26/10/11

In Commissione Ambiente alla Camera

Rendiconto della Commissione Ambiente avente oggetto la Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse
Alessandro BRATTI (PD), nel ricordare che la settimana scorsa si è svolto un incontro molto importante con il Direttore generale della Direzione Ambiente della Commissione europea, avente ad oggetto proprio il contenuto del documento in esame, stigmatizza l’assenza verificatasi in quell’occasione di tutti i deputati della maggioranza, che testimonia la loro scarsa attenzione e scarsa capacità di porre al centro del dibattito politico gli atti e le scelte programmatiche assunte in sede europea.
Esprime, quindi, condivisione per gli obiettivi e per il percorso di azione in esso indicati e manifesta profonda preoccupazione per il grave ritardo con cui il Governo italiano si trova ad affrontare questioni essenziali per il futuro e la crescita del Paese e per la sua collocazione in sede europea ed internazionale. In particolare,si sofferma sulla riaffermata centralità dell’ambiente inteso non solo e non tanto come insieme di beni e valori da proteggere, ma come fattore costitutivo di un nuovo modello di sviluppo economico incentrato sull’uso efficiente delle risorse, sul riciclo e sul recupero dei rifiuti intesi come primaria risorsa del sistema produttivo, e su una rinnovata competitività delle economie europee fondata sulla qualità delle produzioni, sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica.
Passa quindi ad elencare gli altri punti qualificanti del documento in esame, dalle misure per promuovere gli appalti verdi nella pubblica amministrazione – per i quali si registra in Italia un grave ritardo nell’emanazione dei previsti decreti ministeriali – agli obiettivi fissati in tema di gestione dei rifiuti, che, tuttavia, in Italia rischiano di diventare irraggiungibili a causa delle scelte sbagliate del Governo e della lentezza con cui si procede verso una progressiva diminuzione del conferimento in discarica e dello stesso utilizzo come combustibile nei termovalorizzatori, come forme prevalenti di smaltimento dei rifiuti.
Dopo essersi soffermato, quindi, sulle altre questioni rilevanti, dallo spostamento del peso fiscale dal lavoro all’ambiente, ad idriche, dalla qualità dell’aria al rispetto degli obiettivi di Kyoto, dalle misure per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio a quelle per valorizzare l’impegno del volontariato per ridurre lo spreco delle risorse alimentari, conclude ribadendo le critiche al Governo per la grave insufficienza delle politiche messe in campo in tutti questi settori, le quali rischiano di avere pesanti ripercussioni in termini di competitività del sistema produttivo nazionale e, non ultimo, in termini di credibilità internazionale dell’Italia.


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