04/06/13

'ndrangheta: traffico rifiuti, vinto appalti anche expo e Brebemi

Ndrangheta/ Imprenditori arrestati a Milano lavoravano per Expo E anche nei cantieri Brebemi. Subappalti per movimento terra

Orlando Liati e Stefano Lazzari, titolari di alcune ditte di autotrasporti, arrestati oggi insieme
con altri sei imprenditori dai carabinieri del Noe di Milano con l'accusa di traffico illecito di rifiuti, stavano lavorando nei cantieri per l'Expo 2015 e per la Brebemi. Lo riferiscono gli investigatori che spiegano che due ditte degli imprenditori incensurati si sono aggiudicate dei subappalti nei lavori di queste due grandi opere, dove, come era prassi, facevano lavorare anche alcuni dei 21 "padroncini" calabresi che sono stati denunciati a piede libero nell'operazione odierna e denominata "Fly-Hole". 
Nel 2011 la Dia chiese alla Prefettura di Milano per il 55enne Liati e il 50enne Lazzari, entrambi milanesi incensurati, l'interdittiva antimafia che nel 2012 in Prefetto concesse. Il provvedimento era stato però impugnato dai due davanti al Tar che gli diede ragione revocandolo. Fatto questo che ha permesso ai due di poter partecipare alle gare d'appalto perché in possesso di regolare permesso antimafia.

Sempre secondo quanto riferito dai carabinieri, i nomi di Liati e Lazzari erano già spuntati nella maxi inchiesta "Infinito" contro le 'ndrine in Lombardia, per i loro stretti rapporti di lavoro con alcuni esponenti della famiglia calabrese dei Barbaro (i 'castani originari di Plati ma da anni attivissimi
nell'hinterland Sud di Milano). Non solo, nell'ordinanza che ha portato agli arresti di oggi firmata dal Gip di Milano Andrea  Ghinetti, si ricorda dalle indagini è emerso che Liati avvertì alcuni indagati di non parlare, perché attraverso delle fonti che avrebbe avuto all'interno delle Istituzioni aveva saputo che erano in corso delle indagini ed erano intercettati.


Milano,  4 giu. (TMNews)

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