15/11/13

I rifiuti elettronici? Ecco come cambia la loro raccolta

Con una recente normativa in materia di rifiuti elettronici sono cambiate le modalità di raccolta e smaltimento dei rifiuti elettronici. Ecco come.

Oggi i possessori di cellulari, smartphone, tablet e ogni  sorta di dispositivo elettronico connesso a internet grazie alle tariffe più convenienti proposte da Tim, Vodafone, Wind, etc. non si contano più. I modelli di ultima generazione escono sempre più velocemente, e di conseguenza si cambia apparecchio con più frequenza. Il problema viene proprio a questo punto: più strumenti sono in circolazione significa che ci sono  anche più rifiuti elettronici da smaltire.

Ma dove finiscono i nostri telefonini una volta che non sono più utilizzabili? Solitamente sono raccolti in grandi contenitori che si trovano nei centri commerciali o nei supermercati. Ma come funziona il percorso di riciclaggio? Con una normativa da poco emessa, cambiano tutte le regole al riguardo.

Dal 14 febbraio infatti entreranno in vigore le nuove normative europee che chiederanno ai produttori di raccogliere il 45% dei rifiuti elettronici immessi nel mercato fino al 2016, per passare al 65% al 2019. L’Italia da parte sua dovrà passare da una media di 4 kg pro capite a circa 8 kg per abitante nel 2016, fino a raggiungere i 14 chili nel 2019.
Per prima cosa si potrà lasciare il dispositivo nei grandi centri commerciali di almeno 400 mq che dovranno assicurare il ritiro gratuio senza obbligo di comprare qualche nuovo modello. Si tratta di piccoli apparecchi, ovviamente, ma sarà possibile sfruttare queste strutture per non disperdere dei prodotti che riciclati possono ancora essere utili.

La direttiva 2012/19 /Ue del Parlamento Europeo introduce inoltre delle nuove disposizioni per il miglioramento della raccolta, ma anche per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti elettronici: introduce ad esempio norme più severe per combattere l’export illegale di questi firiuti.

“È allarmante la progressiva riduzione dei volumi di Raee raccolti, in particolare di quella frazione che, nella catena economica del riciclo, rappresenta un valore piuttosto che un costo”, ha dichiarato Umberto Raiteri, presidente e amministratore delegato di Erp, sistema collettivo pan-europeo di riciclo di rifiuti elettronici.

“La nostra preoccupazione risiede nel fatto che non vi è alcuna garanzia che il trattamento e lo smaltimento dei Raee fuoriusciti dal sistema ufficiale avvenga in conformità agli standard qualitativi e di sicurezza essenziali per la gestione di rifiuti pericolosi, quali sono buona parte dei rifiuti. Per questo abbiamo accolto positivamente la nuova direttiva, e in particolare gli articoli mirati alla prevenzione della dispersione attraverso canali non ufficiali, come i rivenditori non autorizzati di materiali di scarto”.

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