28/07/14

Rifiuti: Monitoraggio siti Terra fuochi, su 6 ettari valori oltre soglia

Riunione gruppo lavoro coordinato da corpo forestale, 50% coltivabili

La riunione del Gruppo di lavoro della Terra dei Fuochi, che si è tenuta questa mattina, ha reso noti i dati relativi ai campionamenti di tutti i siti classificati a livello di rischio '4' (rischio medio-alto), individuati ai sensi della Direttiva interministeriale emanata il 23 dicembre 2013, per il monitoraggio di una superficie complessiva di 29 ettari. Su circa 6 ettari, rende noto il Corpo Forestale dello Stato, le analisi hanno restituito valori molto superiori alla concentrazione di soglia ''e pertanto su di essi dovrà essere fatta una 'caratterizzazione ambientale', ovvero andranno ricostruiti i fenomeni di contaminazione col fine di individuare le successive attività di bonifica''.

Quattordici ettari, pari a circa il 50%, sono invece risultati indenni da contaminazioni ambientali e pertanto potranno essere liberamente coltivati All'incontro, che si è svolto presso il il Mipaaf, hanno partecipato i ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina, della Salute, Beatrice Lorenzin, dell'Ambiente Gian Luca Galletti, Giovanni Romano, assessore all'Ambiente della Regione Campania e Cesare Patrone, capo del Corpo forestale dello Stato, in qualità di coordinatore del Gruppo. Per i restanti 9 ettari, spiega la nota, ''si è ancora in una fase di valutazione e non appena ultimate le analisi di laboratorio se ne darà tempestiva comunicazione''.Quanto ai siti classificati a livello di rischio '3' (rischio medio) e '5' (rischio alto), per una superficie complessiva di 113 ettari, ''non è stata riscontrata alcuna presenza di sostanze radioattive di superficie e su questi sono tuttora in corso le attività di campionamento del suolo, dell'acqua e della vegetazione. Entro il 15 agosto prossimo saranno ultimati anche i rilievi magnetometrici per l'eventuale presenza di rifiuti sepolti. Al termine delle attività di campionamento ed analisi sui siti individuati nei primi 57 comuni, si procederà al controllo di ulteriori 31 comuni previsti dal Decreto Interministeriale del 16 aprile 2014. Il gruppo di lavoro ha messo a punto un metodo scientifico nuovo ''che consentirà di valutare ogni particella al fine di stabilirne la futura utilizzabilità agronomica, rispetto al rischio inquinamento. Qualora ne ricorresse la necessità - conclude la nota - analogo modello scientifico potrà essere applicato anche in altre aree del territorio nazionale che dovessero presentare problematiche similari''.


(Adnkronos)

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