21/12/14

Rifiuti: Bratti, dopo sentenza Bussi Senato non ha più alibi su Ecoreati

Gennaio Grasso convochi capigruppo per calendarizzare il ddl in aula

"La sentenza pronunciata ieri dalla Corte d'Assise di Chieti sul caso Bussi ci conferma per l'ennesima volta l'urgenza di colmare un vuoto normativo, introducendo i delitti contro l'ambiente nel codice penale". Lo afferma in una nota Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. "Gli 'eco-processi' d'altronde - sottolinea Bratti - sono di fatto trattati come semplici contravvenzioni al codice civile e per questo sono i primi a subire i tempi del diritto. Dimostrare il danno ambientale è complicato: vengono fatte perizie e contro perizie, lunghe indagini e battaglie in tribunale. E nel frattempo le responsabilità vengono polverizzate dalla prescrizione. Dagli approfondimenti e dalle numerose audizioni svolte, in questi mesi, dalla Commissione d'inchiesta - aggiunge - è emersa l'importanza e l'urgenza di dotarsi di strumento essenziale nella lotta al crimine ambientale, anche di stampo mafioso, qual'è la legge sui "reati ambientali", che consentirebbe di effettuare indagini approfondite anche attraverso l'utilizzo delle intercettazioni''. "Con l'approvazione della legge di stabilità ora il Senato non ha più alibi. Auspico -conclude Bratti- che alla ripresa dei lavori, il prossimo 7 gennaio, il presidente Grasso convochi la conferenza dei capigruppo per fissare la calendarizzazione in aula del provvedimento. E' paradossale che il reato ambientale venga considerato un reato minore, se consideriamo che i danni all'ambiente e alla salute delle persone prodotti dagli inquinamenti si ripercuotono per 30/50 anni e anche oltre nei territori colpiti".


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