Luisa Pasello, attrice e regista ferrarese, è morta a Volterra dopo aver lottato con grande coraggio contro una malattia. Venerdì aveva compiuto 56 anni ed era considerata una delle voci più sensibili e interessanti del teatro sperimentale e d’avanguardia.
Nata a Ferrara, qui aveva iniziato il suo straordinario percorso artistico. Dopo gli studi d'arte a Bologna e di canto al Conservatorio Frescobaldi, aveva esordito nel 1981 a Pontedera, in un progetto curato dagli attori del Teatr Laboratorium di Grotowski. A partire da quella esperienza Luisa si era dedicata in modo esclusivo al teatro e si è presto rivelata, a fianco della gemella Silvia, esponente di spicco del nuovo teatro. In questo ambito è stata fra le personalità più sensibili e significative sia in Italia, dove non ha mai interrotto il rapporto con il Centro di sperimentazione teatrale di Pontedera, che a livello internazionale grazie alle collaborazioni con personalità quali Jerzy Sthur, Ryzard Cieslak, François Kahn, Rickard Gunther, Celina Sodré.
Sin dalla metà degli anni 80 Luisa Pasello è stata ospite del Teatro Comunale di Ferrara, nell'ambito della rassegna "Percorsi nel Teatro" dedicata ai territori della sperimentazione: nel 1986 in A. da Agatha (premio UBU per l'interpretazione) con la regia di Thierry Salomon e nel 2003 in Rut, lavoro tratto dal Libro dell'Antico Testamento con la regia di Silvia Pasello. La sua presenza più recente risale al 2007 dove, con la regia di Roberto Bacci, è stata protagonista di una particolarissima versione del capolavoro di Beckett Aspettando Godot in cui affiancava la sorella, rispettivamente nei ruoli di Estragone e Vladimiro.
«Con la scomparsa di Luisa Pasello se ne va una delle presenze più significative della scena teatrale contemporanea così in una nota del Teatro Comunale di Ferrara Per chi l'ha conosciuta come persona e amica di rara sensibilità, per chi ne ha apprezzato nel corso degli anni le non comuni qualità artistiche, Luisa Pasello rimarrà una delle presenze che hanno lasciato una traccia importante nel teatro italiano, e una parte preziosa della storia del teatro della città di Ferrara». A consegnare un ricordo commosso di Luisa, anche il parlamentare Sandro Bratti, che l’aveva conosciuta insieme alla sorella Silvia ai tempi del movimento studentesco, condividendo anche la passione per la pallavolo. «Un’amica cara, una persona intelligente e sensibile che non aveva mai esitato di fronte a scelte coraggiose».
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