29/11/13

Ambiente: meno rifiuti urbani ma la raccolta differenziata cresce

Diminuisce la produzione di rifiuti ma cresce, e non di poco, la raccolta differenziata, che ormai sfiora il 40% del totale: tra il 2007 e il 2012 i rifiuti urbani sono complessivamente diminuiti dell'8% ma quelli raccolti separatamente sono cresciuti di 3 milioni di tonnellate, con un incremento del 45%. 

Parallelamente sono cresciuti anche i costi della raccolta differenziata sospinti dall'inflazione e dal boom del "porta a porta", che costa sensibilmente più caro del tradizionale metodo di raccolta stradale: oggi raccogliere una tonnellata di rifiuti urbani differenziati costerebbe mediamente 198 euro rispetto ai 134 di cinque anni fa; il recupero d'efficienza che le imprese sono riuscite a realizzare consente però di risparmiare 15 euro a tonnellata, portando il costo medio effettivo a 183 euro a tonnellata. E' questo uno dei dati che emergono dall'edizione 2013 dell'Analisi dei costi della raccolta differenziata, realizzata da Bain & Company per Federambiente. La nuova edizione aggiornata  dello studio offre una significativa base di dati sui costi della raccolta differenziata e dei diversi materiali, delle modalità di raccolta, del bacino d'utenza e di altre variabili. Oltre  all'aggiornamento dei dati lo studio presenta le prime riflessioni e i rendimenti di costi per i diversi modelli di raccolta, uno strumento di pianificazione su basi realistiche delle strategie volte al recupero di materia dei rifiuti urbani  al servizio di decisori istituzionali, imprese e studiosi.

Governo: Franceschini "basta fiducia appena votata, maggioranza solida"

"Credo che almeno le parole del presidente della Repubblica vadano ascoltate. Ha detto con molta chiarezza, nella giornata in cui abbiamo preso la fiducia al Senato, che quel voto era assolutamente sufficiente per verificare il rapporto fiduciario tra governo e Parlamento". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini al Tg3. "C'è un pezzo che se ne è andato ha aggiunto , ma un voto più trasparente e chiaro di un voto di fiducia sulla legge di stabilità ha dimostrato che c'è una maggioranza solida, più di quella che numericamente ha sostenuto i governi negli ultimi anni e mi sembra un fatto molto chiaro che non necessita di altri passaggi. Poi si vedrà cosa succederà nei prossimi giorni. Penso che un programma chiaro per il 2014, come ha chiesto Alfano, sia giusto ma altrettanto lo è aspettare che il Pd che fra pochi giorni avrà un nuovo segretario che sarà quello che dovrà discutere quel nuovo patto", conclude Franceschini.

 (ITALPRESS).

28/11/13

Intervista Franco Gabrielli

https://drive.google.com/file/d/0B0mou9Vc-9b2cGlPMUowdkh4VEk/edit?usp=sharing
Clicca qui per leggere

L.Stabilità: Ecodem "Camera cambierà norma su Rinnovabili"

"La norma nella Legge di Stabilità approvata dal Senato che penalizza le rinnovabili sara' modificata alla Camera".

Lo affermano in una nota congiunta i deputati Ecodem Alessandro Bratti, Chiara Braga, Susanna Cenni, Luigi Dallai, Silvia Fregolent, Raffaella Mariani, Giorgio Zanin, sull'introduzione di una forma di "capacity payment" per le centrali termoelettriche, finanziato anche dal contributo delle fonti pulite. "In questi anni il mercato delle rinnovabili continua la nota non solo ha creato aziende, fatturato e posti di lavoro, in una fase di grave recessione, ma ha permesso all'Italia di sviluppare tecnologie, ricerca, esperienze e capacita' a livello mondiale. Le nostre imprese sono infatti oggi presenti in numerosi paesi, dal Medio Oriente all'Africa". "Di criticità che hanno appesantito le bollette energetiche, nel corso degli anni, ce ne sono state tante, ma è impensabile
vanificare ora gli sforzi dei cittadini verso un comparto che rappresenta un volano, presente e futuro, per l'economia sostenibile e l'occupazione di qualità. L'emendamento approvato al Senato proseguono i deputati Ecodem verrà cambiato, siamo pronti a fare le barricate".

(ITALPRESS).

Clima: Hedegaard, nessuno sviluppo senza tener conto di cambiamenti

A Bruxelles le giornate Europee dello sviluppo

''Non otterremo lo sviluppo e la crescita di cui abbiamo bisogno nel XXI secolo se non terremo conto
dei cambiamenti climatici". Così Connie Hedegaard, Commissario europeo per l'Azione per il Clima, in occasione delle Giornate Europee dello Sviluppo organizzate dalla Commissione Europea a Bruxelles. Dopo la Cop19 di Varsavia, a metà gennaio la Commissione europea è chiamata a presentare i suoi obiettivi, "in tempo utile perchè vengano discussi al vertice dei leader dell'Unione europea che si terrà nel mese di marzo".

Ma, sottolinea Hedegaard, il miglioramento è possibile solo coniugando cambiamenti climatici e sviluppo. Ambiente, finanza ed energia devono essere considerati argomenti collegati e "se vogliamo
essere efficaci nel cambiamento climatico, dobbiamo coinvolgere tutti i settori". D'accordo con Hedegaard anche Thijs Berman, membro della commissione del Parlamento europeo sullo sviluppo, per il quale "è impossibile definire una politica di sviluppo che non sia legata al
cambiamento climatico".

Le Giornate europee dello sviluppo sono dedicate quest'anno allo scenario a venire dopo gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che scadono nel 2015, tema sul quale sono chiamati a confrontarsi piu' di
5.000 stakeholders che si occupano di sviluppo. Le sessioni delle Giornate affrontano questioni relative a salute, sicurezza alimentare ed educazione, uguaglianza di genere ed empowerment delle donne; pace e sicurezza; governance democratica; terreni e mezzi di sussistenza, occupazione, protezione sociale, cambiamento climatico, commercio, settore privato e forme di finanziamento.

 (Adnkronos)

Rinnovabili: Greenpeace, al 2050 potrebbero coprire oltre 80% domanda =


Con l'introduzione e il potenziamento di misure di efficienza energetica su vasta scala, la domanda di energia primaria diminuirà di circa il 32%. 

Sfruttando questa consistente riduzione dei consumi, il contributo delle fonti rinnovabili alla domanda di energia potrà raggiungere oltre l'80% nel 2050. E' quanto emerge dalla nuova versione italiana dello scenario energetico Energy Revolution che Greenpeace presenta oggi al VI Forum "QualEnergia?". Secondo Greenpeace sviluppare le fonti rinnovabili e l'efficienza e' il modo migliore per aumentare l'indipendenza energetica del Paese e ridurre una "bolletta nazionale", che oggi ci costa circa 65 miliardi di euro l'anno, tutelando al contempo l'occupazione nel settore.

Lo scenario Energy Revolution, realizzato con il supporto tecnico dell'Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (Dlr) e la collaborazione di Erec (European Renewable Energy Council) e Gwec (Global Wind Energy Council), descrive due possibili scenari futuri per il settore energetico nazionale: uno di riferimento (una proiezione di come evolverà il settore energetico se sviluppiamo gli indirizzi attuali) e uno ''Energy Revolution'', ovvero un percorso concreto per centrare l'obiettivo di decarbonizzare l'economia italiana al 2050.

Oggi ogni italiano emette in media 6,8 tonnellate di Co2 l'anno, che nello scenario di Greenpeace scendono a 0,5 nel 2050. Ad oggi, secondo Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, "la sfida più importante per l'Italia è quella di semplificare le procedure autorizzative per la realizzazione di nuovi impianti di rinnovabili,dare stabilità e certezza ai meccanismi di incentivazione, facilitare l'accesso al credito. Ci sembra che non siano questi gli orientamenti dell'attuale governo, in particolare del ministro Zanonato che si è schierato al fianco delle lobby delle
fossili''.

L. Stabilità: Realacci, emendamento su rinnovabili si può cambiare

Ci sono le condizioni per una modifica alla camera

Se il Ministero dello Sviluppo Economico "non parla con lingua biforcuta esprimendo, come già fatto dal ministro Orlando, contrarietàsull'emendamento alla Legge di Stabilità approvato al Senato, ci sono tutte le condizioni per cambiarlo nel passaggio alla Camera". Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, torna sul cosiddetto emendamento"ammazza rinnovabili", dopo le dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato.

L'emendamento, ricorda Realacci, "introduce una forma dicapacity payment per le centrali termoelettriche, finanziato dal contributo di tutte le fonti di energia, rinnovabili incluse, ai costi
di mantenimento in sicurezza del sistema elettrico".

(Adnkronos)