Ha fatto bene il Ministro Prestigiacomo a non partecipare al convegno di apertura sulla green economy a Rimini, in occasione di Ecomondo, perchè sarebbe stata sonoramente fischiata.Questo Governo prima puntando sul nucleare e poi pasticciando sul tema incentivi nel settore delle rinnovabili ha spesso dichiarato di voler puntare sull'economia verde ma nei fatti ha messo solo ostacoli sul cammino delle imprese virtuose.
Non ha investito sull'assetto idrogeologico, sulle politiche climatiche non ha predisposto un piano di adattamento e mentre i paesi più avanzati stanno improntando una nuova strategia per favorire le politiche di sviluppo sostenibile l'Italia ha lasciato nel cassetto il Piano dal 2002. Poi se non bastasse ha scippato il finanziamento per il Progetto Valle Po che prevede una serie di iniziative proprio a favore della green economy. Penso che l'impulso più importante che questo Governo possa dare all'economia verde sia quello di andarsene il più presto possibile.
09/11/11
Dall'acqua le risorse per prevenire il dissesto idrogeologico
Dal PD dell’Emilia-Romagna una proposta per trovare i fondi allo scopo di finanziare un programma organico per la prevenzione delle sciagure e la tutela dell’assetto idrogeologico
Dichiarazione di Alessandro Bratti, responsabile Ambiente ed Energia del PD ER e Giorgio Sagrini, responsabile Gruppo regionale PD per la Montagna :
“La riforma degli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali) in discussione alla Regione Emilia-Romagna, può fornire le risorse per prevenire e contenere i rischi del dissesto idrogeologico. Come già previsto da una delibera regionale, i fondi necessari alla realizzazione di piani di lungo periodo mirati alla manutenzione del territorio possono arrivare dalla destinazione a questo scopo di una minima parte della tariffa idrica.
La tragedia provocata dall’alluvione in Liguria e in Lunigiana del 25 ottobre scorso, seguita dagli eventi dolorosi di Genova, dell’Isola d’Elba, e della Campania mostra quanto il nostro Paese sia fragile ed esposto agli effetti disastrosi del dissesto idrogeologico. Questi ennesimi episodi documentano la drammatica assenza di politiche di prevenzione e tutela nazionali, mentre continua l’ulteriore e colpevole taglio delle risorse agli Enti Locali, che sono messi in condizioni di non poter intervenire. L’inaccettabile mancanza di politiche attive per la difesa del suolo non è più tollerabile, né è possibile rassegnarsi a questa situazione.
Serve una risposta nazionale, che non può essere rinviata. Un'efficace opera di prevenzione è indispensabile per evitare altre vittime e infinitamente meno costosa delle opere di ricostruzione e ripristino per far fronte ai danni e alle devastazioni di alluvioni e frane.
Ma non vogliamo nasconderci dietro alle colpevoli negligenze, ai tagli, alla tragica miopia della destra. Pensiamo che l’Emilia-Romagna possa dare un segnale, utile a tutto il Paese. In particolare riteniamo che la discussione aperta a livello regionale sulla riforma degli A.T.O. e sul servizio idrico integrato possa essere l’occasione per introdurre il principio che una pur minima quota della tariffa idrica sia destinata al finanziamenti di programmi pluriennali di manutenzione ambientale, di salvaguardia degli acquiferi e di difesa dell’assetto idrogeologico del territorio montano, da concordare tra ATO regionale, province e comunità locali. Si tratta di un principio già presente nella normativa regionale – nella deliberazione n. 1656 del 27/11/2006 della Giunta Regionale - ma che, con la creazione di un’unica ATO regionale, può trovare una concreta ed efficace attuazione”.
Dichiarazione di Alessandro Bratti, responsabile Ambiente ed Energia del PD ER e Giorgio Sagrini, responsabile Gruppo regionale PD per la Montagna :
“La riforma degli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali) in discussione alla Regione Emilia-Romagna, può fornire le risorse per prevenire e contenere i rischi del dissesto idrogeologico. Come già previsto da una delibera regionale, i fondi necessari alla realizzazione di piani di lungo periodo mirati alla manutenzione del territorio possono arrivare dalla destinazione a questo scopo di una minima parte della tariffa idrica.
La tragedia provocata dall’alluvione in Liguria e in Lunigiana del 25 ottobre scorso, seguita dagli eventi dolorosi di Genova, dell’Isola d’Elba, e della Campania mostra quanto il nostro Paese sia fragile ed esposto agli effetti disastrosi del dissesto idrogeologico. Questi ennesimi episodi documentano la drammatica assenza di politiche di prevenzione e tutela nazionali, mentre continua l’ulteriore e colpevole taglio delle risorse agli Enti Locali, che sono messi in condizioni di non poter intervenire. L’inaccettabile mancanza di politiche attive per la difesa del suolo non è più tollerabile, né è possibile rassegnarsi a questa situazione.
Serve una risposta nazionale, che non può essere rinviata. Un'efficace opera di prevenzione è indispensabile per evitare altre vittime e infinitamente meno costosa delle opere di ricostruzione e ripristino per far fronte ai danni e alle devastazioni di alluvioni e frane.
Ma non vogliamo nasconderci dietro alle colpevoli negligenze, ai tagli, alla tragica miopia della destra. Pensiamo che l’Emilia-Romagna possa dare un segnale, utile a tutto il Paese. In particolare riteniamo che la discussione aperta a livello regionale sulla riforma degli A.T.O. e sul servizio idrico integrato possa essere l’occasione per introdurre il principio che una pur minima quota della tariffa idrica sia destinata al finanziamenti di programmi pluriennali di manutenzione ambientale, di salvaguardia degli acquiferi e di difesa dell’assetto idrogeologico del territorio montano, da concordare tra ATO regionale, province e comunità locali. Si tratta di un principio già presente nella normativa regionale – nella deliberazione n. 1656 del 27/11/2006 della Giunta Regionale - ma che, con la creazione di un’unica ATO regionale, può trovare una concreta ed efficace attuazione”.
08/11/11
Oggi in Commissione Ambiente ascoltati i tre Assessori sulla gestione dei rifiuti nel Lazio

(DIRE) Roma, 8 nov. - Questa mattina l'assessore ai Rifiuti della Regione Lazio, Pietro Di Paolo, quello all'Ambiente del Comune di Roma, Marco Visconti, e quello all'Ambiente della Provincia di Roma, Michele Civita, sono stati ascoltati alla commissione Ambiente della Camera dei deputati in relazione "alle prospettive della gestione del ciclo dei rifiuti nella regione Lazio, in particolare nella provincia di Roma", anche in virtu' della situazione di emergenza che si e' venuto a creare con l'esaurimento della discarica di Malagrotta.
"Desta preoccupazione tutta la fase di transizione- spiega all'agenzia Dire il deputato del Pd, Alesandro Bratti- E' vero che stanno ragionando su un progetto di lungo periodo, e' vero che c'e' un piano che dovrebbe andare in discussione ed essere approvato in assemblea regionale, ma il problema vero e' il periodo che va dalla chiusura di Malagrotta alla messa a regime del Piano, tenendo presente che per la messa a regime serve che tutti gli impianti di tmb funzionino perfettamente e non e' cosi'".
"Il periodo transitorio e' quello piu' preoccupante perche' continua a non essere chiara la scelta di questi due siti- prosegue Bratti- cosi' come non mi convince lo studio preliminare fatto dalla Regione sui sette siti. Mi sembra, e non sono stato smentito, che sia stato realizzato su dati che c'erano in giro, perche' qualcuno (vedi Cerroni per quanto riguarda Riano) aveva proposto quei siti o per i dati dell'Ispra. Manca un'analsii nuova che possa dire 'abbiamo contezza che questi siano i siti migliori'".
E' morto Franzoso collega del PDL: una persona capace e onesta
E' morto Franzoso, un collega del PDL in Commissione rifiuti. Un deputato del PDL bravo, preparato e serio. Forse un politico tradizionale ma sicuramente una persona con cui ci si poteva confrontare fuori dagli schemi del partitismo ! Lo ricorderò con grande stima e affetto !!
07/11/11
02/11/11
27/10/11
A Berlino ad un incontro sul post nucleare (Globe Europe)
Venerdì e Sabato sarò a Berlino ad un incontro di Globe Europe importante network di parlamentari europei per discutere degli scenari energetici del post nucleare e sugli impegni dell'Unione europea per lo sviluppo della green economy, vera alternativa all'attuale modello di sviluppo.
Anche la Commissione è impegnata a delineare attraverso Comunicazioni importanti un indirizzamento del sistema produttivo europeo. Sarà quindi interessante soprattutto conoscere le strategie legislative messe in atto soprattutto dai tedeschi che sono anche gli organizzatori
ps il tutto a spese del network Globe
Anche la Commissione è impegnata a delineare attraverso Comunicazioni importanti un indirizzamento del sistema produttivo europeo. Sarà quindi interessante soprattutto conoscere le strategie legislative messe in atto soprattutto dai tedeschi che sono anche gli organizzatori
ps il tutto a spese del network Globe
Primarie per i parlamentari SI con regole chiare
La discussione iniziata all’interno del Partito Democratico su l’applicazione del metodo delle primarie è di grande interesse non tanto per i meccanismi che regolano la vita interna di un Partito, di cui i cittadini e gli elettori potrebbero non essere interessati, ma perché apre riflessioni importanti sui temi della democrazia e degli istituti di rappresentanza nel caso specifico il Parlamento.Una riflessione non di poco conto su un’Istituzione che esce dal combinato disposto legge elettorale “porcellum”, con liste bloccate e scelte dalle segreterie dei partiti, e l’iniziativa dell’attuale premier Berlusconi tesa a delegittimare il ruolo dei legislatori (più di 60 fiducie in tre anni) completamente svilita nel ruolo e nella rappresentanza. Le storture sono sotto gli occhi di tutti: compravendita dei parlamentari, scarso radicamento sul territorio , competenze ridotte al lumicino (non tutti), privilegi e costi ingiustificati, degrado morale. Se poi a ciò si aggiungono i temi specifici dei vitalizi, gli emolumenti etc assolutamente questioni reali è evidente che il Parlamentare diventa non più un ruolo fondamentale e decisivo in una democrazia rappresentativa ma di fatto un costo da abbattere se non un parassita da eliminare.
Ritengo che questo, proprio per l’esperienza fatta in questi tre anni, sia una deriva da contrastare pena una pericolosa regressione della democrazia del Paese che già poderosi colpi ha subito da Berlusconi e dal berlusconismo. Per fare questo è necessario ripartire. Soprattutto un partito come il Pd se vuole avere credibilità deve mettere in campo azioni concrete per ridare fiducia alla politica. Da qui le numerose proposte che abbiamo fatto: da una nuova legge sui partiti alla parificazione del trattamento economico a quello dei parlamentari europei, alla loro riduzione, all’abolizione dei vitalizi ,alla revisione dell’assetto istituzionale dello Stato eliminando il bicameralismo e riorganizzando le Province. Importante diventa anche il percorso per scegliersi i propri rappresentanti e le caratteristiche che questi devono avere soprattutto sul versante del comportamento e dell’etica pubblica indipendentemente se questi siano o meno soggetti a percorsi giudiziari. Tra queste proposte vi è anche l’applicazione dello strumento delle primarie, soprattutto con questa legge elettorale, per scegliere i parlamentari. Uno strumento che aiuta sicuramente ad avvicinare l’elettore al eletto, che deve essere però ben regolamentato per evitare sprechi di risorse finanziarie e fare in modo che non impedisca la pluralità della rappresentanza (un giusto equilibrio ad esempio di genere e delle rappresentanze sociali)
Non dimentichiamo che le primarie sono state uno strumento fondante per il Partito Democratico e rappresentano un’innovazione democratica importante. Nel caso dell’elezione dei sindaci e presidenti della Regione sono state nella stragrande maggioranza dei casi lo strumento per scegliere il candidato migliore e vincente (Vendola in Puglia, Pisapia a Milano, Demagistris a Napoli, Merola a Bologna), per i parlamentari non esistono esperienze pregresse.
26/10/11
In Commissione Ambiente alla Camera
Rendiconto della Commissione Ambiente avente oggetto la Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse
Alessandro BRATTI (PD), nel ricordare che la settimana scorsa si è svolto un incontro molto importante con il Direttore generale della Direzione Ambiente della Commissione europea, avente ad oggetto proprio il contenuto del documento in esame, stigmatizza l’assenza verificatasi in quell’occasione di tutti i deputati della maggioranza, che testimonia la loro scarsa attenzione e scarsa capacità di porre al centro del dibattito politico gli atti e le scelte programmatiche assunte in sede europea.
Esprime, quindi, condivisione per gli obiettivi e per il percorso di azione in esso indicati e manifesta profonda preoccupazione per il grave ritardo con cui il Governo italiano si trova ad affrontare questioni essenziali per il futuro e la crescita del Paese e per la sua collocazione in sede europea ed internazionale. In particolare,si sofferma sulla riaffermata centralità dell’ambiente inteso non solo e non tanto come insieme di beni e valori da proteggere, ma come fattore costitutivo di un nuovo modello di sviluppo economico incentrato sull’uso efficiente delle risorse, sul riciclo e sul recupero dei rifiuti intesi come primaria risorsa del sistema produttivo, e su una rinnovata competitività delle economie europee fondata sulla qualità delle produzioni, sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica.
Passa quindi ad elencare gli altri punti qualificanti del documento in esame, dalle misure per promuovere gli appalti verdi nella pubblica amministrazione – per i quali si registra in Italia un grave ritardo nell’emanazione dei previsti decreti ministeriali – agli obiettivi fissati in tema di gestione dei rifiuti, che, tuttavia, in Italia rischiano di diventare irraggiungibili a causa delle scelte sbagliate del Governo e della lentezza con cui si procede verso una progressiva diminuzione del conferimento in discarica e dello stesso utilizzo come combustibile nei termovalorizzatori, come forme prevalenti di smaltimento dei rifiuti.
Dopo essersi soffermato, quindi, sulle altre questioni rilevanti, dallo spostamento del peso fiscale dal lavoro all’ambiente, ad idriche, dalla qualità dell’aria al rispetto degli obiettivi di Kyoto, dalle misure per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio a quelle per valorizzare l’impegno del volontariato per ridurre lo spreco delle risorse alimentari, conclude ribadendo le critiche al Governo per la grave insufficienza delle politiche messe in campo in tutti questi settori, le quali rischiano di avere pesanti ripercussioni in termini di competitività del sistema produttivo nazionale e, non ultimo, in termini di credibilità internazionale dell’Italia.
25/10/11
Il PD è l'unico partito che difende il risultato del referendum sull'acqua
Oggi abbiamo incontrato in Commissione Ambiente il Comitato per l'acqua pubblica. Eravamo solo noi del PD più il Presidente leghista Alessandri. Noi abbiamo chiesto le audizioni e noi abbiamo chiesto di calendarizzare la legge di iniziativa popolare sull'acqua, NON LA LEGA, NON IL PDL , NON l'IDV. La gente lo deve sapere. Siamo gli unici che pur avendo posizioni diverse dai referendari stiamo difendendo i diritti degli italiani che si sono espressi con il referendum. Il PD , ragazzi il vituperato PD. Mentre altri fanno giochini e giochetti il PD della Commissione ambiente lavora, si lavora per difendere il risultato del referendum. Abbiamo chiesto di velocizzare l'iter, abbiamo chiesto di confrontarci per licenziare una legge sull'acqua che rispetti le volontà referendarie. Il tempo c'è dipende dalla volontà della maggioranza.
21/10/11
(LZ) Rifiuti. Ecomafie: riascolteremo Pecoraro, e vedremo siti "non credo che in due mesi siano pronti per post Malagrotta"
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19/10/11
(LZ) RIFIUTI. BRATTI: PECORARO CHIARISCA O SI DIMETTA
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18/10/11
Rifiuti: Ecomafie, Commissariamento Calabria costato 1 MLD
IN TRE ANNI COSTI GESTIONE STRUTTURA PARI A OLTRE 13 MILIONI (ANSA) - CROTONE, 18 OTT - 'Dal 1998 al 2006 i costi hanno raggiunto i 700 milioni di euro per il commissariamento del settore rifiuti in Calabria. E ad oggi, secondo i carabinieri della Tutela ambientale, questa cifra e' arrivata ad oltre 1 miliardo di euro'. Lo ha sostenuto Alessandro Bratti, del Pd, componente la Commissione bicamerale d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti che oggi ha presentato la propria relazione a Crotone.
Nella relazione si evidenzia che tra il gennaio 2006 e l'agosto 2009, i costi della struttura del Commissario per l'emergenza ambientale sono stati pari a 13.838.659,64 euro. La cifra, ricavata dalla Corte dei conti, viene citata dalla Commissione per sottolineare, 'in negativo', i costi della gestione 'in un contesto di acclarata inefficienza e di disservizio pubblico'. Tra le voci di bilancio relative alle annualita' dal 2006 al 2009, scrive la Commissione, 'meritano di essere sottolineati i compensi al personale amministrativo che, nel 2007, hanno raggiunto la rilevante somma di 3,44 milioni di euro, a fronte di una media negli altri anni di circa euro 1,5 milioni; i compensi per collaborazioni, non meglio specificate, che, nel 2007, hanno raggiunto il picco di 979 mila euro e, nel 2008, sono stati di ben 717 mila euro. In via generale, si tratta di costi molto elevati, che non trovano alcun riscontro nel servizio reso. In particolare la voce compensi per collaborazioni appare del tutto ingiustificata'.
Rilevanti sono, poi, le spese per la gestione di discariche, impianti e stazioni 'che nel decennio sono state complessivamente pari a euro 249.144.297,53, con un crescendo costante'. (ANSA).
Nella relazione si evidenzia che tra il gennaio 2006 e l'agosto 2009, i costi della struttura del Commissario per l'emergenza ambientale sono stati pari a 13.838.659,64 euro. La cifra, ricavata dalla Corte dei conti, viene citata dalla Commissione per sottolineare, 'in negativo', i costi della gestione 'in un contesto di acclarata inefficienza e di disservizio pubblico'. Tra le voci di bilancio relative alle annualita' dal 2006 al 2009, scrive la Commissione, 'meritano di essere sottolineati i compensi al personale amministrativo che, nel 2007, hanno raggiunto la rilevante somma di 3,44 milioni di euro, a fronte di una media negli altri anni di circa euro 1,5 milioni; i compensi per collaborazioni, non meglio specificate, che, nel 2007, hanno raggiunto il picco di 979 mila euro e, nel 2008, sono stati di ben 717 mila euro. In via generale, si tratta di costi molto elevati, che non trovano alcun riscontro nel servizio reso. In particolare la voce compensi per collaborazioni appare del tutto ingiustificata'.
Rilevanti sono, poi, le spese per la gestione di discariche, impianti e stazioni 'che nel decennio sono state complessivamente pari a euro 249.144.297,53, con un crescendo costante'. (ANSA).
Convegno a Crotone sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti
La Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti presieduta dall’on Gaetano Pecorella è a Crotone per la presentazione della relazione sulle criticità nel settore dei rifiuti e delle bonifiche in Calabria che è stata approvata dalla Camera dei Deputati nella seduta del 23 giugno scorso.
Il convegno, che si terrà presso la scuola I.T.C.S. “A. Lucifero” (via G. Carducci – dalle ore 9,30 alle 13,30) vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, del Sindaco di Crotone, Peppino Vallone e del Prefetto di Crotone, Vincenzo Panico.
Il convegno, che si terrà presso la scuola I.T.C.S. “A. Lucifero” (via G. Carducci – dalle ore 9,30 alle 13,30) vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, del Sindaco di Crotone, Peppino Vallone e del Prefetto di Crotone, Vincenzo Panico.
Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista RAI, Pietro Melia, prenderanno parte, oltre ai componenti della Commissione d’inchiesta Gaetano Pecorella, Dorina Bianchi, Alessandro Bratti, Daniela Mazzuconi, Gennaro Coronella e Giampiero De Toni, anche Stanislao Zurlo - Presidente della Provincia di Crotone, Raffaele Mazzotta - Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone e Nuccio Barillà della Direzione nazionale di Legambiente.
11/10/11
Il Prefetto Pecoraro in Commissione Bicamerale ecomafie
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06/10/11
Rifiuti. BRATTI: 'Superministro' Bernini tolga veto Lega Nord
VISTO CHE ANNUNCIA RIUNIONE PER RISOLVERE EMERGENZA CAMPANIA".(DIRE) Roma, 6 ott. - "Dopo Berlusconi, Bertolaso, Prestigiacomo ora arriva il 'superministro' Bernini che annuncia la convocazione di una riunione per risolvere i problemi dell'emergenza rifiuti in Campania: non c'e' limite alla superficialita' e all'inutile propaganda". Lo dichiara in una nota Alessandro Bratti, capogruppo Pd nella commissione parlamentare sulle Ecomafie, dopo le affermazioni del ministro per le Politiche comunitarie e l'annuncio di un tavolo tecnico per il 13 ottobre.
"Basta analizzare le motivazioni portate dalla Commissione europea- spiega Bratti- per rendersi conto che la situazione e' gravissima e che e' necessario un intervento serio del governo, purtroppo latitante da tre anni. Come pensare che ora all'improvviso possa realizzarsi il miracolo? In che modo, con quali strumenti? Per esempio, sul tema cruciale delle cosiddette eco-balle, circa sette milioni di tonnellate, non esiste l'ombra di un'azione da parte della Regione e del governo per risolvere concretamente il problema. Le date poi per la realizzazione degli impianti sono mobili e indefinite".
E ancora: "Ma visto che il ministro Bernini ha giustamente detto che il problema rifiuti e' di tutto il Paese, noi la sfidiamo ad avviare subito un percorso virtuoso rimuovendo il veto politico della Lega Nord che impedisce l'uso degli impianti pubblici del Nord Italia per i rifiuti della Campania: si tratta di strutture che oggi non sono utilizzate al massimo della loro capienza mentre i rifiuti campani sono trasportati all'estero, in Olanda e in altri Paesi del Nord Europa, con spese folli e inutili. Su questo il ministro Bernini potrebbe dare risposte concrete e immediate".
L'Italia guardi Berlusconi
Mentre l'Italia affonda Berlusconi racconta barzellette in Aula. E noi Deputati in attesa di iniziare a dare un senso alla nostra attività già abbondantemente da Lui sputtanata. Una roba da matti !! E tutti i suoi lacchè attorno ....
05/10/11
Il Grande fiume e il piccolo governo
Una risoluzione firmata dai deputati PD Bratti e Motta e altri parlamentari emiliani impegna il governo a finanziare il progetto Valle del Po, per garantire la tutela e la valorizzazione del territorio del bacinoUna risoluzione che impegna il governo ad “avviare politiche di programmazione strategica” per la Valle del Po, nonché a “ripristinare il fondo di 180 milioni di euro necessario per il finanziamento”. Questi i contenuti della risoluzione presentata in Parlamento dagli onorevoli Alessandro Bratti e Carmen Motta tesa ad incentivare una gestione coordinata delle politiche che riguardano il bacino del principale fiume italiano.
Politiche che mirino alla sicurezza dei territori rivieraschi, alla tutela delle risorse idriche e ambientali, allo sviluppo del trasporto fluviale, alla valorizzazione del turismo, superando le logiche di intervento settoriale e creando in tal modo i presupposti per dare un serio impulso alla ripresa economica e sociale dei territori della valle del Po.
Di questo avrebbe bisogno il Grande fiume e non delle solite promesse di un piccolo governo.
04/10/11
RIFIUTI. SISTRI, BRATTI: RIMOZIONE SEGRETO FUORI TEMPO UTILE
(DIRE) Roma, 4 ott. - "Fa piacere che sia stato rimosso il segreto amministrativo, ma questa notizia arriva fuori tempo utile dato che esiste un'indagine della magistratura volta a verificare la correttezza delle procedure di assegnazione del sofisticato sistema informatico". Lo dichiara in una nota Alessandro Bratti, capogruppo Pd della commissione bicamerale sui Rifiuti, dopo la visita questa mattina al centro operativo del Sistri. "Abbiamo potuto verificare- prosegue Bratti- l'eventuale efficacia del sistema, ma quello che desta molte perplessita' e' la mancanza di un confronto con le categorie produttive, fondamentale per attivare un sistema cosi' complesso. Chiederemo al piu' presto un impegno certo del ministero per attivare un incontro costruttivo con tutto il sistema imprenditoriale per evitare che il Sistri si trasformi in uno spreco di risorse pubbliche: stiamo parlando infatti di un affare di circa 70 milioni l'anno per cinque anni che il sistema delle imprese italiano dovra' sostenere".
Bratti conclude dicendo che "e' necessario quindi che il Sistri diventi, oltre che uno strumento conoscitivo per contrastare i traffici illeciti, un vero e proprio strumento a supporto delle imprese".
Bratti conclude dicendo che "e' necessario quindi che il Sistri diventi, oltre che uno strumento conoscitivo per contrastare i traffici illeciti, un vero e proprio strumento a supporto delle imprese".












