12/10/13

Ambiente: Ispra, meno polveri sottili ma criticità aree urbane

Diminuiscono le concentrazioni delle polveri sottili "PM10", ma le aree critiche restano quelle urbane a causa del riscaldamento domestico e delle autovetture.
E' quanto emerge dal rapporto dell'Istituto superiore della protezione e ricerca ambientale, l'Ispra, presentato questa mattina a Roma. Dal 2000 al 2010, secondo quanto scritto nel IX Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano dell'Ispra, a livello nazionale si registra una diminuzione del 37% di emissioni di PM10. Una riduzione che riguarda tutti i settori ad eccezione del riscaldamento che ha invece un incremento del 33%.
Secondo l'Ispra le emissioni maggiori di PM10 per il 2010 sono riferibili alle città di Roma, Taranto, Milano, Napoli e Torino. Le emissioni minori sono state registrate, invece, nella città di Campobasso e Aosta. Tra il 2006 e il 2011 su 57 stazioni di monitoraggio allestite in 29 città si sono registrate riduzioni di concentrazioni di polveri sottili. Si continuano a superare i valori limite nelle città del centro-nord, in Campania e Sicilia, sia per il PM10, che il biossido di azoto. Secondo lo studio dell'Ispra la maggior parte delle emissioni di particolato deriva dal riscaldamento domestico, il 37%, e dal trasporto su strada per il 31%. Nel solo 2010 in tutte le città prese in esame le emissioni per il riscaldamento di PM10 ha superato quello dovuto alle autovetture, ad eccezione delle città di Milano, Trieste, delle città della Liguria, dell'Emilia Romagna, Prato, Terni e Roma. In particolare nella Capitale il traffico automobilistico è responsabile del 56% delle emissioni di particolato. "Un elemento che emerge dal Rapporto ha sottolineato Silvia Brini dell'Ispra è che il parco veicolare è diminuito nei principali capoluoghi regionali mentre è aumentato nelle piccole città. A Roma le auto sono continuate ad aumentare, +3%. E proprio le autovetture sono responsabili delle emissioni di polveri sottili nell'area urbana".

 (AGI) .

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