Nella redazione del Programma sono state considerate una serie di misure di carattere generale che le Regioni dovranno integrare nella propria pianificazione territoriale entro il termine di un anno: produzione sostenibile, green public procurement per le pubbliche amministrazioni, riutilizzo, informazione e sensibilizzazione, strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, nonché la promozione della ricerca. Altre misure specifiche sono state scelte per particolari flussi di rifiuti ritenuti prioritari per rilevanza quantitativa rispetto al totale dei rifiuti prodotti e per suscettibilità ad essere ridotti con facilità e in modo efficiente. Orlando ha poi ricordato "le misure che agevolano le imprese che producono da riciclo e riutilizzo e offrono alla Pa prodotti che provengono da questo tipo di attività : avranno un vantaggio competitivo rispetto alle altre aziende e la Pa sarà spinta a questo tipo di acquisti. In particolar modo ha aggiunto segnalo che ci saranno vantaggi per i gestori di mense pubbliche che predispongono piani di prevenzione dello spreco. Si tratta di far sì che, progressivamente, la Pa sia uno dei fattori di crescita dell'economia verde e anche uno strumento per spingere le imprese per andare in questa direzione". "Si tratta di un piano costruito con una forte condivisione da parte di associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e cittadini ha spiegato il ministro che affronta il tema in modo organico sostenendo la filiera del riciclo e del riuso ed educando alla prevenzione fissando dei target a cui enti locali ed aziende dovranno adeguarsi nel corso dei prossimi anni". "Sostanzialmente questo programma dice una cosa ha aggiunto - bisogna distinguere tra l'andamento del Pil e l'andamento della produzione dei rifiuti: adesso noi registriamo un calo complessivo nella produzione dei rifiutilegato al calo del Pil ma ci auguriamo che ci sia una ripresa di carattere economico e non una crescita della produzione dei rifiuti. Questo è un punto molto importante per contrastare lo spreco e il consumo di risorse ambientali". Allo stesso tempo però ha sottolineato il ministro "è importante sviluppare una filiera produttiva perch é il rifiuto è un'occasione di crescita economica, un'occasione di occupazione, di costruzione di un diverso utilizzo del rifiuto e anche un contenimento nella produzione del rifiuto e il presupposto per la definizione di un modello diverso di sviluppo economico e produttivo".
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