10/10/13

Aea, Ue indietro su target efficienza energia 2020 Dovrà anche raddoppiare uso rinnovabili rispetto a 2005-2011

L'Unione europea rischia di non centrare l'obiettivo di aumento del 20% dell'efficienza energetica fissato per il 2020. Per la maggior parte degli Stati membri, fra cui l'Italia, "le attuali politiche non sono sviluppate a sufficienza o attuate nei settori rilevanti", quindi occorre fare di più. A dare l'allarme è l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), secondo cui sono solo quattro i Paesi sulla rotta giusta verso il proprio target di efficienza energetica: Francia, Germania, Bulgaria e Danimarca. Il quadro europeo migliora considerando gli altri due obiettivi per il 2020: la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 e il 20% di consumo finale di energia provenienti da rinnovabili. Sul primo fronte l'Ue fra 1990 e 2012 ha già tagliato le emissioni del 18% (meno 1% fra 2011 e 2012) e dovrebbe arrivare al 21% nel 2020, mentre sul secondo nel 2011 ha raggiunto una quota del 13%.


L'Italia è fra i 14 Paesi più virtuosi sul fronte dell'energia pulita, ma per essere certi di arrivare al 20% di consumi da energia verde, complessivamente gli Stati membri "dovranno raddoppiare il loro uso di rinnovabili entro il 2020 rispetto al periodo 2005-2011" riferisce l'Aea.


Nella pagella finale, nessun Paese Ue brilla oppure è insufficiente su tutti e tre i fronti d'azione. "Le ultime analisi dell'Aea confermano che le rinnovabili e l'efficienza energetica stanno avendo un impatto significativo in termini di calo di emissioni" spiega Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'agenzia europea. "Dobbiamo costruire sulla base di questo successo per raggiungere i tagli di emissioni richiesti dagli scienziati" conclude.

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