30/10/08

Aspettando Poznań, le regioni scendono in campo

Da leggere l'articolo di Claudio Martini su greenreport
Investire sulla difesa del pianeta conviene e il protocollo di Kyoto va applicato. E’ questo quanto emerge dal vertice di Saint-Malo "Climate change: regions in action" a cui partecipano 600 rappresentati da 140 regioni di 60 Paesi del mondo. Le regioni vogliono contribuire ai grandi dibattiti europei e mondiali, nel momento in cui viene negoziato l´accordo finale sul pacchetto "energia-clima" dell´Unione Europea e in cui le discussioni internazionali subiscono un´accelerazione in vista della Conferenza di Copenaghen del 2009 che porrà le basi del dopo-Kyoto. Le regioni hanno competenze sul governo del territorio, sulla programmazione, sulla difesa dell’aria, acqua, uso e smaltimento dei rifiuti, produzione di energia da fonti rinnovabili.

Possono quindi attivare azioni importanti per realizzare gli obbiettivi della direttiva 20 – 20 - 20: quella per cui per cui l’Europa entro il 2020 deve giungere all’abbattimento delle emissioni di gas serra del 20%, alla riduzione dei consumi energetici del 20% e all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili di un altro 20%. In Spagna le regioni lavorano insieme al governo e contribuiscono al rispetto di questo impegno con loro iniziative. In Francia hanno scelto di destinare i finanziamenti comunitari solo ai progetti che prevedono una riduzione delle emissioni. Le regioni italiane presenti al summit condividono l’obiettivo dell’Ue e sono pronte a fare la loro parte. Siamo in sintonia con l’Europa e in controtendenza con il governo nazionale. Abbandonare il pacchetto dell´Unione Europea è irresponsabile. Il governo sostiene che il pacchetto europeo su energia e ambiente sarebbe troppo gravoso, addirittura insostenibile per le industrie italiane. Secondo il governo adempiere agli obiettivi previsti costerebbe all´Italia una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l´anno, pari a circa l´1,14% del Pil, mentre i numeri forniti dalla commissione Ue sono assolutamente diversi. I calcoli del Governo non tengono in considerazione che se l’Italia imbocca la strada di una maggiore efficienza energetica e di una maggiore autonomia dal petrolio avremo un risparmio di 7,6 miliardi l´anno nel taglio delle importazioni di idrocarburi e di 0,9 miliardi di euro nei costi per contrastare l´inquinamento. I costi effettivi pertanto scenderanno fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l´anno. Puntare a una politica di efficienza per edifici, fabbriche, mezzi di trasporto ed elettrodomestici e crescere sul versante delle rinnovabili significherà sviluppo sostenibile e occupazione.

http://www.worldsummitofregions.org/pub/presse/3_dp_st_malo_complet_en.pdf

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