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27/05/13

Spiagge e fondali puliti: rimossi 25 tonnellate di rifiuti abbandonati

Nonostante il maltempo che ha colpito gran parte d'Italia e costretto a rinviare ai prossimi week-end diversi appuntamenti, non si smentisce la partecipazione a Spiagge e fondali puliti - Clean up the Med, la campagna di Legambiente dedicata alla pulizia delle coste, organizzata tutti gli anni l'ultimo fine settimana di maggio, in concomitanza con i volontari degli altri paesi che affacciano sul Mediterraneo. 

Un importante gesto collettivo di volontariato ambientale , che vede protagonisti centinaia di migliaia di cittadini, grandi e piccoli, con il comune obiettivo di  restituire a tutti coste e mare ripuliti dai rifiuti abbandonati . Tra venerdì e domenica, nel centinaio di località balneari dove, come previsto, si è potuto  procedere alle pulizie straordinarie della costa , sono state accatastate e rimosse circa venticinque tonnellate di rifiuti di ogni genere che giacevano abbandonati su arenili e fondali per incuria e inciviltà o trasportati dai fiumi e risputati dal mare. Ma i volontari di Legambiente puntano al raddoppio, un bottino complessivo di cinquanta tonnellate di immondizia, da mettere insieme sui lidi dove le operazioni sono state rimandate. L'iniziativa - che in molti comuni ha visto coinvolte le scuole - è stata anche l'occasione per  diffondere le buone pratiche di sostenibilità ambientale  attraverso incontri, punti informativi e giochi di gruppo per i piccoli. Poche sorprese dalle  tipologie di rifiuti raccolti. Sono le solite: mozziconi e filtri di sigarette in primis, seguiti da bottiglie e sacchetti di plastica. Non mancano catrame, recipienti metallici e rifiuti ingombranti quali gli elettrodomestici, a pezzi o tutti interi. Un bottino simile a quello degli anni passati e in linea con i risultati degli studi internazionali più recenti sulla spazzatura in mare. Diverse fonti concordano sul fatto che la plastica rappresenta il principale rifiuto rinvenuto nei mari , attestandosi secondo l'Unep (Programma delle Nazioni Unite per l' Am­biente) sul 60-80% del totale dell'immondizia trovata nelle acque, con punte del 90-95% in alcune aree.