Dopo che per anni è aperta aspramente la lotta tra chi vuole le trivelle per le ricerche petrolifere e le associazioni ambientaliste italiane che hanno espresso il loro fermo no per i rischi ambientali connessi. Il governo croato adesso stima investimenti da 2,5 miliardi per le esplorazioni nei prossimi cinque anni e incasserà subito 100 milioni di dollari.
Giunto a scadenza lo scorso 3 novembre il primo bando internazionale per l’esplorazione e lo sfruttamento di eventuali riserve di idrocarburi offshore nel mare Adriatico, un comitato di esperti, con in testa il ministro dell’Economia, Ivan Vrdoljak, è stato impegnato per due mesi nella valutazione delle offerte fatte dalle società che hanno presentato i loro progetti di sfruttamento dei blocchi marittimi (ogni blocco è compreso tra i 1.000 e i 1.600 km quadrati). Tenuti conto delle summenzionate valutazioni, il 2 gennaio, nel corso della prima riunione dell’Esecutivo, sono stati ufficializzati i vincitori.

