21/10/11

(LZ) Rifiuti. Ecomafie: riascolteremo Pecoraro, e vedremo siti "non credo che in due mesi siano pronti per post Malagrotta"

 (DIRE) Roma, 21 ott. - Una nuova audizione del commissario all'emergenza rifiuti per la provincia di Roma, Giuseppe Pecoraro, tanti approfondimenti, tra cui quelli per capire di chi sia realmente la proprieta' del sito di San Vittorino-Corcolle, chi e in base a quali dati ha deciso di considerare idoneo Quadro Alto per costruirci una discarica (dopo che nel 2009 la Regione Lazio aveva detto no alla proposta di Manlio Cerroni) e forse un sopralluogo su questi due siti scelti per il post Malagrotta.
Alessandro Bratti, capogruppo del Pd in Commissione bicamerale d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti (la 'Ecomafie'), traccia in un'intervista all'agenzia Dire la road map dei lavori dell'organo presieduto da Gaetano Pecorella dopo le audizioni del commissario Pecoraro, del presidente di Colari, Manlio Cerroni, e del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
"Ci sono diverse questioni che non sono chiare- dice Bratti- compreso il comportamento del prefetto Pecoraro: questa visura catastale che ci hanno dato in data 13 ottobre, quando il 14 Cerroni ha comprato l'area... Di sicuro Pecoraro verra' riconvocato. Gia' e' abbastanza strano che un prefetto dica 'Non so di chi e' la proprieta' dell'area' su cui decide di fare una discarica... Deve chiarire questo 'giochino' per cui ci manda una visura del 13 ottobre, che ci arriva il 18, dove risulta un proprietario (il riferimento e' al sito di Quadro Alto, ndr), quando il 14 ottobre sappiamo con altro documento che e' avvenuto un passaggio proprieta'. Magari e' tutto casuale, ma questo non ci e' piaciuto".
La Commissione dovra' fare chiarezza anche sulla proprieta' del sito di Corcolle. Nel documento ricevuto da Pecoraro c'e' il nome dell'imprenditore Salini, ma Cerroni in audizione ha rivelato che anche in quel caso c'e' stata una cessione e ha parlato di una societa' del Liechtenstein: "Ma qual e' quella societa' del Liechtenstein che compra un'area del genere...
Chiederemo all'Agenzia del territorio di darci elementi su Corcolle".(SEGUE)


(DIRE) Roma, 21 ott. - Per Bratti "il problema e' capire se tutti gli attori di questa partita hanno fatto cio' che e' di loro competenza. Abbiamo assolutamente intenzione di approfondire diverse questioni, non ultimo su che basi tecniche sono stati scelti i siti. L'area e' molto vasta e non escludiamo anche di fare un sopralluogo fisico". L'interrogativo e' riferito in particolare modo a Quadro Alto, un'area che nel 2009 la Regione Lazio nego' a Cerroni per costruirci la discarica e nel 2011 diventa un sito idoneo: "Vorremmo capire di chi sono e a quando risalgono i dati e le analisi fatte per compiere gli approfondimenti di carattere geologico e geomorfologico per verificare se si puo' realizzare un impianto- spiega Bratti, che peraltro e' stato direttore generale dell'Arpa Emilia-Romagna- Non e' chiaro se la Regione abbia fatto queste analsisi, se abbia affidato l'incarico a qualche organismo esterno o se abbia utilizzato le analisi del proponente".
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e' stata ascoltata mercoledi' ma anche la sua audizione non sembra avere convinto: "Polverini ha detto cose che lasciano perplessita'- continua Bratti- Immaginare che da qui a fine dicembre si abbiano gia' queste due discariche ci lascia molte perplessita', perche' tra le procedure di esproprio, le gare, la gente che protesta...
Un mese e mezzo per fare due discariche e' irrealistico". Allora "o Malagrotta va almeno per altri 7/8 mesi oppure...". E "Polverini ci ha detto che stanno interloquendo con la Commissione Europea su questa partita".
Ma i tempi potrebbero essere allungati anche dai possibili ricorsi dei proprietari delle aree, che se le vedrebbero espropriate dal commissario. Cerroni, ad esempio, ha gia' lasciato intendere che passera' alle vie legali: "Se un imprenditore avveduto compra un'area del genere- ragiona Bratti- non e' che se la fa espropriare a un prezzo simbolico: bisogna capire qual e' il meccanismo".
Nel frattempo, il rischio e' che l'emergenza prosegua o possa peggiorare: "Spero ardentemente che Roma non faccia la fine di Napoli- conclude Bratti alla Dire- ma ribadisco che un mese e mezzo per fare due discariche e' irrealistico. E mi fermo qua...".

1 commento:

fabrizio ha detto...

Mi chiamo Fabrizio.
Vivo a San Vittorino con la mia famiglia e come può immaginare stiamo seguendo da vicino la vicenda della discarica.
Questo suo blog mi ha allargato il cuore e dato un minimo di speranza, perchè su questa vicenda incominciano a delinearsi fatti ormai evidenti.
Le evidenzio gli aspetti che spero voglia approfondire in occasione delle prossime audizioni in commissione (ho ascoltato tramire radio radicale quelle recenti). I punti sono i seguenti:
- come è arrivata la Regione Lazio all'identificazione dei 7 siti candidati? Non risulta alcuno studio di "screening" ma è stata effettuata una analisi preliminare su 7 siti già individuati.
- perchè nella rosa dei 7 siti è stato inserito San Vittorino e perchè è stato successivamente scelto malgrado gli 8 fattori escudenti la possibilità di realizzare una discarica (1 vincolo idrogeologico,2 vincoli archeologici, vincoli paesaggistici ed urbanistici) cosi' come riportato nello stesso studio della Regione?
- perchè hanno perimetrato un sito di 160 Ha e non, come per Riano ad esempio, la sola superficie della cava?
- perchè il Commissario all'emergenza non ha dato tempestiva comunicazione degli effettivi proprietari dei terreni alla Commissione bicamerale?
- perchè il commissario alla Commissione bicamerale ha detto che la scelta è stata squisitamente tecnica e non ha spiegato che in quel sito ci sono 8 vincoli e non ha indicato come pensa di rimuoverli?
- perchè tutti ignorano che il sito dista solo 700 metri da un sito Patrimonio dell'unesco? (Villa Adriana) Come pensano di giustificare la compatibilità del sito archeologico protetto dall'unesco con quella che molto probabilmente sarà la prossima Malagrotta 2? Pensano che a Parigi non verranno mai a sapere che lo Stato Italiano ha fatto la discarica della Capitale a 700 m da 1 dei 4 siti patrimonio dell'Unesco nella Provincia di roma?
Potrei continuare ma gli argomenti elencati mi sembrano per il momento sufficienti.
Mi auguro che Lei abbia la possibilità di fare un sopralluogo nel sito di San Vittorino e se vorrà avrò il piacere di farle vedere uno ad uno tutti i vincoli archeologici che si trovano dentro, sul perimetro e nelle vicinanze del sito. Non Le indicherò i 3 torrenti che attraversano il sito dal momento che quelli anche un cieco è in grado di notarli.
All'interno di una procedura ordinaria solo un pazzo può pensare di fare una discarica in quel sito. E' un'assurdità che proprio la Regione, organo deputato ad istruire i progetti, suggerisca il peggior sito per localizzare una discarica.
Le recenti notizie sui passaggi di proprietà incominciano a chiarire molte cose.
Siamo molto preoccupati. Abbiamo paura.
Spero abbia capito che questo messaggio non ha nulla a che fare con l'effetto Nimby. E' una questione di legalità e sicurezza che vale almeno quanto il dovere di lasciare Roma pulita dai rifiuti.

Grazie dell'attenzione che vorrà dedicare a questa vicenda.