Per l'associazione del panda, ''agire è sempre più urgente: da un lato dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo per fermare il cambiamento climatico galoppante; dall'altro dobbiamo garantire al più presto all'Italia i fondi per l'adattamento ai cambiamenti climatici e per la manutenzione del territorio che garantiscano azioni concrete contro il rischio idrogeologico in un paese cementificato, ogni anno più vulnerabile". Negli ultimi 10 anni, gli eventi climatici estremi a livello globale hanno causato danni economici per quasi 200 miliardi di dollari all'anno e sembrano destinati a crescere con il peggioramento dei cambiamenti climatici, secondo quanto riporta la Banca Mondiale. Il Wwf chiede al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, in partenza oggi per Varsavia per il vertice del clima, di chiedere agli altri leader di invertire la rotta e fermare l'inquinamento da Co2 sfruttando le opportunita' date dall'efficienza energetica e le rinnovabili. Indispensabile, per il Wwf, stanziare i fondi preventivati dal "piano di adattamento ai cambiamenti climatici e manutenzione del territorio"proposto un anno fa dall'allora ministro dell'Ambiente Clini, ma mai stanziati dal Cipe, ovvero 1,6 miliardi all'anno per i prossimi 20 anni. Alla luce di queste esigenze e' risibile lo stanziamento di 30 milioni di euro di nuovi fondi per il prossimo anno, e di 180 milioni di euro sino al 2016, per contrastare il rischio idrogeologico previsto nella Legge di Stabilità 2014. Il Wwf ricorda inoltre quanto proposto dal ministero dell'Ambiente sul riorientamento dei fondi attribuiti ai commissari straordinari per il rischio idrogeologico, pari a 1,4 miliardi di euro, sia davvero effettivo per far fronte alle maggiori emergenze del territorio. "Purtroppo - fa sapere l'associazione - si continua a ignorare la necessita' di attuare una seria politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni nel nostro Paese. Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne abbiamo spesi oltre 2,5 per riparare i danni".
19/11/13
Responsabilità va ricercata nella mancanza di manutenzione e prevenzione
Per l'associazione del panda, ''agire è sempre più urgente: da un lato dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo per fermare il cambiamento climatico galoppante; dall'altro dobbiamo garantire al più presto all'Italia i fondi per l'adattamento ai cambiamenti climatici e per la manutenzione del territorio che garantiscano azioni concrete contro il rischio idrogeologico in un paese cementificato, ogni anno più vulnerabile". Negli ultimi 10 anni, gli eventi climatici estremi a livello globale hanno causato danni economici per quasi 200 miliardi di dollari all'anno e sembrano destinati a crescere con il peggioramento dei cambiamenti climatici, secondo quanto riporta la Banca Mondiale. Il Wwf chiede al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, in partenza oggi per Varsavia per il vertice del clima, di chiedere agli altri leader di invertire la rotta e fermare l'inquinamento da Co2 sfruttando le opportunita' date dall'efficienza energetica e le rinnovabili. Indispensabile, per il Wwf, stanziare i fondi preventivati dal "piano di adattamento ai cambiamenti climatici e manutenzione del territorio"proposto un anno fa dall'allora ministro dell'Ambiente Clini, ma mai stanziati dal Cipe, ovvero 1,6 miliardi all'anno per i prossimi 20 anni. Alla luce di queste esigenze e' risibile lo stanziamento di 30 milioni di euro di nuovi fondi per il prossimo anno, e di 180 milioni di euro sino al 2016, per contrastare il rischio idrogeologico previsto nella Legge di Stabilità 2014. Il Wwf ricorda inoltre quanto proposto dal ministero dell'Ambiente sul riorientamento dei fondi attribuiti ai commissari straordinari per il rischio idrogeologico, pari a 1,4 miliardi di euro, sia davvero effettivo per far fronte alle maggiori emergenze del territorio. "Purtroppo - fa sapere l'associazione - si continua a ignorare la necessita' di attuare una seria politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni nel nostro Paese. Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne abbiamo spesi oltre 2,5 per riparare i danni".
Pubblicato da
Alessandro Bratti
alle
17:18
Etichette:
Ambiente,
Clima e Cambiamenti climatici,
Dissesto idrogeologico,
ministro dell'Ambiente,
Wwf
Nessun commento:
Posta un commento