“Gestiamo il bene confiscato Fondo Amato Lamberti, tra la discarica di Chiaiano e l’inceneritore di Acerra, ogni giorno ci sono riunioni e comitati”. Ciro Corona è l’animatore di Resistenza Anticamorra: “La mia impressione che dopo tanti anni, oggi si verifica l’effetto presa di coscienza per forzare le bonifiche, che mi auguro non saranno in mano a coloro che quando gestivano il ciclo dei rifiuti hanno reso tutto questo possibile”. Le domande sono tante quanto i roghi e le colonne di fumo che si avvistano in questo pezzo di Campania: “Sono venti anni che conosciamo queste storie, e oggi sembra che tutto debba cambiare. Ma senza una vera mappatura del territorio rischiamo di metterlo in ginocchio”. Peppe Pagano è animatore del Nuovo Commercio Organizzato e in prima fila nella lotta contro le discariche e per le buone pratiche agricole sui terreni confiscati: “Ci dicono che non ci sono i soldi per le bonifiche. È falso, perché tanti soldi sono stati spesi dalle vecchie amministrazioni, fino a 600 milioni di euro per avere questo risultato. Poi tutti i malati di tumore vanno verso il nord, che manda i suoi rifiuti industriali a noi. Ad oggi la Regione Campania ha pagato 10 miliardi di euro per i viaggi della speranza. Se osservi i dati è impressionante. Si hanno industrie che diventano più competitive sulla vita di altri cittadini. Cosa si dovrebbe fare? Bonificare per davvero rendendo le zone inquinate No Food, mappare e dare un marchio di certificazione sanitaria a quelle terre che sono incontaminate”.
Nel frattempo già si teme un abbassamento fortissimo dei prezzi dei prodotti agricoli, ricomprati da aziende di nuova costituzione che poi cambiano l’origine dei prodotti e li rimettono nelle catene di grande distribuzione. Ipotesi su cui gli investigatori si stanno già muovendo. “Sono ipotesi concrete: ogni emergenza crea spazi per la criminalità organizzata e non solo, perché in queste situazioni tutti hanno da guadagnare, tutti tranne i cittadini onesti”. Un ufficiale di polizia che preferisce l’anonimato chiosa: “Un’economia malata si muove, strano a dirsi, molto più velocemente di un’economia sana”. È la terra dei fuochi e dell’ironia mortale.
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