17/06/08

Lester Brown, la ricetta per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici

Lester Brown è il fondatore del Worldwatch Institute, l'attuale presidente dell'Earth Policy Institute e sicuramente uno degli analisti ambientali più accreditati al mondo.
In questi giorni si trova in Italia per presentare il suo nuovo libro, Piano B 3.0, pubblicato da Edizioni Ambiente.
Ieri lo studioso americano è intervenuto presso l'Auditorium di Roma nell'ambito di una conferenza intitolata "Strategie per un pianeta sostenibile”.
Lester Brown parte innanzitutto da un dato. Per evitare la catastrofe ambientale è necessario ridurre le emissioni di anidride carbonica dell'80% entro il 2020. Un obiettivo ambizioso, per realizzare il quale è necessario mettere in pratica una serie di dettami ineludibili.
Secondo lo studioso americano bisogna convertire l'attuale modello di produzione energetico basato sul petrolio per passare alle energie rinnovabili, ma bisogna farlo in modo rapido e massiccio.

In poche parole è necessario portare la quota di rinnovabili al 70-90%, di cui il 40% spetterebbe all'eolico, mentre la parte restante al solare - ha citato in modo particolare quello a concentrazione - alla geotermia e a tutte le altre forme di energia pulita.

Sembra impossibile? Vista la lentezza degli attuali governi nel mettere in atto misure di taglio delle emissioni, ivi compreso l'accordo che va sotto il nome di Protocollo di Kyoto, verrebbe da rispondere nettamente: sì!
Lester Brown ricorda come, dopo la disfatta americana del 7 dicembre 1941, l'allora presidente Roosevelt, promosse una massiccia conversione dell'industria automobilistica - il perno dell'economia americana di allora - ai fini bellici.
A molti sembrava impossibile realizzare un progetto tanto ambizioso, ma gli americani dimostrarono il contrario. E in pochissimo tempo si preparano per affrontare un conflitto su scala mondiale, che poi vinsero.
E' evidente che è solo un esempio per dire che di fronte a un'emergenza tutto è possibile, basta solo che ci sia la volontà di farlo. E visto che l'emergenza è agli occhi di tutti, se fu possibile allora, perché non può esserlo oggi? (via BlogEko)

1 commento:

noalgore ha detto...

L'organizzatore della conferenza di cui sopra, Roberto Peccei della fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma, dirige il più importante centro del mondo per la vivisezione con 2.000 ricercatori attivi nel 2008 che torturano animali. Si tratta della UCLA (Università della California Los Angeles). Trovate tutta la storia qui:
Ambientalismo di Razza
Grazie per l'attenzione