Matteo Renzi, attuale sindaco di Firenze, ha vinto le primarie per eleggere il nuovo segretario del Pd. Ha trionfato sfiorando il 70%, (68% dei voti).
Già da oggi Renzi dovrebbe arrivare a Roma per presentare la segreteria. Si danno per certi Luca Lotti e Stefano Bonaccini, per probabili Antonio Funciello, Tommaso Nannicini e Deborah Serracchiani. Ma c'è chi non esclude aperture ad altri, compresi le aree dei suoi sfidanti, ma certo non "riciclati" e di certo qualche colpo a sorpresa, magari imprenditori o uomini di cultura. "Letta non potrà piu' prescindere dal Pd", ha avvertito la renziana di ferro Simona Bonafè. E i tempi sono stretti. Già martedì sera Renzi vedrà i gruppi parlamentari del Pd in vista della fiducia che Letta chiederà mercoledì alle Camere. A meno che non vi sia uno slittamento. Tra i suoi non manca chi avrebbe preferito tappe meno serrate. Sarebbe stato meglio, ha spiegato un parlamentare vicino al sindaco di Firenze, aspettare intanto l'assemblea nazionale che domenica ratificherà l'elezione a segretario. E qualche giorno in più avrebbe consentito a Renzi di discutere con maggiore agio da subito con il premier il "patto" che, e il sindaco di Firenze lo ha preannunciato, sarà messo a punto entro gennaio. Di certo, tutto dovrà avvenire alla luce del sole, è il consiglio che in molti danno a Renzi sapendo di sfondare una porta aperta. Niente vertici segreti, niente "tunnel". Tutto dovrà essere trasparente.
(AGI)
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