03/07/11

Napolitano: "il decreto rifiuti non risolverà"

(TERRA-V.Mulè)
RIFIUTI. «Non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo» è il duro giudizio del Capo dello Stato sulle misure salva-Napoli. Alessandro Bratti (Pd): «Favorisce solo i privati».
Il decreto legge sui rifiuti emanato giovedì dal governo ha avuto il via libera da parte del Capo dello Stato. In una nota del Quirinale, però, si legge che il testo «non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo». Il Capo dello Stato auspica che il Governo «adotti ogni ulteriore intervento necessario per assicurare l’effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania». Se non è una sonora bocciatura, poco ci manca. Sulla stessa linea il Pd che giudica il decreto inutile, pensato più per favorire il privato che per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania.
Il Pd attacca il provvedimento e lo smonta pezzo per pezzo, iniziando dalla fine. Ossia dal terzo comma, secondo il quale «in attuazione del principio comunitario della prossimità sullo smaltimento dei rifiuti, i trasferimenti connessi allo smaltimento dei rifiuti di cui al comma 1 hanno come destinazione prioritaria gli impianti ubicati nelle regioni limitrofe alla Campania». Una decisione, spiega il governo, presa «al fine di ridurre al minimo gli impatti ambientali sul territorio nazionale».
Un provvedimento, secondo Alessandro Bratti, responsabile per le politiche di gestione dei rifiuti del PD, nonché membro della Commissione Ambiente della Camera e Capogruppo nella Commissione Bicamerale di inchiesta sui traffici illeciti collegati alla gestione del ciclo dei rifiuti «che ha nelle sue corde l’intenzione primaria di mettere in difficoltà le regioni governate dal centrosinistra». Escluso il Lazio, che ha già negato la propria disponibilità ad accogliere la spazzatura campana, già da ieri stati anche avviati i primi contatti con altre Regioni per portare i rifiuti fuori dalla regione.
Tra le prime ad essere contattate Puglia, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia mentre si continua a lavorare così da allargare il fronte degli enti disposti ad accogliere i rifiuti campani. «E’ un sistema palesemente sbagliato – aggiunge Bratti – che già nel passato ha mostrato tutte le sue storture. Non ha senso occupare discariche con il rischio concreto che la malavita si infiltri nel business». Il riferimento è alla precedente emergenza rifiuti campana, quando parte degli scarti napoletani vennero trasferiti nella discarica calabrese di Pianopoli.
Ossia in una regione da tredici anni in emergenza rifiuti e in un impianto sequestrato poco tempo dopo perchè non a norma. «Perchè il decreto non dice nulla sulla localizzazione delle discariche in Campania»? E, soprattutto, continua Bratti, «dove sono andati a finire i rifiuti campani prodotti dall’inizio dell’anno? In quali discariche? E chi sono i proprietari di questi impianti?». Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare una o più delle oltre 1200 cave dismesse esistenti in Campania. Una ipotesi che però si troverebbe a fare i conti con il fatto che la criminalità organizzata controlla e gestisce il ciclo del cemento in molte Regioni, a partire proprio dalla Campania.

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