La delibera 250/2013/R/efr, sarà trasmessa ai Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al GSE.
Secondo quanto comunicato dal GSE, ad oggi sono 531.242 gli impianti fotovoltaici che hanno presentato la richiesta d’incentivazione, per una potenza complessiva pari a 18.217 MW. Di questi impianti, 4.779 (per una potenza complessiva di 1.136 MW e un costo indicativo annuo di 94 milioni di euro) sono quelli iscritti nei Registri in posizione utile ma non ancora entrati in esercizio.
Cosa succederà adesso?
A questo punto, per chi vuole godere dell’incentivo del Quinto conto energia ci sono solo due possibilità. Per gli impianti non soggetti all’obbligo di iscrizione al Registro, le richieste di incentivazione devono essere inoltrate entro il 6 luglio. Per gli impianti soggetti ai Registri, devono essere iscritti in posizione utile e non decaduti.
Quindi le possibilità di sfruttare il V Conto energia sono ormai limitate. E allora, cosa succederà dopo il 6 luglio?
Innanzi tutto si tornerà a sfruttare la possibilità di valorizzare economicamente l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici attraverso i meccanismi dello scambio sul posto e del ritiro dedicato (che non erano cumulabile con il V Conto energia). E poi, in determinati casi, sarà possibile sfruttare le Detrazioni fiscali del 50% (recentissimamente prorogate fino al 31 dicembre 2013). Ma attenzione, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente specificato che, per gli impianti fotovoltaici, “la possibilità di fruire della detrazione viene meno quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale, come nel caso, ad esempio, in cui l’impianto abbia potenza superiore a 20 kW ovvero, pur avendo potenza non superiore a 20 kW, non sia posto a servizio dell’abitazione”
Fabio Tognetti
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