10/10/13

Rifiuti, Orlando lancia programma nazionale prevenzione

"Un programma che consente di aggredire il tema di rifiuti non soltanto dal punto di vista della gestione ma da quello della prevenzione della produzione e dell'immissione sul mercato". È questo in sintesi l'obiettivo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti presentato questa mattina dal ministro dell'Ambiente Andrea Orlando. Il piano, adottato dal ministero con decreto direttoriale lo scorso 7 ottobre, adempie agli obblighi di scadenza previsti dalla direttiva comunitaria quadro sui rifiuti(2008/98) che introduce l'obbligo per gli Stati membri di elaborare programmi di prevenzione entro dicembre 2013. Il programma fissa "obiettivi volti a dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti utilizzando come indicatore ha spiegato Orlando la produzione di rifiuti rapportata all'andamento del Pil". Sulla base dei dati rilevati dall'Ispra il programma fissa obiettivi di prevenzione al 2020 rispetto ai valori registrati nel 2010: riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di Pil; riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil; riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di Pil.
Nella redazione del Programma sono state considerate una serie di misure di carattere generale che le Regioni dovranno integrare nella propria pianificazione territoriale entro il termine di un anno: produzione sostenibile, green public procurement per le pubbliche amministrazioni, riutilizzo, informazione e sensibilizzazione, strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, nonché la promozione della ricerca. Altre misure specifiche sono state scelte per particolari flussi di rifiuti ritenuti prioritari per rilevanza quantitativa rispetto al totale dei rifiuti prodotti e per suscettibilità ad essere ridotti con facilità e in modo efficiente. Orlando ha poi ricordato "le misure che agevolano le imprese che producono da riciclo e riutilizzo e offrono alla Pa prodotti che provengono da questo tipo di attività: avranno un vantaggio competitivo rispetto alle altre aziende e la Pa sarà spinta a questo tipo di acquisti. In particolar modo ha aggiunto segnalo che ci saranno vantaggi per i gestori di mense pubbliche che predispongono piani di prevenzione dello spreco. Si tratta di far sì che, progressivamente, la Pa sia uno dei fattori di crescita dell'economia verde e anche uno strumento per spingere le imprese per andare in questa direzione". "Si tratta di un piano costruito con una forte condivisione da parte di associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e cittadini  ha spiegato il ministro che affronta il tema in modo organico sostenendo la filiera del riciclo e del riuso ed educando alla prevenzione fissando dei target a cui enti locali ed aziende dovranno adeguarsi nel corso dei prossimi anni". "Sostanzialmente questo programma dice una cosa  ha aggiunto - bisogna distinguere tra l'andamento del Pil e l'andamento della produzione dei rifiuti: adesso noi registriamo un calo complessivo nella produzione dei rifiutilegato al calo del Pil ma ci auguriamo che ci sia una ripresa di carattere economico e non una crescita della produzione dei rifiuti. Questo è un punto molto importante per contrastare lo spreco e il consumo di risorse ambientali". Allo stesso tempo però ha sottolineato il ministro "è importante sviluppare una filiera produttiva perch é il rifiuto è un'occasione di crescita economica, un'occasione di occupazione, di costruzione di un diverso utilizzo del rifiuto e anche un contenimento nella produzione del rifiuto e il presupposto per la definizione di un modello diverso di sviluppo economico e produttivo".

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