La proposta prevede che i paesi membri scoraggino l'uso di borse di plastica sottili nei modi che ritengono più efficaci. Fra le soluzioni possibili: tassare o vietare l'utilizzo dei sacchetti o stabilire obiettivi nazionali di riduzione.
Cambiare il comportamento dei consumatori
In molti dei paesi dell'UE che hanno applicato tasse obbligatorie ai sacchetti "usa e getta" si è registrato un crollo dell'uso di queste borse: i consumatori devono infatti pagarle ogni volta.
La maggior parte dei 100 miliardi di sacchetti di plastica distribuiti ogni anno da supermercati e negozi vengono utilizzati solo per una ventina di minuti. Poi però restano nell'ambiente per secoli e ogni anno ben 8 miliardi finiscono nei fiumi e nei laghi o inquinano le strade e gli spazi verdi.
Impatto letale sull'ambiente
Spesso i sacchetti che finiscono in mare sono inghiottiti dalla fauna marina e dagli uccelli, con conseguenze a volte fatali per balene, foche, gabbiani e molte varietà di tartarughe minacciate di estinzione. Nel Mare del Nord il 94% degli uccelli hanno ingerito della plastica, mentre In Italia il 73% dei rifiuti di plastica raccolti dai pescherecci lungo le coste della Toscana è costituito da sacchetti.
L'UE spera che il piano proposto aiuti a cambiare l'atteggiamento dei consumatori rispetto alle borse di plastica e al loro smaltimento.
Le nuove proposte riguardano solo i sacchetti sottili, che vengano riciclati o riutilizzati meno di quelli più spessi. La Commissione risponde così all'invito dei ministri per l'Ambiente dell'UE di intervenire a livello europeo. La proposta è stata preceduta da ampie consultazioni pubbliche che hanno appoggiato un'iniziativa di portata europea.
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