In questi giorni segnati da tragici eventi legati al dissesto idrogeologico è ancora più lampante la contraddizione del nostro Paese nel procedere con investimenti legati a grandi infrastrutture, inutili e pesantemente impattanti per il territorio, trascurando invece le vere necessità del Paese.
La vera emergenza e la grande infrastruttura di cui
l'Italia ha bisogno non è la linea ad alta velocità Torino-Lione o le
numerose nuove autostrade previste in molte regioni ma è la manutenzione
e la messa in sicurezza del territorio per la mitigazione del rischio
idrogeologico. Nonostante a parole le priorità d'intervento per la messa
in sicurezza sembrano condivise da tutti, così come lo stop al consumo
di suolo, si stenta a passare dalle parole ai fatti, procedendo invece
con grande determinazione nell'avvio dei cantieri legati alle grandi
infrastrutture e, al contrario, fermandosi ai soli proclami nella
direzione opposta. Contraddizione ancora più lampante in Piemonte dove
procedono i lavori per il raddoppio autostradale del Frejus e a
Chiomonte per il tunnel geognostico della TAV mentre si taglia in modo
massiccio il servizio ferroviario pendolare, riducendo pesantemente il
servizio e sopprimendo ben 12 linee regionali. Situazione analoga nel
resto d'Italia dove a farne le spese sono i 2,9 milioni di pendolari che
ogni giorno fanno i conti con tagli ai servizi e aumento dei biglietti.Allo stesso modo il tema del consumo di suolo è ormai al centro dell'attenzione ma siamo ancora lontani da un cambiamento reale nelle pratiche d'intervento, nonostante la crisi del mercato edilizio e il disegno di legge sul consumo di suolo approvato a dicembre dal Governo. E' preoccupante inoltre come nel caso del movimento No Tav in Valsusa si ricorra al ricatto economico. Una pericolosa e pessima abitudine che colpisce pesantemente anche le associazioni e i comitati, che inasprisce il dissenso e che va contrastata. Anche per questo motivo va allargato il fronte di chi si mobilita contro l'eccessiva cementificazione e la costruzione di grandi infrastrutture non utili per il Paese, in modo da aumentare la consapevolezza e la sensibilità delle persone su questi temi. Legambiente raccoglie quindi l'invito del movimento No Tav per la giornata di mobilitazione del 22 febbraio partecipando e organizzando iniziative sul territorio per ribadire ancora una volta la necessità di porre un freno al consumo di suolo e alle grandi opere, destinando invece le opportune risorse alla messa in sicurezza del territorio e ad una mobilità sostenibile per il nostro Paese.
di Tommaso Tautonico
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