Negli ultimi 50 anni i consumi energetici mondiali sono più che triplicati, arrivando agli oltre 12 mila milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del 2011, anno in cui, nonostante la crisi economica in atto in molti Paesi del mondo, si è segnato un ulteriore aumento del 2.5%. (BP Statistical Review of World Energy).
Una crescita inarrestabile, quindi, che si scontra però con una disponibilità non infinita di risorse, in particolare di quelle fossili (petrolio, carbone, gas). Oltre a un ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili, è indispensabile ridurre i consumi energetici attraverso il taglio degli sprechi. Con una parola un po’ difficile: efficientando. Una sfida che riguarda i governi, i sistemi produttivi, ma anche i singoli cittadini, visto che i consumi civili di energia assorbono circa un quarto del totale.
A volte quindi basta poco, pochissimo, per cambiare registro e far scendere anche significativamente i consumi, con benefici per l’ambiente e per il portafogli. Di seguito qualche esempio.
Nei rifiuti l’energia consumata da un milione e 650 mila italiani
Quanta energia viene utilizzata per produrre un alimento che, spesso, finisce direttamente nella spazzatura dopo una breve sosta nel frigo di casa? Nel nostro Paese è il 3% dell’energia totale consumata: equivale ai consumi energetici annuali di un milione e 650 mila italiani. (fonte: Last Minute Market). Qualche accorgimento alla propria spesa alimentare potrebbe quindi già portare a un buon risultato.