In Parlamento sono quattro le risoluzioni che si occupano della geotermia presentate alle commissioni VIII e X della camera: la prima è datata 7 ottobre ed è firmata da 13 parlamentari del Partito Democratico; la seconda è datata 11 novembre e porta la firma di esponenti di Forza Italia-Pdl e le ultime due sono state presentate il 19 novembre dal Movimento 5 Stelle e Sel. La prima chiede di impegnare il Governo “ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili“ e di “emanare linee guida a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che individuino anche i criteri attraverso i quali definire, a livello nazionale, quali dei siti potenzialmente sfruttabili risultino effettivamente suscettibili di sfruttamento“. Ma l’elemento che più ha creato preoccupazione sui territori geotermici è la richiesta al Governo perchè si impegni a “riconsiderare la classificazione delle fonti energetiche rinnovabili, con particolare riferimento alla possibilità di non annoverare più tra le stesse lo sfruttamento delle acque sotterranee riscaldate da gradienti di temperatura ma solo quello del calore ivi presente che è effettivamente rinnovabile“. Anche la seconda risoluzione chiede l'emanazione delle “linee guida“, e di “avviare le procedure per un concreto e celere sfruttamento delle risorse geotermiche ricercate ed analizzate fino ad oggi nel territorio italiano“. Le ultime due si concentrano sulla tutela dell'ambiente e sul coinvolgimento delle popolazioni, chiedendo al Governo “la revisione del quadro normativo per la geotermia elettrica“, come la prima chiedono di predisporre “una zonazione del territorio“ oltre all'introduzione di “vincoli alle concessioni di ricerca e alla realizzazione di impianti geotermici in base alla vicinanza di aree di produzioni agricole di qualità” e inoltre di “adottare una moratoria sugli impianti geotermici, sulle trivellazioni profonde e sui progetti di impianti geotermici, ad eccezione di quelli finalizzati unicamente all'utilizzo diretto del calore, almeno fino alla emanazione da parte del Governo degli 'indirizzi e linee guida' e del quadro normativo, che permettano di valutare il rischio ambientale e sismico connesso alle attività antropiche effettuate in profondità“.
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20/12/14
Rinnovabili: la geotermia approda in Parlamento
In Parlamento sono quattro le risoluzioni che si occupano della geotermia presentate alle commissioni VIII e X della camera: la prima è datata 7 ottobre ed è firmata da 13 parlamentari del Partito Democratico; la seconda è datata 11 novembre e porta la firma di esponenti di Forza Italia-Pdl e le ultime due sono state presentate il 19 novembre dal Movimento 5 Stelle e Sel. La prima chiede di impegnare il Governo “ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili“ e di “emanare linee guida a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che individuino anche i criteri attraverso i quali definire, a livello nazionale, quali dei siti potenzialmente sfruttabili risultino effettivamente suscettibili di sfruttamento“. Ma l’elemento che più ha creato preoccupazione sui territori geotermici è la richiesta al Governo perchè si impegni a “riconsiderare la classificazione delle fonti energetiche rinnovabili, con particolare riferimento alla possibilità di non annoverare più tra le stesse lo sfruttamento delle acque sotterranee riscaldate da gradienti di temperatura ma solo quello del calore ivi presente che è effettivamente rinnovabile“. Anche la seconda risoluzione chiede l'emanazione delle “linee guida“, e di “avviare le procedure per un concreto e celere sfruttamento delle risorse geotermiche ricercate ed analizzate fino ad oggi nel territorio italiano“. Le ultime due si concentrano sulla tutela dell'ambiente e sul coinvolgimento delle popolazioni, chiedendo al Governo “la revisione del quadro normativo per la geotermia elettrica“, come la prima chiedono di predisporre “una zonazione del territorio“ oltre all'introduzione di “vincoli alle concessioni di ricerca e alla realizzazione di impianti geotermici in base alla vicinanza di aree di produzioni agricole di qualità” e inoltre di “adottare una moratoria sugli impianti geotermici, sulle trivellazioni profonde e sui progetti di impianti geotermici, ad eccezione di quelli finalizzati unicamente all'utilizzo diretto del calore, almeno fino alla emanazione da parte del Governo degli 'indirizzi e linee guida' e del quadro normativo, che permettano di valutare il rischio ambientale e sismico connesso alle attività antropiche effettuate in profondità“.
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03/11/14
Allarme Onu sul clima: "Gas serra ai massimi da 800mila anni, resta poco tempo" Ipcc, poco tempo per stare sotto soglia 2 gradi riscaldamento
"L'azione contro il cambiamento climatico può contribuire alla prosperità economica, ad un migliore stato di salute e a città più vivibili": lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, dopo la pubblicazione a Copenaghen del nuovo rapporto Ippc sui cambiamenti climatici. "Questa è la valutazione più completa del cambiamento climatico mai fatta. Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di CO2 ed evitare un peggioramento del clima, che si riscalda a una velocità senza precedenti", ha aggiunto.
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16/07/14
Clima. crescita verde, Cop Lima e Parigi, a Milano 'informale' Ue
Primo appuntamento Summit Onu settembre New York con Ban Ki Moon
L'appuntamento di oggi a Milano è per l'Incontro informale dei ministri Ue dell'Ambiente. Il titolare del
dicastero ambientale italiano, Gian Luca Galletti, accoglierà gli
invitati, fra i quali il commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik e
la commissaria Ue per l'Azione per il clima Connie Hedegaard. Sul tavolo
la preparazione ai prossimi, fondamentali, vertici internazionali sul
clima, "l'inverdimento" del Semestre europeo e della Strategia europea al 2020, nel segno della 'crescita verde'. "Dal Vertice sul Clima di Copenhagen del 2009, il Summit del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 23 settembre 2014 costituirà la prima occasione in cui i leader mondiali si riuniranno per discutere del cambiamento climatico", si legge nei materiali preparatori dell'incontro di oggi. Il vertice vuole dare
un impulso politico ad azioni multilaterali e a un nuovo accordo sul
clima nel 2015, da adottare a livello di leader, con "piu' incisive e
coraggiose dichiarazioni" e "sebbene non ci sarà un risultato
negoziale" le conclusioni "coglieranno l'essenza degli annunci".
Dalla prospettiva europea le conclusioni della presidenza "dovrebbero riaffermare l'impegno di tutti i leader mondiali a raggiungere l'accordo a Parigi nel 2015 e conseguire l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi". Non va dimenticata poi la necessita' di trovare un'intesa
politica sulla ricapitalizzazione del Fondo verde per il clima (Green
climate fund) destinato alle azioni di mitigazione e adattamento, "per
accrescere la fiducia dei Paesi in via di sviluppo prima di Lima e Parigi"
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11/05/14
Legambiente: Comuni Rinnovabili 2014, 700mila impianti da fonti pulite
Oggi le rinnovabili sono presenti in tutti gli 8.054 comuni italiani.
Nel 2013, infatti, è aumentata la diffusione per tutte le fonti dal solare fotovoltaico a quello termico, dall'idroelettrico alla geotermia, agli impianti a biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore e sono ormai più di 700mila gli impianti diffusi nel 100% dei comuni d'Italia.Ad analizzare la mappatura delle rinnovabili in Italia e la loro crescita costante sul territorio negli ultimi anni (i comuni dove si trova almeno un impianto erano 7.937 nel 2013 e solo 356 nel 2006) è il rapporto Comuni Rinnovabili 2014 di Legambiente, realizzato con il contributo del GSE e presentato alla Fiera Solarexpo di Milano. Alla presentazione del dossier, che mette in luce la capacità delle rinnovabili di produrre energia in rapporto ai consumi, in particolare delle famiglie, e i profondi cambiamenti avvenuti nel nostro sistema energetico, hanno partecipato tra gli altri Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, Silvia Velo sottosegretario ministero dell'Ambiente, Guido Bortoni, presidente Autorità per l'energia, Francesco Sperandini, direttore direzione operativa GSE, Francesco Ferrante, vicepresidente KyotoClub. "I risultati raggiunti dalle rinnovabili nel nostro Paese in termini di produzione e distribuzione nel territorio erano semplicemente inimmaginabili solo 10 anni fa dichiara Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente e dimostrano come gli impianti sono affidabili e competitivi. Ora però non dobbiamo fermarci, perché la crisi economica e i problemi energetici italiani costi crescenti in bolletta, dipendenza dall'estero e quindi insicurezza, emissioni inquinanti e di gas serra possono trovare risposta proprio attraverso un modello di generazione distribuito, efficiente e da fonti rinnovabili. L'Italia ha tutto l'interesse a percorrere questa direzione, che permette a famiglie e imprese di risparmiare autoproducendo l'energia termica e elettrica di cui hanno bisogno e gestendola in maniera più efficiente". Sono 2629 i Comuni in Italia autonomi rispetto ai consumi elettrici e 79 rispetto a quelli termici delle famiglie grazie alla produzione da fonti rinnovabili. Il Rapporto in particolare mette in luce il risultato di 29 Comuni al 100% rinnovabili, quelli che rappresentano oggi il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In queste realtà, un mix di impianti diversi da rinnovabili e impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento coprono interamente (e superano) i fabbisogni elettrici e termici dei cittadini residenti. Queste realtà si distinguono proprio per la capacità di sviluppare il mix più efficace delle diverse "nuove" fonti rinnovabili (non sono prese in considerazioni i "vecchi" impianti geotermici e idro), e la capacità di rispondere alla domanda locale, proprio perché la prospettiva più lungimirante e vantaggiosa per i territori è di integrarsi nei territori valorizzando le risorse rinnovabili presenti. E questi 29 comuni dimostrano come questa prospettiva sia vantaggiosa.
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14/04/14
Ambiente, Borghi (Pd): Effetto serra, siamo in "zona cesarini" dobbiamo agire
"Il rapporto degli scienziati dell'Onu
sul cambiamento climatico (Ipcc) ci dice che siamo ormai in 'zona
Cesarini' e che dobbiamo agire qui ed ora se non vogliamo danni
irreversibili.
Il surriscaldamento globale in atto deve essere tagliato
con politiche attive e l'Italia deve porsi alla testa del gruppo più
innovativo insieme con la Germania e darsi l'obiettivo di arrivare a un
mondo a zero impronta carbonio nel 2050. Il Pd lo ha detto al ministro
dell'ambiente Galletti, nel corso dell'audizione fatta alla Camera la
scorsa settimana. E' la condizione che ci può assicurare di evitare un
disastro ambientale (che in un paese geologicamente fragile come
l'Italia stiamo già sperimentando nei suoi primi effetti) e di
costruire una nuova economia e nuovi posti di lavoro all'insegna dello
sviluppo sostenibile". Così il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in
commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, interviene dopo la
diffusione da parte dell'Onu dei nuovi dati sull'effetto serra.
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Banca mondiale “insostenibile”: 9 interventi su 10 senza valutazione su Co2
L’88% dei progetti finanziati dalla Banca Mondiale dal gennaio 2012 al giugno 2013 non avevano presentato una valutazione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Che tradotto significa: nessuna attenzione all’effetto serra e al cambiamento climatico. Lo rivela il nuovo rapporto “Progettato per il futuro? Valutazione dei principi di sviluppo sostenibile e governance nei progetti della Banca Mondiale” del World Resources Institute (Wri), l’organizzazione non-profit fondata nel 1982 negli Stati Uniti, proprio con l’obiettivo di studiare le conseguenze dello sviluppo socio-economico sull’ambiente, e che adesso mette in luce come il più grande organismo finanziario del mondo continui a promuovere un modello di sviluppo non sostenibile, per l’uomo e per l’ambiente.
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07/11/13
Ambiente: Onu, gas serra raggiungono nuovi livelli record
(ASCA)
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Alessandro Bratti
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