" Il decreto legge n.136 del 2013, che contiene
alcune norme sull'Ilva di Taranto sarà discusso nei prossimi giorni in
Parlamento per la sua conversione in legge.
Sarà all'ordine del giorno
della Camera nella settimana dal 13 al 19 gennaio". E' in particolare la
commissione Ambiente, presieduta da Ermete Realacci, che si occuper¡
del testo che contiene anche norme per la "Terra dei Fuochi" in
Campania. Lo ha annunciato il Pd di Taranto in una conferenza stampa che
si è svolta oggi. Il Pd è convinto: l'ultimo decreto legge contiene le
condizioni per finanziare i lavori di risanamento ambientale dell'Ilva
di Taranto. Lo aveva detto nei giorni scorsi il presidente della
commissione Ambiente, Ermete Realacci, ed oggi a Taranto il parlamentare
Michele Pelillo ha dichiarato che col nuovo provvedimento "i commissari
dell'Ilva dovrebbero essere nelle condizioni di chiedere le risorse
alla Procura di Milano che ha sequestrato 1 miliardo e 900 milioni della
famiglia Riva". Il riferimento è ai soldi sequestrati ai Riva per
reati fiscali e valutari poiche' sul sequestro dei beni e dei conti del
gruppo Riva, disposto dal gip di Taranto, è intervenuto nei giorni
scorsi il dissequestro della Corte di Cassazione che ha annullato i
provvedimenti precedenti (ordinanza dello stesso gip a fine maggio e
convalida a met¡ giugno da parte del Tribunale del Riesame). "Bisogna
avere consapevolezza - ha detto oggi Pelillo - di quanto lo Stato, dopo
cinquant'anni di assenza e negligenze, stia facendo per risolvere il
problema e di come sia forte la volonta' politica, in questo momento, di
trovare una soluzione che tuteli da una parte la vita e la salute dei
tarantini e dall'altra la produzione e il lavoro".
Oggi,
con una conferenza stampa a Taranto, il Pd ha avviato "una grande
campagna al suo interno e in ogni comune della provincia per informare,
confrontarsi e acquisire maggiore consapevolezza da trasferire a tutti i
cittadini. Può essere una svolta epocale per il nostro territorio,
anche in termini di rilancio economico e di sviluppo ha affermato oggi
il Pd e tutti devono essere informati di quello che sta accadendo".
Il tema delle risorse da assicurare agli interventi dell'Autorizzazione
integrata ambientale resta dunque cruciale. Solo che a differenza del
commissario dell'Ilva, Enrico Bondi, che una settimana fa,
nell'audizione alla commissione Ambiente della Camera, ha proposto di
provare a verificare con i Riva la loro disponibilita' ad un aumento di
capitale dell'Ilva, perchè anche questa soluzione darebbe all'azienda
forza per contrattare con le banche maggiori linee di credito da usare
per l'Aia, il Pd sembra orientato su una linea piu' interventista.
Infatti, il coinvolgimento dei Riva nell'aumento di capitale che Bondi
ha auspicato anche alla luce del dissequestro della Cassazione presuppone almeno un confronto con gli stessi Riva, i quali restano
proprietari dell'Ilva anche se questa da giugno è commissariata per 36
mesi in base alla legge 89 del 2013. Invece la richiesta all'autorit¡
giudiziaria di mettere a disposizione dei commissari i soldi sequestrati
ai Riva anche per reati diversi da quelli ambientali, cosa peraltro
espressamente prevista dal nuovo decreto legge, non sembra lasciar
spazio a ipotesi diverse. Compreso quella, prevista anch'essa dal
decreto, che i Riva finanzino la bonifica dello stabilimento dopo la
richiesta del commissario. Il decreto, infatti, in prima istanza obbliga
i Riva a finanziare i lavori su richiesta del commissario. Questi, poi,
può rivolgersi ai magistrati chiedendo l'uso delle somme solo in caso
di rifiuto dei Riva a farsi carico dell'obbligo.
Ma la querelle sul
finanziamento dell'Aia non è l'unica a dominare la questione Ilva,
sebbene il commissario Bondi alla Camera sia stato molto chiaro e abbia
detto che senza risorse adeguate, i 6-700 milioni di interventi previsti
in quest'anno sono a rischio. Negli ultimi giorni, infatti, si è anche
inasprito lo scontro tra Ilva e Arpa da un lato e l'ala più radicale
del movimento ambientalista tarantino dall'altra, in particolare
Peacelink e Fondo antidiossina onlus. E oggi anche il Pd di Taranto, in
una conferenza stampa convocata sull'ultimo decreto legge, ha contestato
le posizioni di parte del mondo ambientalista ritenendole pregiudiziali
e parlando altresì di "minoranza chiassosa". A creare nuovo attrito
sono stati i rilievi, fatti con un analizzatore portatile da Alessandro
Marescotti, di Peacelink, sugli Ipa, gli idrocarburi policiclici
aromatici, e quanto registrato il giorno di Capodanno nell'area sopra lo
stabilimento dell'Iva. Nel caso degli Ipa, Peacelink ha parlato di
valori emissivi riscontrati in alcuni quartieri di Taranto più distanti
dal siderurgico, superiori a quelli accertati nel rione Tamburi, che
con lo stabilimento è confinante.
Nell'altro caso, invece, gli ambientalisti
hanno parlato di "preoccupante nube" che l'1 gennaio sovrastava l'Ilva,
paragonandola ad una specie di "fungo atomico", e annunciato che
invieranno alla Commissione Europea - che ha aperto verso l'Italia una
procedura di infrazione sul caso Ilva - foto e filmati relativi a quanto
osservato."Nessuna anomalia, nessun fungo atomico" ha subito replicato
l'Ilva, facendo riferimento ai valori emissivi registrati dalle
centraline Arpa, e chiarendo che la percentuale elevata di umidità
riscontrata l'1 gennaio ha creato un particolare effetto visivo. Sugli
idrocarburi policiclici aromatici, invece, l'Arpa ha negato "fondamento
scientifico" ai rilievi fatti. "Se si osserva un studio
sull'inquinamento di Mottola, che è un comune vicino a Taranto, fatto
con lo stesso sistema usato da Peacelink, si notano livelli di Ipa
superiori a quelli di Taranto città . Questo perchè negli Ipa c'è pure
l'inquinamento da traffico" osserva Giorgio Assennato, direttore
generale di Arpa Puglia.Polemiche si aggiungono a polemiche, quindi,
perchè già altre volte Arpa e ambientalisti si sono trovati su
posizioni contrapposte. E lo scontro non è finito perchè ora Peacelink
annuncia una controreplica sia ad Arpa che ad Ilva.
(AGI)
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