01/07/14

Rinnovabili. Studio: nel 2030 rinnovabili al 60% produzione europea


Le energie rinnovabili dovranno rappresentare il 60% della produzione elettrica europea nel 2030 contro il 40% del 2012, grazie a mille miliardi di dollari di nuovi investimenti: è quanto risulta da uno studio realizzato dalla Bloomberg News Energy Finance.

Entro il 20130 l’Europa dovrà sviluppare 557 gigaWatts di capacità produttiva basata sulle rinnovabili, mentre la percentuale derivante dalle energie fossili dovrà calare dal 48% al 27%, con una forte caduta del carbone (da 195 gW a 125 gW) e un lieve aumento del gas naturale (da 275 gW a 280 gW).

Il miglioramento dell’efficienza energetica dovrebbe permettere inoltre di limitare al 9% l’aumento della domanda di qui al 2030, mentre per quel che riguarda le emissioni infine si dovrebbe registrare un calo del 60% delle emissioni di CO2 del settore energetico.

(TMNews)

Parigi lancia il primo bike sharing al mondo per bambini

 Quattro taglie di biciclette anche per i più piccoli, con tanto di caschi, in tre zone di traffico protetto

Il più piccolino non ha neanche due anni, ma sfreccia già rapidissimo sulla sua dreisienne, un mini-Vélib’ senza pedali, ondeggiando con perizia sulla riva della Senna. Da questa settimana Vélib’, il servizio di bike sharing più grande del mondo, mette a disposizione quattro taglie di biciclette anche ai bambini, «perché le buone abitudini s’imparano da piccoli». Per ora sono solo 300 le bici messe in campo per i ciclisti in erba o aspiranti tali (all’occorrenza vengono fornite anche le rotelline di sostegno laterali), con tanto di caschi, in tre zone protette dal traffico cittadino: sulla passeggiata pedonale lungo la Senna e nei due grandi parchi agli antipodi della Ville Lumière: il Bois de Boulogne e il Bois de Vincennes. Ma altre location si aggiungeranno a partire da metà luglio.

Quattro le taglie di bici: dalla piccolissima senza pedali alla grande per bambini di 8 anni, con tre marce e un comodo cestino davanti

Centrali a biogas, l’ennesimo pasticcio?

In un decreto legge, denuncia il M5S, il governo tenta di trovare una soluzione “postuma” all’assenza di VIA nell’iter autorizzativo di alcune centrali a biogas nelle Marche. Ma c’è il rischio di ulteriori contenziosi, e di interventi punitivi da parte dell’Unione europea

Un pasticcio in salsa italiana, un caos normativo in perfetto stile nostrano. Nel decreto legge 91 del governo da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, c’è un articolo apparentemente inoffensivo, contenente «Disposizioni finalizzate al corretto recepimento della direttiva 2011/92/UE (...) in materia di valutazione di impatto ambientale». Nelle Marche, invece, ci sono una quarantina di centrali per la produzione di energia da biomasse e biogas, autorizzate da una legge regionale incostituzionale, perché in contrasto con la stessa direttiva europea. E il problema riguarda anche altre regioni, come l’Umbria. Il nesso, al penultimo comma dell’articolo, è chiaro: il tentativo è quello di sottoporre a posteriori gli impianti che non dovrebbero più operare, perché i permessi si sono rivelati privi di validità alla parte dell’iter autorizzativo che in precedenza non hanno superato. Provando così a “metterci una pezza”, con ricadute prevedibili a livello europeo, dove la chiusura della procedura di infrazione aperta dall’UE sul tema a questo punto appare un miraggio. Ma anche locale: non è difficile immaginare la gran quantità dei ricorsi che fioccheranno, sia da parte di comitati di cittadini già promotori di diverse azioni legali, sia da parte degli imprenditori. 

Francia, al bando i sacchetti di plastica a partire dal 2016


A darne notizia il Governo francese lo scorso 26 giugno, dopo che la commissione per lo Sviluppo sostenibile dell'Assemblea nazionale ha deciso di accogliere l'emendamento depositato dalla ministra dell’Ambiente Ségolène Royal

La Francia si prepara a mettere al bando i sacchetti di plastica che si acquistano normalmente al supermercato, con la sola eccezione di quelli biodegradabili e compostabili e di quelli riutilizzabili. A darne notizia il Governo francese lo scorso 26 giugno, dopo che la commissione per lo Sviluppo sostenibile dell'Assemblea nazionale ha deciso di accogliere l'emendamento depositato dalla ministra dell’Ambiente Ségolène Royal. Se il provvedimento dovesse diventare legge, non sarà possibile vendere shopper in plastica non compostabili a partire dal 1 gennaio 2016. «Si tratta di una tappa importante, che era attesa delle ong ambientaliste ha dichiarato la ministra non ci rendiamo neppure conto di quanto i sacchetti di plastica non biodegradabile siano inquinanti». La Francia segna quindi un'altra tappa sulla strada dell'abbandono progressivo dei sacchetti di plastica nel mondo. L'ultima città in ordine di tempo ad annunciare di abbandobarli è stata Chicago, con un sistema di divieti che toccherà prima le grandi catene di supermercati e franchising a partire da Agosto 2015.

Fisco 'verde', clima e acqua, 6 eco-proposte per semestre Ue


Lanciate da Consiglio nazionale green economy a governo italiano

Da un lato il fisco 'verde', dall'altro misure per clima ed energia, insieme con pratiche agricole sostenibili, attenzione alle risorse idriche, al settore rifiuti, e alla crescita ecologica per la creazione di nuovi posti di lavoro. Questa la ricetta che il Consiglio nazionale della green economy (composto da 66 organizzazioni) suggerisce al governo italiano, da prendere in considerazione nel corso del semestre di presidenza Ue.

Indagine Ue, maggioranza italiani vuole meno rifiuti 87% compra solo quel che serve contro 83% degli europei

La stragrande maggioranza di italiani ed europei pensa che il proprio Paese produca troppi rifiuti e vorrebbe meno sprechi. E' quanto emerge da un'indagine di Eurobarometro, secondo cui per almeno otto intervistati su dieci un uso più efficiente delle risorse avrebbe un impatto positivo sulla qualità della vita (87% italiani e 86% europei), sulla crescita economica (85% italiani e 80% europei) e sulle opportunità di lavoro (83% italiani e 78% europei).

"I rifiuti toccano chiaramente un nervo scoperto: gli europei vogliono meno sprechi e stanno facendo sforzi per attuare quanto predicano" afferma il commissario Ue all'ambiente, Janez Potocnik, che punta ad una "economia più circolare come logico passo avanti" perché "c'è voglia di riciclare di più".

L'Europa dovrebbe impiegare le sue risorse in maniera più efficiente per il 96% degli europei e il 98% degli italiani, che si rivelano fra i più attenti nel fare la spesa, ma non al riuso. L'87% compra solo ciò di cui ha bisogno (contro l'83% degli europei) ma solo il 43% dona o rivende oggetti per un loro riuso, contro il 67% degli europei. In compenso gli italiani sono dediti alla raccolta differenziata e il 94% separa carta e cartoni (superando il 90% degli europei), il 95% le bottiglie di plastica (contro il 90% degli europei), il 93% il vetro (contro l'88% degli europei), l'87% le lattine (gli europei sono al 78%) e l'81% gli scarti di cucina (rispetto al 74% della media Ue).