10/10/13

Acqua e rifiuti, l'allarme di Tagliani: "Personale scarso, Atersir al collasso"

Il sindaco ha spedito una lettera al governatore Vasco Errani, al presidente dell'agenzia, al sindaco di Bologna, Virginio Merola, e al direttore dell’a genzia d’ambito, Vito Belladonna

Sommersa da incombenze, nuove norme e programmazioni da fare, ma col personale dimezzato. Insomma, l’Agenzia territoriale unica dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir) fa acqua da tutte le parti e rischia la paralisi.

Con la conseguenza di non poter più regolare i servizi gestiri dalle multiutility (Hera ed Enia in primis) e di far saltare l’intero impianto normativo che regola i servizi di acqua e rifiuti in Emilia-Romagna.  A lanciare l’allarme è il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, che ha spedito una lettera al governatore Vasco Errani, al presidente di Atersir e sindaco di Bologna, Virginio Merola, e al direttore dell’agenzia d’ambito, Vito Belladonna . Nella missiva, Tagliani parla di “forte preoccupazione sull’operatività” di Atersir, perché “invece di rafforzare il sistema di governo,  programmazione e controllo di due importantissimi servizi”, la creazione dell’agenzia unica “lo ha indebolito considerevolmente”.

Tagliani segnala prima di tutto la carenza di personale. “A fronte di una dotazione organica di 42 unità spiega  Atersir dispone di 23 unità di cui 14 a tempo indeterminato ”. Un serio problema, sottolinea il sindaco di Ferrara, soprattutto “in un periodo che vede scaduti e in scadenza quasi tutti gli affidamenti dei due servizi, la regolazione sovraordinata dell’Aeeg in materia di servizio idrico, l’introduzione della Tares, la necessità di riprogrammare i Piani di ambito per il servizio idrico e per i rifiuti,  l’indispensabilit à di effettuare uno stringente e reale controllo sui gestori dei servizi ”. Facendo un paragone, “l’ente di ambito della Regione Toscana dispone di quasi il doppio di personale per il solo servizio idrico”.
Per far fronte alla carenza di personale di Atersir sarebbe inutile anche chiamare consulenti esterni, sostiene Tagliani, perché “le attività strategiche devono essere patrimonio e conoscenza diretta di Atersir: non averle al proprio interno costituirebbe un errore fondamentale”. Il secondo problema dell’agenzia d’ambito regionale è il distacco dal territorio.

“Emerge di giorno in giorno la difficoltà della medesima di rapportarsi alle esigenze locali sempre numerose e spesso complesse denuncia Tagliani di fatto si sta verificando un allontanamento dei Comuni da Atersir, per non citare la forte difficoltà degli utenti che localmente potevano disporre un interlocutore al quale rivolgersi”. Questo dà genera “una sorta di delega ai singoli gestori, ovvero le multiutility, e “l’impossibilità di rispondere alle richieste degli utenti nei confronti dei gestori”. In altre parole, si realizza “l’esatto contrario di ciò che dovrebbe garantire un ente di regolazione”.

Acqua e rifiuti, insiste Tagliani, sono servizi “molto peculiari, tipicamente locali e cosa ben diversa dagli altri servizi pubblici, necessitano obbligatoriamente di una regolazione e di una presenza che abbia terminali nei territori, al fine di garantire la migliore efficacia e rispondere con tempestività e competenza alle esigenze locali. Sottovalutare la situazione nella quale si trova ad operare Atersir può comportare il fallimento dell’intero impianto normativo regionale in materia di questi due delicati e complessi servizi pubblici locali”. Da Ferrara arriva dunque la richiesta di una “seria e rapida riflessione sullo stato di fatto in cui si trova Atersir e, con tempestivita’, realizzare tutte le azioni che possano permetterle di svolgere appieno le proprie funzioni”.

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