Per aiutare anche le produzioni materiali dell'industria cinematografica a evolversi sulla piano della sostenibilità , ho presentato un'interrogazione ai ministri della Cultura e dell'Ambiente, chiedendo loro di valutare l'istituzione di forme di incentivazione per ridurre l'impatto ambientale delle produzioni cinematografiche. Un'azione in tal senso, oltre ai benefici diretti, avrebbe importanti effetti in termini di comunicazione e di educazione ai nuovi stili di vita rispettosi dell'ambiente", così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando un'interrogazione ai ministri della Cultura e dell'Ambiente.
"Utilizzando tecnologie più moderne ed efficienti come generatori euro5, kit fotovoltaici, o illuminazione a LED, e razionalizzando l'intero processo produttivo dei film - spiega Realacci - possono essere migliorate di molto le performance ambientali dell'industria cinematografica. Secondo stime Edison Tempesta Film, se tutte le produzioni seguissero queste indicazioni si potrebbe arrivare a una riduzione delle emissioni di 1.120 tonnellate di CO2 l'anno, equivalenti a quelle necessarie per garantire l'illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti". "Ai ministri interrogati chiedo infine conclude Realacci - se vogliano altresì considerare la costituzione di un tavolo tecnico congiunto tra il Ministero dell'Ambiente e il Ministero per il Beni e le Attività Culturali per l'elaborazione di 'Linee Guida per la produzione di Film Sostenibili' e per l'individuazione dei criteri necessari per la qualifica di film sostenibile".
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