ministero della funzione pubblica al Ministero
dell’ambiente. Ciò si riferisce ad un
concorso che, probabilmente, è stato eseguito
in maniera non corretta. Però, qui
non si parla di annullamento, bensì di
verifiche, che è cosa diversa.
In secondo luogo, si parla di contestuale
apertura di una procedura di inte-
Atti Parlamentari — 110 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008 — N. 75
grazione della graduatoria per la stabilizzazione,
ai sensi della legge finanziaria
2008, sulle disponibilità derivanti dal turn
over, nonché di proroga iniziale al 31
dicembre 2008 del personale con contratto
a tempo determinato e dei Co.co.co. in
scadenza.
Inoltre, si parla di redazione della dotazione
organica provvisoria (questo, a
onor del vero, c’è stato confermato anche
ieri da parte del Ministro), di redazione
del documento di programmazione del
fabbisogno triennale e, infine, di attivazione
delle procedure concorsuali entro
dicembre 2008.
Dalle parole che, invece, ieri ha pronunciato
il Ministro in replica e che non
si trovano nella relazione, pare che, rispetto
alla graduatoria provvisoria, dall’attuale
numero delle unità (che, se non
sbaglio, sono circa 1492, forse mi sbaglio
di qualche unità), la pianta organica provvisoria
dovrebbe diventare di circa 1326
persone. Il Ministro ci ha, peraltro, assicurato
che per circa 400 unità è stato
definito comunque un percorso di stabilizzazione
(vorrei, tuttavia, esserne certo).
Rimarrebbero, alla fine, 170 posizioni indeterminate,
nel senso che non si sa se
verranno riconfermate o meno.
Quindi, con questa interpellanza, si
cercava di chiedere semplicemente – mi
rendo conto anche delle difficoltà – cosa
sarà di questo personale e come questo
ente potrà mai funzionare se questo personale
o una parte di esso non verrà in
qualche modo stabilizzato.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di
Stato per l’ambiente e la tutela del territorio
e del mare, Roberto Menia, ha facoltà
di rispondere.
ROBERTO MENIA, Sottosegretario di
Stato per l’ambiente e la tutela del territorio
e del mare. Signor Presidente, come peraltro
diceva l’onorevole Bratti, molte delle
questioni che vengono poste in questa
interpellanza hanno, di fatto, trovato risposta
nell’intervento di ieri del Ministro
Prestigiacomo in un’audizione presso la
Commissione ambiente. Per tale motivo mi
auguro che gli ulteriori elementi che fornirò
rispondendo questa sera possano essere
considerati integrativi e migliorativi di
un quadro che, comunque, mi pare sia
stato sufficientemente delineato anche ieri
in sede di audizione.
Partiamo dalla situazione del personale.
L’attuale situazione di personale all’interno
dell’Ispra, ottenuta, come si ricordava,
dalla sommatoria delle tre realtà
preesistenti, l’APAT, l’Icram e l’Infs, fa
registrare un organico di 1.494 ed una
presenza di 1.544 unità lavorative, di cui,
è opportuno specificare, solo 926 a tempo
indeterminato. In vista della realizzazione
del nuovo Istituto superiore, la legge 25
agosto 2008, n. 133, impone, inoltre, ai
sensi dell’articolo 74, un ridimensionamento
degli organici di tutte le pubbliche
amministrazioni, secondo i parametri prestabiliti
per le qualifiche dirigenziali di
prima e seconda fascia e per il personale
non dirigenziale.
L’Ispra evidentemente non potrà che
attenersi a tutte le disposizioni di legge
vigenti in materia di personale e, ove
previsto, ad avvalersi ai sensi dell’articolo
28, comma 4 della legge 133 del 2008,
delle disposizioni di favore esistenti per
l’APAT, l’Icram e l’Infs. In questo quadro
l’istituto, da un lato, si accinge a porre
in essere iniziative volte a ristabilire una
corretta interpretazione delle disposizioni
di legge in materia di personale, anche
suffragate da autorevoli indicazioni del
Dipartimento della funzione pubblica;
dall’altro lato, porrà in essere tutti gli
adempimenti previsti per poter disporre
delle disposizioni di favore prescritte in
materia concorsuale per l’ex APAT, nonché
per individuare percorsi di trasformazione
dei rapporti di lavoro a tempo
determinato in tempo indeterminato, nel
rispetto, come è ovvio, del principio costituzionale
di cui all’articolo 97 della
Costituzione.
A tale ultimo scopo, la prima misura
che si impone è la definizione, ai sensi
dell’articolo 74, della dotazione organica
del nuovo organismo, ferme restando le
successive indicazioni che scaturiranno
Atti Parlamentari — 111 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008 — N. 75
dall’adozione dei provvedimenti previsti
dall’articolo 28, comma 3, della legge
n. 133 del 2008, le eventuali nuove disposizioni
di legge e, comunque, in coerenza
con gli obiettivi ivi contenuti.
Nella consapevolezza della necessità
di non privarsi di professionalità di elevato
livello formatesi all’interno dell’istituto,
le operazioni sul personale non
potranno, tuttavia, non tenere in considerazione
il fabbisogno finanziario che
per Ispra, per il 2009, è stato fissato in
circa 90 milioni di euro. Ciò imporrà una
razionalizzazione nell’utilizzo del personale
all’interno dell’istituto facendo in
modo che la stipula di accordi o convenzioni
sia realmente finalizzata ad attività
di studio e ricerca e non finisca per
diventare un modo surrettizio di finanziamento
delle spese di personale, con
conseguente lievitazione del numero del
personale precario impiegato.
Su ogni operazione si intende comunque
comunicare ai sindacati le strategie
poste in essere per assicurare il funzionamento
dell’istituto e per garantire i diritti
dei lavoratori precari che scaturiscono da
disposizioni normative.
PRESIDENTE. L’onorevole Bratti ha
facoltà di replicare.
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente,
ringrazio il sottosegretario Menia
perché so che segue con particolare attenzione
la situazione, ma non mi posso
definire soddisfatto. Infatti, sia dalle dichiarazioni
del Ministro, ma anche dalle
precisazioni, oltre ad aver capito che c’è
un ridimensionamento dell’ente, che c’è un
taglio di quasi il 15, 20 per cento del
bilancio dell’ente, che sono bravi, però ci
sono delle situazioni più generali che non
consentiranno – forse, o meglio non si sa
come – di procedere ad una stabilizzazione,
credo che non ci siano degli elementi
di certezza.
Ieri mi sembrava di aver capito – forse
ho compreso male ma ho chiesto una
copia del resoconto stenografico relativo
alla replica del Ministro – che su questo
monte di settecento precari vi fosse, per
almeno quattrocento di loro, la possibilità
di addivenire ad un futuro certo. Lo spero.
Mi piacerebbe, tuttavia, che ciò venisse
dichiarato in qualche modo dal Governo,
perché altrimenti questo stato di agitazione
all’interno dell’ente permarrà e non
avrà fine, anzi tenderà ad avere qualche
recrudescenza. Una tale recrudescenza sicuramente
avverrà nei prossimi giorni, e
probabilmente accadrà comunque, perché
è chiaro ed evidente che tutti chiederanno,
in qualche modo, il riconoscimento del
lavoro che hanno svolto in passato.
Tuttavia, se almeno vi fosse una prima
indicazione certa, per una parte consistente
di questo personale vi sarebbe la
possibilità di vedere, in un certo senso, la
fine di un tunnel. Ciò sarebbe, a mio
avviso, un fatto estremamente positivo, in
un momento in cui anche, lo ricordo, si
parla del controllo ambientale. Sebbene
non abbiamo ancora iniziato a discutere
il tema dell’Agenzia per la sicurezza nucleare,
sappiamo, tuttavia, che una parte
consistente di questo personale che oggi
è in Ispra costituirà il nocciolo intorno a
cui verrà costruita la nuova Agenzia per
la sicurezza nucleare. Ricordo, tra l’altro,
che gran parte di questo personale è
precario, perché i dipendenti a tempo
indeterminato sono molto vicini alla pensione,
come potete ben capire, in quanto
si occupavano di energia nucleare
vent’anni fa. Pertanto, è evidente che
siamo di fronte, a mio avviso, ad una
sorta di corto circuito, da un punto di
vista politico.
Dunque, i dubbi rimangono tutti. Come
ho già detto, non mi dichiaro soddisfatto
ma, comunque, ringrazio e spero che, pur
con tutte le difficoltà che abbiamo, potremo
continuare insieme a cercare anche
di capire come costituire, in maniera più
razionale ed efficiente, questo nuovo istituto,
cercando anche di salvaguardare
questi giovani e queste professionalità che
sono un patrimonio da non perdere. Li
abbiamo formati, sono anni che lavorano,
sono competenti, e mi sembrerebbe veramente
un peccato perdere queste professionalità.
Atti Parlamentari — 112 — Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 30 OTTOBRE 2008 — N. 75

30/10/08

Aspettando Poznań, le regioni scendono in campo

Da leggere l'articolo di Claudio Martini su greenreport
Investire sulla difesa del pianeta conviene e il protocollo di Kyoto va applicato. E’ questo quanto emerge dal vertice di Saint-Malo "Climate change: regions in action" a cui partecipano 600 rappresentati da 140 regioni di 60 Paesi del mondo. Le regioni vogliono contribuire ai grandi dibattiti europei e mondiali, nel momento in cui viene negoziato l´accordo finale sul pacchetto "energia-clima" dell´Unione Europea e in cui le discussioni internazionali subiscono un´accelerazione in vista della Conferenza di Copenaghen del 2009 che porrà le basi del dopo-Kyoto. Le regioni hanno competenze sul governo del territorio, sulla programmazione, sulla difesa dell’aria, acqua, uso e smaltimento dei rifiuti, produzione di energia da fonti rinnovabili.

Possono quindi attivare azioni importanti per realizzare gli obbiettivi della direttiva 20 – 20 - 20: quella per cui per cui l’Europa entro il 2020 deve giungere all’abbattimento delle emissioni di gas serra del 20%, alla riduzione dei consumi energetici del 20% e all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili di un altro 20%. In Spagna le regioni lavorano insieme al governo e contribuiscono al rispetto di questo impegno con loro iniziative. In Francia hanno scelto di destinare i finanziamenti comunitari solo ai progetti che prevedono una riduzione delle emissioni. Le regioni italiane presenti al summit condividono l’obiettivo dell’Ue e sono pronte a fare la loro parte. Siamo in sintonia con l’Europa e in controtendenza con il governo nazionale. Abbandonare il pacchetto dell´Unione Europea è irresponsabile. Il governo sostiene che il pacchetto europeo su energia e ambiente sarebbe troppo gravoso, addirittura insostenibile per le industrie italiane. Secondo il governo adempiere agli obiettivi previsti costerebbe all´Italia una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l´anno, pari a circa l´1,14% del Pil, mentre i numeri forniti dalla commissione Ue sono assolutamente diversi. I calcoli del Governo non tengono in considerazione che se l’Italia imbocca la strada di una maggiore efficienza energetica e di una maggiore autonomia dal petrolio avremo un risparmio di 7,6 miliardi l´anno nel taglio delle importazioni di idrocarburi e di 0,9 miliardi di euro nei costi per contrastare l´inquinamento. I costi effettivi pertanto scenderanno fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l´anno. Puntare a una politica di efficienza per edifici, fabbriche, mezzi di trasporto ed elettrodomestici e crescere sul versante delle rinnovabili significherà sviluppo sostenibile e occupazione.

http://www.worldsummitofregions.org/pub/presse/3_dp_st_malo_complet_en.pdf

E rendiconti

E questo il resoconto dei lavori della VIII Commissione Ambiente di ieri.

Alessandro BRATTI (PD), nel prendere atto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, ritiene opportuno tornare a porre l'accento sulle lacune e sui ritardi che ormai caratterizzano l'azione dei «governi centrali» nel settore della bonifica e della riqualificazione dei siti industriali inquinati. A suo avviso, è giunto il momento di procedere, sia sul piano normativo che su quello organizzativo e delle risorse disponibili, ad una profonda revisione della strategia di intervento pubblico, puntando decisamente su un maggiore e più diretto coinvolgimento degli enti locali e delle forze sociali interessate, oltre che alla bonifica delle aree, anche alla loro riutilizzazione come siti industriali. Vi è dunque, a suo giudizio, un prioritario problema di semplificazione e di riordino delle norme e delle procedure amministrative, ma esiste anche - altrettanto urgente - la necessità di garantire l'adeguatezza delle strutture alle quali sono demandate le attività di vigilanza e di controllo sulle operazioni di bonifica dei siti inquinati.
Sotto questo profilo, denuncia la gravità della situazione nella quale si trovano - ad esempio - l'ISPRA e le competenti agenzie territoriali, al cui interno operano quasi esclusivamente tecnici precari, a rischio di «licenziamento» per effetto dei provvedimenti contenuti nella recente manovra finanziaria. Segnala, inoltre, i pesanti tagli ai già limitati capitoli di bilancio del Ministero dell'ambiente, a partire da quelli relativi all'attività di controllo del competente Comando dei Carabinieri, nonché l'inaccettabile sovrapposizione di ruoli e di competenze fra le strutture ministeriali, sempre più impossibilitate ad operare, e le società private esterne di consulenza. Invita, infine, il Governo a fare definitiva chiarezza sul ruolo svolto dalla SOGESID in questo settore, indicando le prospettive di evoluzione di tale società e i suoi rapporti con gli organismi istituzionalmente chiamati, a vario titolo, ad esercitare competenze in materia di bonifica dei siti inquinati.
Audizione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, sulle linee di azione del Governo in tema di politiche ambientali, cambiamenti climatici e riordino delle strutture di ricerca e protezione ambientale.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento, e conclusione).

Angelo ALESSANDRI, presidente, avverte preliminarmente che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche tramite la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, i temi dell'audizione.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Ermete REALACCI (PD), a più riprese, Alessandro BRATTI (PD), Francesco NUCARA (Misto-Liberal Democratici-Repubblicani), Guido DUSSIN (LNP), Agostino GHIGLIA (PdL), Elisabetta ZAMPARUTTI (PD), Roberto TORTOLI (PdL) e Salvatore MARGIOTTA (PD).

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO fornisce ulteriori precisazioni in ordine alle questioni poste dai deputati intervenuti.


RISOLUZIONI
Mercoledì 29 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Interviene il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo.

La seduta comincia alle 16.

7-00064 Alessandri: Nuova disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti.
(Discussione e approvazione).

La Commissione inizia la discussione.

Angelo ALESSANDRI, presidente, illustra il contenuto della risoluzione in discussione, che affronta il problema dell'imminente entrata in vigore di talune
disposizioni del Decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, emanato in data 8 aprile 2008, le quali imporranno a breve alle amministrazioni comunali il divieto di conferire i rifiuti inerti e i rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale ai centri di raccolta rifiuti, potendo questi essere conferiti esclusivamente alle Piattaforme di autorizzazione provinciale.
In tal senso, osserva che - pur se lo scopo della riforma è quello di agevolare l'incremento dei livelli di raccolta differenziata e il conseguimento su tutto il territorio nazionale degli obiettivi fissati dalla normativa vigente - la nuova disciplina si rende difficilmente applicabile nell'immediato, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto l'aspetto finanziario. Fa presente che, in sedi istituzionali appositamente istituite, gli enti coinvolti hanno segnalato la necessità di procrastinare l'applicazione delle nuove disposizioni, dichiarandosi non in grado di rispettare i tempi previsti, anche per la carenza dei finanziamenti necessari, nei propri bilanci, per far fronte alle relative spese. Raccomanda, pertanto, l'approvazione della risoluzione in titolo, facendo presente che essa è sottoscritta dai rappresentanti di tutti i gruppi.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO esprime l'orientamento favorevole del Governo sulla risoluzione in discussione.

Chiara BRAGA (PD) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione in titolo, segnalando che la pur piena condivisione dell'impostazione e delle finalità di miglioramento della qualità del servizio, che il decreto ministeriale dell'8 aprile 2008 opportunamente si prefigge, non impedisce di affrontare anche le oggettive criticità applicative esistenti, che rischiano di mettere in crisi soprattutto i centri di raccolta dei piccoli comuni. In questo senso, auspica che una proroga del termine richiamato nella risoluzione possa accompagnare un coerente percorso di riqualificazione delle strutture, da attuare in tempi più adeguati di quelli indicati nel citato Decreto ministeriale; per tali ragioni, sottolinea che per il suo gruppo il secondo impegno contenuto nell'atto di indirizzo in discussione è importante quanto il primo impegno, concernente la richiesta di proroga.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la risoluzione in titolo.

La seduta termina alle 16.10.

Risposte

Ecco il testo della risposta alla interrogazione n. 5-00477 Bratti sullo stato di attuazione del programma nazionale di bonifica dei siti inquinati, Mercoledì 29 ottobre 2008 - Comm. VIII
In merito a quanto indicato nell'interrogazione a risposta orale n. 5-00477, presentata dagli Onorevoli Bratti e Mariani, nel rinviare ad una completa relazione, vista la sua corposità, a disposizione degli interroganti, con la quale si riferisce in ordine allo stato dell'arte sulla bonifica di ciascun sito di interesse nazionale ed in cui sono specificatamente indicate le risorse economiche all'uopo stanziate, si rappresenta quanto segue.

In merito agli Accordi di Programma sottoscritti da questo Ministero con gli Enti Locali per la definizione degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza e successiva bonifica, si comunica che, oltre a quelli già stipulati in relazione ai siti di Mantova, Massa Carrara, Orbetello, Piombino, Napoli Orientale e Brindisi, il 31 ottobre 2008 ne saranno sottoscritti due ulteriori per i siti di Trieste e Priolo e sarà formalizzato l'Accordo di Programma integrativo del S.I.N. di Piombino.
Sono, inoltre, in corso di definizione gli Accordi di Programma relativi ai S.I.N., tra gli altri, di Brescia, Porto Torres, Taranto, Falconara Marittima, Sulcis Iglesiente Guspinese.
I predetti strumenti programmatici attivati sul territorio hanno consentito l'avvio delle attività di riqualificazione ambientale necessarie a partire dalla messa in sicurezza e bonifica della falda.
Elemento innovativo di tali Accordi è la possibilità di compartecipazione dei soggetti privati alle attività di bonifica della falda, prevedendo, attraverso la sottoscrizione di specifici atti transattivi, modalità di accelerazione per il riutilizzo delle aree ai tini produttivi.
Attualmente tale meccanismo ha consentito di arrivare alla sottoscrizione di alcuni accordi transattivi quali, ad esempio, quelli con la Società IES a Mantova, con le Società Basell e Edipower a Brindisi.
Nei predetti Accordi sono stati, inoltre, introdotti ulteriori elementi volti alla massima accelerazione delle procedure di riutilizzo delle aree inquinate da parte dei soggetti privati, sempre attraverso lo strumento dell'atto transattivo, con specifici meccanismi di conguaglio volti a favorire da parte del soggetto interessato il sostegno degli oneri a suo carico sia in termini di compartecipazione alle attività di bonifica che di risarcimento del danno ambientale.
Nello specifico, viene riconosciuta ai soggetti privati la possibilità di conguagliare, in parte o interamente, quanto dovuto a titolo di danno ambientate, pagabili in 10 anni senza interessi, e a titolo di partecipazione agli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda, per il 50 per cento a carico del Soggetto Pubblico, con il costo di investimenti, anche migliorativi delle performance ambientali, che intendono realizzare sull'area in questione, in conformità con le disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato a finalità ambientale.
Inoltre, nello spirito del processo definito nell'ambito dell'articolo 252-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, alcuni Accordi prevedono il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico che, attraverso la messa a disposizione delle risorse finanziarie a valere sul «Programma Straordinario Nazionale per il recupero economico-produttivo di siti industriali inquinati» (risorse FAS 2007/2013), può sostenere le strategie di rilancio e reindustrializzazione delle aree inquinate interessate da progetti di sviluppo economico, a partire dal sostegno dei necessari interventi di bonifica.
In riscontro a quanto richiesto dagli interpellanti, si assicura che il Ministero porrà in essere tutti gli strumenti e le iniziative ad essi connesse al fine di rendere le procedure più agevoli, funzionali e percorribili per comprimerne e ridurne i tempi di attuazione e per portare quanto prima a termine le attività di bonifica, nonché per favorire e promuovere il processo di riqualificazione ambientale funzionale alle esigenze di sviluppo economico e produttivo del territorio.
Con specifico riferimento allo stato degli interventi di bonifica dei siti di interesse nazionale, si evidenzia che, ad oggi, sono stati approvati circa 140 progetti definitivi di bonifica delle matrici ambientali contaminate (suolo, sottosuolo ed acque di falda), che hanno permesso, e stanno permettendo, di effettuare idonei interventi di ripristino finalizzati alla restituzione del territorio agli usi consentiti, a partire da quelli di reindustrializzazione dei medesimi.
In merito, poi, alle aree oggetto dello smaltimento abusivo del C.I.C. (conglomerato idraulico catalizzato) nel territorio del Comune di Crotone, si evidenzia che parte di esse sono già ricomprese all'interno della perimetrazione del S.I.N. di Crotone e che, pertanto, tale problematica è stata affrontata nell'ambito della Conferenza di Servizi istruttoria tenutasi in data 20 ottobre 2008 presso questo Ministero, nel corso della quale è stato deciso di richiedere alla Syndial - dalla cui area di competenza (ex Pertusola) provengono le scorie inglobate nel CIC - la completa caratterizzazione e successiva rimozione del C.I.C. medesimo, previa autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria competente, essendo le aree oggetto di smaltimento sottoposte, ad oggi, a sequestro giudiziario.
Infine, con riferimento alle risorse economiche stanziate ai fini del risanamento dei siti di bonifica di interesse nazionale, si evidenzia che il Programma nazionale di bonifica (decreto ministeriale n. 468 del 2001) ha assegnato ai primi 41 siti risorse pari a 547.341.021,63 euro e il decreto ministeriale 28 novembre 2006 n. 308 ha assegnato agli altri siti risorse pari a 60.375.800,00 euro.

29/10/08

Organizzare meglio la mobilità.....


Si è svolta nei giorni scorsi la prima giornata del Forum Ambiente indetto dal Partito Democratico, aperto a tutta la cittadinanza. Il primo argomento trattato è stato quello della Mobilità e delle Infrastrutture. Due temi che saranno fortemente presenti nella prossima campagna elettorale amministrativa: sia per le scelte strategiche da compiere in merito a parcheggi, mobilità ciclabile e soprattutto al trasporto pubblico, sia per l’ eventuale costruzione e sistemazione di infrastrutture stradali. Si pensi a questo proposito alla Cispadana, agli interventi per la sicurezza sulla Statale Romea o alle infrastrutture ferroviarie, ad esempio la metropolitana di superficie.



Inoltre relativamente al trasporto pubblico, importante sarà anche capire, in base anche al recente art. 23-bis del DL 112/2008 (convertito con la legge 6/8/2008 n. 113), approvato dalle Camere e alla nuova legge regionale, che tipo di gestione di questo servizio pubblico sia il più consono alla nostra realtà, in quanto vengono previste diverse possibilità di affidamento della gestione del servizio.

E’ proprio su quest’ultimo argomento che vorrei soffermarmi.

A livello di Regione Emilia-Romagna esiste una legge che indica nella gara il metodo unico per assegnare i servizi di TPL. In effetti 8 provincie hanno fatto la gara, mentre la sola Bologna è in regime di affidamento diretto. E’ ben vero che dappertutto, non solo nella nostra Regione, le gare le hanno vinte quelli che erano i precedenti gestori. Nella maggior parte dei bacini provinciali siamo a ridosso della seconda tornata di gare perché i contratti così assegnati stanno scadendo.

Ora ricordiamo cosa c’è a Ferrara. Esiste un’Agenzia (AMI) costituita ai sensi della legge regionale sotto forma di Consorzio, i soci fondatori sono la Provincia, il Comune di Ferrara e, con quote minori, gli altri 26 comuni della provincia. E’ stata bandita una gara pubblica a livello europeo per assegnare i servizi di TPL nel bacino provinciale. Ha vinto il Consorzio TPF il cui socio principale è l’ACFTspa, ma nel quale sono presenti anche i privati (Consorzio FEM) , l’ATC di Bologna e la FER. Il Contratto di servizio scade alla fine del 2010.

Visto che per fare una gara europea di tale complessità ci vuole non meno di un anno e mezzo, una delle prime decisioni che le nuove amministrazioni dovranno prendere dopo le elezioni amministrative del 2009, sarà se dare indicazione all’Agenzia se fare o meno una nuova gara o andare in proroga nell’ambito del vigente contratto.
Al di là di ciò che dicono le normative e i programmi elettorali, la gara non è la risoluzione di tutti i mali di un servizio né di per sé può sanare inefficienze e tantomeno crisi aziendali. Tuttavia è un importante momento nel quale l’amministrazione appaltante “negozia” con uno o più potenziali fornitori le condizioni dei servizi pubblici a favore dei propri cittadini. Sappiamo tutti che se il fornitore di un qualsiasi bene o servizio è già individuato ex-ante ed è certo della continuità del proprio contratto, non sarà facile ottenere da questo le migliori condizioni economiche e di qualità possibili. Il monopolio, pubblico e/o privato che sia, non ha mai fatto bene ai clienti.
Quindi la procedura di gara parrebbe oggi il sistema più auspicabile da perseguire. Ma è chiaro che anche se si dovesse procedere verso altre soluzioni probabilmente l’agenzia intesa come authority di regolazione e controllo, avrebbe senso. Tale modello in Europa è largamente diffuso e ben funzionante, anche con diverse punte di eccellenza. In Italia il contesto è diverso. In Emilia Romagna dopo una fase di incentivazione, la recente legge n. 10/2008 ha ridefinito i campi di attività delle agenzie. In effetti si può dire che il loro ruolo e l’assetto istituzionale siano stati meglio precisati: attività quali l’indizione della gara, la titolarità del contratto di servizio, il relativo controllo, la proprietà dei beni strumentali sono state cioè ribadite e confermate. In particolare nella nostra provincia dove si discute - e si auspica - che il principale gestore del servizio possa unificarsi con l’azienda di Bologna, un presidio territoriale forte, sia politicamente che tecnicamente, è più che mai opportuno.
Inoltre io ritengo che potrebbe essere utile e importante avere un unico soggetto nel quale concertare le politiche e le azioni in tema di mobilità sia che riguardi il trasporto pubblico ma anche i parcheggi, il sistema ciclabile e tutte le altre forme di mobilità sostenibile (compreso il lavoro di mobility management). Questo significherebbe trasferire una parte delle funzioni di programmazione dagli enti locali, che sono i soci proprietari dell’Agenzia, all’Agenzia stessa. In sostanza al di là delle rispettive competenze amministrative, le azioni nel settore della mobilità vanno sempre più coordinate e concertate almeno a livello provinciale. Ciò non significa costruire o mantenere degli enti inutili, ma semplicemente razionalizzare le forze tecniche e lavorare più “a sistema” per affrontare le sfide future che vedono nello spostamento delle merci e delle persone uno dei problemi più complessi da risolvere.









Bicycle Commuter Act

Si chiama Bicycle Commuter Act ed entrerà in vigore negli Stati Uniti a gennaio 2009 grazie alla firma di George W. Bush. A partire dall'anno prossimo tutti i lavoratori americani che lasceranno a casa la macchina per andare a lavoro in bicicletta riceveranno un bonus di 20 dollari a fine mese sulla busta paga, totalmente esenti da tasse. I datori di lavoro potranno a loro volta scaricare quei soldi dalla dichiarazione dei redditi e il cerchio perfetto si chiuderà. Da leggere su Repubblica.it

Update


Segnalo due lavori, uno presentato oggi: The 2008 Living Planet Report dal WWF che lancia un grido di allarme sull'aumento della impronta ecologica e l'altro invece è "Energy Revolution: A Sustainable World Energy Outlook", presentato invece ieri dal EREC (European Renewable Energy Council)assieme a Greenpeace, iptizzando che una forte politica mondiale basata su efficienza energetica e energie pulite siaa in grado di rendere il Pianeta indipendente dalle fonti non rinnovabili entro il 2090, risparmiando circa 14 miliardi di euro e affrontando allo stesso tempo i cambiamenti climatici.