
"Il rischio non è equamente distribuito nella società: i soggetti più vulnerabili ed emarginati sono maggiormente colpiti dalle crisi e dalle calamità, aggravando ulteriormente la povertà - si legge nel report - nei Paesi a più alto grado di disuguaglianza economica la popolazione è più vulnerabile. La disuguaglianza tra i Paesi spiega perché l'81% delle vittime di disastri si trova in Paesi a reddito basso e medio-basso, anche se in questi Paesi si verificano soltanto il 33% dei disastri".
Ne consegue che - dice Oxfam - "la disuguaglianza danneggia l'ambiente: l'umanità usa il massimo possibile di risorse naturali", per esempio l'acqua (il 12% della popolazione globale consuma l'85% dell'acqua del Pianeta). E, "più ci avviciniamo a questi limiti, maggiore è l'importanza dell'enorme disuguaglianza nella distribuzione di risorse naturali. Spesso sono i poveri ad essere colpiti per primi e più duramente dalla distruzione dell'ambiente", tanto che "il deterioramento ambientale può essere attribuito a meno del 30% della popolazione mondiale. Il punto chiave sono i modelli di consumo dei ricchi".
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