07/04/13

Il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali del 55%

Il Rapporto ENEA "Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente- 2011" presentato al Ministero dello Sviluppo Economico.

L'ENEA ha presentato oggi alMinistero dello Sviluppo Economico il Rapporto 2011 "Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente" che fornisce il quadro complessivo degli interventi realizzati sugli edifici residenziali secondo la normativa vigente. Il risparmio energetico in energia primaria attribuibile agli interventi di riqualificazione energetica che hanno beneficiato degli incentivi fiscali previsti dalla Legge 296/06 ( e successive modifiche) nel 2011 è stato superiore a 1.435 GWh/anno con una conseguente riduzione di CO2 emessa in atmosfera pari a 305 kt/anno.

06/04/13

Sostenibilità: shopper biodegradabili, l'UE fa chiarezza sui termini/focus = per decomporsi servono determinate condizioni di temperatura e umidità'

Biodegradabile è sinonimo di compostabile? Come, in quanto tempo e a quali condizioni si degrada un 'bioshopper'? E il petrolio, c'entra o no? Sui bioshopper c'è ancora confusione e il termine "biodegradabile" puo' essere frainteso dai consumatori. Su questo tema il Libro Verde Ue "Una strategia per i rifiuti di plastica nell'ambiente" cerca di fare chiarezza, sollevando anche qualche perplessita' sul corretto utilizzo della dicitura, almeno in alcuni casi.

Pratici, leggeri, economici, ma purtroppo 'usa e gettà, i sacchetti di plastica esercitano una notevole pressione ambientale: nel 2010, ben 95,5 miliardi di sacchetti di plastica (pari a 1,42 milioni di tonnellate) sono stati immessi nel mercato europeo, in prevalenza (92%) monouso, andando ad aggravare il peso dei rifiuti di plastica nell'ambiente marino. Solo lungo la costa toscana, i sacchetti di plastica sono stati pari al 73% dei rifiuti raccolti dai pescherecci. In seguito alla consultazione pubblica sui sacchetti di plastica del 2011, la Commissione europea sta valutando diverse opzioni come la plastica biodegradabile che, pur costituendo ancora un segmento di mercato ridotto, viene prodotta su scala industriale con una crescita, in Europa, che va dalle 0,23 Mt/annui del 2007 alle 0,93 Mt/annui nel 2011.Biodegradabile e' sinonimo di compostabile? Come, in quanto tempo e a quali condizioni si degrada un 'bioshopper'? E il petrolio, c'entra o no? Sui bioshopper c'e' ancora confusione e il termine "biodegradabile" puo' essere frainteso dai consumatori. Su questo tema il Libro Verde Ue "Una strategia per i rifiuti di plastica nell'ambiente" cerca di fare chiarezza, sollevando anche qualche perplessita' sul corretto utilizzo della dicitura, almeno in alcuni casi.

Pratici, leggeri, economici, ma purtroppo 'usa e getta', i sacchetti di plastica esercitano una notevole pressione ambientale: nel 2010, ben 95,5 miliardi di sacchetti di plastica (pari a 1,42 milioni di tonnellate) sono stati immessi nel mercato europeo, in prevalenza (92%) monouso, andando ad aggravare il peso dei rifiuti di plastica nell'ambiente marino. Solo lungo la costa toscana, i sacchetti di plastica sono stati pari al 73% dei rifiuti raccolti dai pescherecci. In seguito alla consultazione pubblica sui sacchetti di plastica del 2011, la Commissione europea sta valutando diverse opzioni come la plastica biodegradabile che, pur costituendo ancora un segmento di mercato ridotto, viene prodotta su scala industriale con una crescita, in Europa, che va dalle 0,23 Mt/annui del 2007 alle 0,93 Mt/annui nel 2011.Biodegradabileè sinonimo di compostabile? Come, in quanto tempo e a quali condizioni si degrada un 'bioshopper'? E il petrolio, c'entra o no? Sui bioshopper c'e' ancora confusione e il termine "biodegradabile" puo' essere frainteso dai consumatori. Su questo tema il Libro Verde Ue "Una strategia per i rifiuti di plastica nell'ambiente" cerca di fare chiarezza, sollevando anche qualche perplessita' sul corretto utilizzo della dicitura, almeno in alcuni casi.

Pratici, leggeri, economici, ma purtroppo 'usa e getta', i sacchetti di plastica esercitano una notevole pressione ambientale: nel 2010, ben 95,5 miliardi di sacchetti di plastica (pari a 1,42 milioni di tonnellate) sono stati immessi nel mercato europeo, in prevalenza (92%) monouso, andando ad aggravare il peso dei rifiuti di plastica nell'ambiente marino. Solo lungo la costa toscana, i sacchetti di plastica sono stati pari al 73% dei rifiuti raccolti dai pescherecci. In seguito alla consultazione pubblica sui sacchetti di plastica del 2011, la Commissione europea sta valutando diverse opzioni come la plastica biodegradabile che, pur costituendo ancora un segmento di mercato ridotto, viene prodotta su scala industriale con una crescita, in Europa, che va dalle 0,23 Mt/annui del 2007 alle 0,93 Mt/annui nel 2011.

05/04/13

Ambiente; PD Campania, si a commissione d’inchiesta su illeciti ambientali


Si alla Commissione d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali. I parlamentari del Partito Democratico Campania hanno sottoscritto il disegno di legge presentato da Alessandro Bratti, primo firmatario, per l’istituzione dell’organismo.

Alla riunione erano presenti anche il segretario regionale del Pd Campania, Enzo Amendola, il deputato Guglielmo Epifani e i consiglieri regionali del partito.

“La Campania è la regione che ha pagato il prezzo più alto per i traffici delle ecomafie e i reati ambientali” hanno spiegato.

“Dopo l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione nella scorsa legislatura, abbiamo aderito alla proposta di Bratti perchè pensiamo sia necessario riproporla ampliandone le competenze, in particolare rispetto al tema delle bonifiche che oggi è una grande ed urgente priorita’” hanno continuato.

“Inoltre, crediamo che sia indispensabile il lavoro della Commissione per costruire un quadro puntuale e preciso della situazione, aggiornare l’attuale normativa e coordinare l’azione delle diverse articolazioni dello Stato” hanno aggiunto.

“Siamo convinti che la tutela dell’ambiente nella nostra regione sia una delle principali emergenze da affrontare, soprattutto viste le conseguenze drammatiche per la salute dei cittadini causate da anni di sversamenti illegali di rifiuti da parte della criminalita’ organizzata”, hanno concluso.

Napoli, 5 aprile 2013.

Quattro domande a Bratti «I grillini ci hanno detto di no, prendiamone atto»

Deputato Bratti, che gliene pare dell’ultimo Renzi? Le cose dette da Renzi, al di là del modo e di certi toni, sono in buona parte condivisibili. Alle primarie non l’ho votato, ma il suo ragionamento oggi è condiviso da molti anche in Parlamento. Considera chiusa la partita con i grillini? «I tentativi di Bersani andavano esperiti, forse ne è stato esperito anche qualcuno di troppo. La soluzione con M5S si è dimostrata difficile, alla prova dei fatti hanno detto di no a un’alleanza per governare. In tutto questo si poteva almeno evitare la inutile e poco edificante diretta streaming». E ora governo con il Pdl? Serve un governo fondato su un accordo: due o tre punti più la legge elettorale, poi a votare. Non siamo nelle stesse condizioni di quando nacque il governo Monti. In Parlamento i rapporti di forza sono cambiati. Facciamo le nostre proposte e vediamo che dicono gli altri. Ma tutti dicono che bisognerà aspettare il nuovo presidente della Repubblica. Ma per 15 giorni che facciamo, ci giriamo i pollici? Il Pd potrebbe almeno far lavorare i suoi gruppi attorno a tre-quattro argomenti, magari rispolverando qualche proposta di legge della precedente legislatura.

Verso nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile

Sin dalla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, tenutasi nel giugno dello scorso anno a Rio de Janeiro, si è aperto un ampio dibattito sull'elaborazione e approvazione da parte dei paesi di tutto il mondo di obiettivi di sviluppo sostenibile per i sistemi naturali del pianeta e per gli esseri umani che lo abitano. Si tratta di obiettivi che la comunità internazionale dovrà approvare e sottoscrivere nel percorso di revisione dei ben noti Obiettivi del Millennio, approvati nel 2000 in ambito Nazioni Unite e che saranno rivisti entro il 2015.

Nel documento conclusivo della Conferenza di Rio, intitolato "The Future We Want", i paragrafi dal 245 al 251 trattano specificatamente questo argomento (vedasi www.unsdc2013.org ). Nel testo approvato si fa presente che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbero essere coerenti e integrati nel programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite oltre il 2015, contribuendo così al raggiungimento dello sviluppo sostenibile e servire come quindi driver per l'attuazione e l'integrazione dello sviluppo sostenibile nel sistema delle Nazioni Unite nel suo complesso. Il testo ricorda che lo sviluppo di questi obiettivi non deve distogliere l'attenzione o lo sforzo dal raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio che sono stati elaborati e approvati nel 2000. Il documento sottolinea che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbero essere orientati all'azione, concisi e facili da comunicare, in numero limitato, ma devono anche essere ambiziosi, globali e universalmente applicabili a tutti i paesi tenendo conto delle diverse realtà, capacità e livelli di sviluppo nazionali e rispettosi delle politiche e delle priorità nazionali.  Il documento ha deciso di istituire un processo intergovernativo inclusivo e trasparente sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, aperto a tutti gli stakeholder, affinché gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile siano approvati dall'Assemblea Generale prevedendo la costituzione di un gruppo di lavoro aperto, composto da 30 rappresentanti, nominati dagli Stati membri dei cinque gruppi regionali delle Nazioni Unite, con lo scopo di conseguire una giusta, equa ed equilibrata rappresentazione territoriale. Fin dall'inizio, questo gruppo di lavoro aperto deciderà sui suoi metodi di lavoro, compreso lo sviluppo delle modalità per assicurare il pieno coinvolgimento nel suo lavoro degli stakeholder rilevanti e degli esperti della società civile, della comunità scientifica e del sistema delle Nazioni Unite, al fine di mettere in campo una pluralità di prospettive e di esperienze.

Il Commissario Ue Potoċnik a greenreport.it: «Rischio crisi di risorse come crisi economica e finanziaria. Efficienza e riciclo per la svolta»

Dialoghi con i cittadini. In Italia la piena attuazione della legislazione UE in materia di rifiuti potrebbe creare più di 60.000 posti di lavoro . Entro il 2030 avremo bisogno del 40% di acqua in più rispetto alla quantità a noi accessibile

Nell'anno europeo dei cittadini, l'Ue si mette in gioco con l'appuntamento Dialoghi con i cittadini.Un'occasione importante, che trova anche un focus dedicato all'uso sostenibile delle risorse. Pensa che anche i cittadini europei sentano questo tema come prioritario?
«Francamente non credo. Ritengo che una delle ragioni principali consista semplicemente nel fatto che questa questione non si trovi sufficiente in alto nell'agenda dei politici e dei media. Si stima che la popolazione del nostro pianeta supererà quota 9 miliardi entro la metà di questo secolo. Dovremo condividere il nostro pianeta con 3 miliardi di consumatori della classe media in più entro il 2030. Ciò è positivo per quei 3 miliardi di persone il cui standard di vita crescerà sensibilmente, nonché per le imprese che si espanderanno per soddisfare l'aumento della domanda. Tuttavia, le nuove richieste metteranno a dura prova molte risorse. Avremo bisogno del triplo delle risorse attuali, ossia 140 miliardi di tonnellate all'anno , entro il 2050. Per la domanda di cibo, mangimi e fibre si prevede un incremento del 70%. Eppure al giorno d'oggi gli ecosistemi su cui si basano queste risorse sono già stati sfruttati al 60%. Senza progressi significativi in termini di efficienza, entro il 2030 avremo bisogno del 40% di acqua in più rispetto alla quantità a noi accessibile.

A mio parere, se non interveniamo molto presto in tal senso, ci troveremo di fronte a una crisi di risorse altrettanto grave quanto l'attuale crisi economica e finanziaria, con lo stesso numero di persone coinvolte direttamente».

Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, nei prossimi vent'anni la transizione ad un'economia più verde potrebbe garantire nel mondo fino a 60 milioni di nuovi posti di lavoro. Sotto il profilo occupazionale, quale prospettive offre all'Europa la tabella di marcia per un efficiente impiego delle risorse?

«E' stato calcolato che ogni punto percentuale di miglioramento in fatto di produttività delle risorse permetterebbe al settore industriale europeo di risparmiare fino a 23 miliardi di euro all'anno, oltre a creare fino a 150.000 posti di lavoro. L'occupazione nel settore delle tecnologie e dei servizi ambientali nella UE è cresciuta di circa il 3% annuo negli ultimi anni. Il valore del mercato globale della cosiddetta industria ambientale è stimato attorno a un trilione di euro, destinato a raddoppiare nei prossimi 10 anni. Ad esempio, si calcola che il solo settore delle energie rinnovabili in Europa genererà oltre 400.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020.

Bratti: “Bene la geotermia a Conchetta”

E’ necessario favorire le tecnologie italiane nel campo delle rinnovabili e soprattutto nel solare: il fotovoltaico a concentrazione, il solare termodinamico, le nuove forme di fotovoltaico. La geotermia, fonte rinnovabile seconda in Italia solo a quella riferibile all’energia idroelettrica, ha un grande potenziale di sviluppo e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite. La geotermia rappresenta, nella situazione attuale, il 10% dell’energia risultante da fonti rinnovabili italiane e si prevede che, con gli strumenti legislativi posti in essere recentemente possa raddoppiare entro breve tempo. Il progetto proposto da Hera in discussione a Ferrara rientra in questo contesto e costituisce una grande opportunità per la città verso l’obiettivo di poter arrivare ad una Città ad emissioni zero. Ferrara grazie ai giacimenti geotermici, (e quindi con l’estensione del teleriscaldamento) alla possibilità di integrare i diversi impianti quali l’inceneritore e le piccole caldaie a metano , attraverso un Piano urbanistico che punti in edilizia sull'efficientamento energetico e attraverso politiche di mobilità sostenibile all' interno del progetto europeo Patto dei sindaci può costituire davvero un esempio virtuoso per le politiche di sostenibilità ambientale in Italia. D’altronde Ferrara già nel 2003, unica città italiana di sempre aveva ottenuto dall’allora Commissaria europea all’ambiente Margaret Wallstrom il premio europeo Città Sostenibili 2003
insieme ad Heidleberg e Oslo.

Alle polemiche di Tavolazzi ha risposto compiutamente il Sindaco di Ferrara. Le scelte di Reggio Emilia nascono da un contesto assolutamente diverso. Scelta innovativa quella dei reggiani ma legata alla presenza di discariche attive e con un inceneritore vecchio che giustamente non è stato rimodernato Ferrara è in un’altra situazione e al momento è giusto che l’inceneritore, controllato attraverso un monitoraggio costante ed efficace, sia sfruttato anche nella componente di produzione energetica.

Bene ha fatto l’amministrazione ha spostare l’eventuale collocazione del nuovo impianto nella zona industriale dell’ex inceneritore di Via Conchetta. Anche rispetto a quest’area nel passato sono state fatte polemiche riguardo allo stato di contaminazione dei suoli: vi sono state indagini anche giudiziarie ma i dati che hanno dimostrato la non fondatezza di certe insinuazioni sono facilmente reperibili sul sito dell’Arpa Ferrara http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=1986&idlivello=30 che consiglio di visitare a tutti i cittadini ferraresi .

L’impatto ambientale puntuale è assolutamente da considerare ma non sarà tale da costituire un problema non gestibile, anzi se eventuali contaminazioni dovessero emergere durante i lavori devono essere adeguatamente bonificate.

Bene è l’interlocuzione interattiva che l’amministrazione comunale ha messo in atto con i cittadini che spesso danno consigli e porgono problemi che migliorano il progetto.

Mi sembra quindi che le polemiche di questi giorni da parte dell’Ing. Tavolazzi siano al solito strumentali. L’investimento è importante, consente di dare lavoro e concorre a migliorare le condizioni ambientali. Poi sarà cura credo dell’Amministrazione intervenire anche perché per l’utente finale tutto ciò si trasformi anche in un vantaggio economico. Poi le preoccupazioni, le domande dei cittadini, le perplessità è giusto vengano considerate ma in questo caso siamo di fronte davvero ad una grande opportunità che data la situazione in cui versa la nostra economia è bene cogliere nella sua importanza.

On, Alessandro Bratti, PD

ESTENSE

04/04/13

Denis Bergamini fu ucciso. Ora c’è anche un movente

Denis Bergamini fu ucciso. Ora c’è anche un movente
Secondo la versione ufficiale il giocatore ferrarese morì nel 1989 gettandosi sotto un tir sulla statale calabrese 106. Ma l'ipotesi del suicidio non ha mai convinto, tanto che pochi giorni fa la Procura di Castrovillari ha iscritto alcuni nomi sul registro degli indagati per omicidio volontario e la pista sembra essere "passionale"

Carlo Petrini, il calciatore maledetto che si reinventò (ottimo) investigatore e fustigatore per espiare le proprie colpe, lo aveva capito. E non solo lui. Donato “Denis” Bergamini, quel 18 novembre 1989 sulla statale 106 Jonica nei pressi di Roseto Capo Spulico, fu “suicidato”. Cioè ammazzato. Petrini, scomparso un anno fa, intuì che il ragazzo 27enne era già morto, quando un autocarro Fiat Iveco in transito gli passò sopra due volte, avanti e retromarcia. La versione ufficiale parlò di un Bergamini che, scattando dalla piazzola di sosta, si buttò sotto un camion dopo aver gridato “Ti lascio il mio cuore” alla (ex) fidanzata Isabella Internò, unica presenza certa al momento del decesso con l’allora 51enne Raffaele Pisano, il guidatore (tuttora in vita) del mezzo pesante. Bergamini avrebbe chiesto a Isabella di accompagnarlo in Brasile o alle Hawaii: di abbandonare con lui l’Italia, perché stanco di quel mondo.

L'uso della geotermia a Ferrara

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Ogm: Cenni (PD), bene la richiesta italiana

"Le tante sollecitazioni che si sono susseguite in questi anni, i numerosi atti di sindacato ispettivo e la mobilitazione di associazioni, cittadini e forze politiche, ottengono oggi un'importante risposta con la richiesta urgente di sospensione dell'autori zzazione di messa a coltura di sementi di mais Mon810, inviata dal Ministro della salute, Renato Balduzzi, alla Commissione europea". Con queste parole l'onorevole Susanna Cenni, parlamentare toscana del Partito democratico, commenta la richiesta inviata dal Ministro della salute, Renato Balduzzi, alla Commissione europea, per valutare le colture Mon810 alla luce delle ultime linee guida, in modo da definire misure di gestione valide per tutti gli utilizzatori di questi Ogm e chiedendo di sospendere urgentemente l'autorizzazione alla messa in coltura di sementi di mais Mon810 in Italia e in tutti i Paesi dell'Unione europea. "Finalmente  continua Cenni  un importante atto concreto compiuto dai Ministri Catania, Clini e Balduzzi, che raccoglie le istanze della maggioranza degli italiani, consumatori ed agricoltori, e che si colloca con chiarezza a sostegno della certezza della qualità del nostro agroalimentare e del Made in Italy, riconoscendo gli sforzi compiuti dal mondo agricolo italiano nella produzione di prodotti genuini, tracciabili e legati ai territori. Adesso seguiremo l'iter della procedura in sede europea e chiediamo ai Ministri di vigilare affinché in tempi brevi si dia seguito alle richieste italiane, rendendo concreto il divieto di coltura di sementi di mais Mon810".

(AGENPARL) - Roma, 04 apr

Ogm. Catania: Italia chiede stop autorizzazione mais mon810


"Il ministero della Salute ha dato seguito alla nostra richiesta e al dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), chiedendo alla Commissione europea la sospensione d'urgenza dell'autorizzazione alla messa in coltura di sementi di mais Mon810 in Italia e nel resto dell'Unione europea". Cosi' il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commenta la richiesta inviata dal ministro Renato Balduzzi alla Commissione europea affinche' quest'ultima effettui una nuova valutazione completa del Mon810 alla luce delle ultime linee guida, definisca adeguate misure di gestione che dovrebbero essere rese obbligatorie per tutti gli utilizzatori di tali Ogm e nel frattempo sospenda urgentemente l'autorizzazione alla messa in coltura di sementi di mais Mon810 nel nostro Paese e nell'Ue.
"Quando parliamo della possibilita' di coltivare Ogm in Italia, dobbiamo tenere ben presenteha proseguito il ministro che l'opinione pubblica, i consumatori e le stesse rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Abbiamo il dovere di essere particolarmente rigorosi, a tutela dei consumatori e degli agricoltori italiani".
"Prendo anche atto con grande soddisfazione del mutato atteggiamento del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, sugli organismi geneticamente modificati. Questo ci consentira'- ha spiegato Catania- di proseguire con maggiore forza nella direzione che era stata gia' intrapresa, collaborando con tutte le istituzioni e le rappresentanze politiche e sociali, allo scopo di salvaguardare l'identita' e la ricchezza che sono alla base del successo dell'agroalimentare italiano".

(DIRE) Roma.

Oggetto: Ue, nuovi fondi per navi anti-inquinamento Proposti 160,5 mln per Agenzia sicurezza marittima europea


Per finanziare gli interventi delle navi dell'Agenzia per la sicurezza marittima Ue (Emsa) contro l'inquinamento in mare servono 160,5 milioni di euro. La proposta di nuovi fondi, che coprono un periodo di sette anni, arriva oggi dalla Commissione europea, per consentire all'agenzia Ue di mantenere la sua rete di battelli anti-inquinamento che aiutano gli Stati membri a fronteggiare in mare i disastri provocati da petrolio e altre sostanze, ma anche a sviluppare le immagini satellitari per rintracciare le tracce di inquinanti.
Questi mezzi sono 'navi di riserva', spiega la Commissione europea, che l'Emsa mette a disposizione degli Stati membri colpiti dai disastri, che servono anche per individuare discariche illegali o fuoriuscite accidentali di petrolio. I finanziamenti consentiranno inoltre una risposta ad eventuali fuoriuscite da impianti di gas e petrolio offoshore, impiegando un'attrezzatura specializzata. I finanziamenti per queste attività  ell'agenzia per la sicurezza marittima europea, il cui mandato e' stato recentemente esteso, non rientrano nel bilancio pluriennale attualmente in discussione a livello di istituzioni.

BRUXELLES

Pannelli solari, bonus 50% fisco Se per uso domestico. Benefici spalmati in 10 anni

Il fisco dimezza il costo dei pannelli solari, se l'utilizzo è domestico. Le spese per l'acquisto e la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sono detraibili se l'apparecchiatura è al servizio dell'immobile residenziale. E lo sconto, attualmente, è del 50%, anche se i benefici vanno spalmati in 10 anni.

A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate con una risoluzione nella quale spiega che per beneficiare della detrazione l'installazione dell'impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell'abitazione del contribuente, utilizzato, quindi, per fini domestici come ad esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici.

Stop sconto per chi vende energia: Il documento di prassi precisa che la detrazione è esclusa quando la cessione dell'energia prodotta in eccesso ha fini commerciali. Come, ad esempio, nei casi in cui l'impianto non è posto al servizio dell'abitazione oppure ha una potenza superiore ai 20 kw.

Come fruire della detrazione: Il contribuente deve conservare la documentazione che attesta l'acquisto e l'installazione dell'impianto fotovoltaico. Non è invece necessario documentare l'entità del risparmio energetico relativo. I contribuenti che intendono avvalersi della detrazione di imposta devono comunque conservare le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia. Nel caso in cui la normativa non preveda alcuna abilitazione amministrativa, il contribuente deve in ogni caso conservare un'apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà (DPR n. 445/2000, la cosiddetta Legge Bassanini quater).

Detrazione dal: 36% AL 50% - Per le spese di acquisto e di realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 (Dl n. 83 del 2012), la detrazione d'imposta del 36% e' elevata al 50%. Anche il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione sale da 48.000 euro ad un massimo di 96.000 euro per unita' immobiliare.

ROMA

03/04/13

Nucleare: contaminazione sito Eurex, Sogin rassicura ma Legambiente frena = nessuna conseguenza per ambiente, ma serve il deposito nazionale

Una rassicura, l'altra solleva qualche dubbio. La prima è la Sogin che sulla contaminazione di una minima porzione di terreno causata da una piccola perdita riscontrata in una delle vasche di stoccaggio dell'impianto Eurex di Saluggia, nel corso di lavori di copertura, specifica che il problemaè stato già risolto senza conseguenze per l'ambiente; la seconda è Legambiente che sebbene concordi sul basso livello di preoccupazione destato dalla perdita, solleva dubbi sulla sicurezza di un impianto "che ospita oltre il 90% della radioattività italiana e sorge a 20 metri dalla Dora Baltea", dice all'Adnkronos Giampiero Godio, responsabile Energia Legambiente Piemonte.

La questione riguarda una delle due vasche che accolgono le acque destinate allo scarico in Dora, acque per le quali Sogin si assicura "che l'impatto ambientale sia al di sotto del limite di rilevanza radiologica dei 10 microsievert, procedendo con attività di depurazione prima di scaricare l'acqua", spiega all'Adnkronos Davide Galli, responsabile Sogin disattivazione impianti del nord Italia. La settimana scorsa, durante i lavori di copertura, e' stato effettuato uno scavo attorno alle vasche per realizzare i supporti in cemento armato e facendo questo sono comparse due macchie di umidità

"Dalle verifiche fatte continua Galli  abbiamo constatato che non si trattava di acqua piovana ma dell'acqua contenuta nella piscina, una fuoriuscita piccola che ha contaminato circa 3-4 kg di terreno che e' stato asportato, e che comunque ha riguardato un'area circoscritta della zona controllata". A quel punto, Sogin ha comunicato quanto rilevato alle istituzioni inviando un'informativa. Messa in sicurezza la piscina, ora continuano le operazioni che prevedono purificazione dell'acqua e bonifica della vasca "che poi non verra' più utilizzata perchè useremo un sistema alternativo".(segue)
Ma se Sogin minimizza, Legambiente non drammatizza ma neanche sorvola. "Non sarà Chernobyl ma che la vasca contenesse in maniera anomala una quantità di americio, che tra gli elementi radioattivi è quello che fa più paura insieme al plutonio, si sapeva e si poteva intervenire da mesi  commenta Giampiero Godio di Legambiente  Nullaè stato fatto e ora si scopre che la vasca perde.
Per carità, non e' una situazione da calamita' naturale, si tratta 'solo' di banali infiltrazioni nel terreno da parte di sostanze radioattive, non in grande quantità, ma che destano preoccupazione perchè non c'e' una soglia al di sotto della quale la radio attività non fa male".

Rifiuti. "ridurre impianti", via confronto su piano regione Freda: al 2020 70% differenziata, 60% riciclo e -25% immondizia

Meno rifiuti, più riciclo e raccolta differenziata. Ma soprattutto meno impianti di smaltimento, riducendo ai minimi termini discariche e inceneritori. Sono i pilastri del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, confermati anche nel Documento preliminare del piano approvato dalla Giunta Errani il 25 marzo e da domani in discussione in commissione Ambiente dell'Assemblea legislativa. La scadenza che si dàl'Emilia-Romagna e' il 2020: entro quella data dovrà "ridurre la produzione pro-capite di rifiuti urbani del 25%, raggiungere il 70% di raccolta differenziata, riciclare il 60% dei rifiuti prodotti, dare priorità al recupero di materia rispetto al recupero di energia e minimizzare lo smaltimento a cominciare dal conferimento in discarica".
Il Piano, spiega in una nota l'assessore regionale all'Ambiente, Sabrina Freda, "deve individuare strategie per il contenimento della produzione di rifiuti alla fonte". Il che significa "trovare soluzioni per prolungare la vita dei prodotti e incentivare processi di produzione con meno sprechi, puntando quindi su un diverso modello di sviluppo che superi la cosiddetta società dei consumi, che ha mostrato tutti i suoi limiti, e assuma invece come motore la sostenibilità". L'idea e' "far crescere sul territorio regionale una filiera integrata del recupero, attraverso specifici accordi tra associazioni di categoria, consorzi e altri soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti- spiega Freda sfruttando le potenzialità del recupero, vogliamo creare un nuovo mercato di materie prime seconde, da usare nei cicli produttivi al posto della materia vergine, realizzando sul territorio veri e propri distretti del recupero".
Secondo l'assessore regionale, "il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e recupero consentirà di ridurre progressivamente il fabbisogno di smaltimento finale, a partire dall'ottimizzazione dei flussi in base al principio di prossimità, alla conseguente razionalizzazione e fino alla progressiva riduzione dell'impiantistica a livello regionale". In altre parole, sostiene Freda, il nuovo Piano regionale dei rifiuti "renderà l'Emilia-Romagna avamposto della cosiddetta 'clean economy', naturale articolazione della green economy, che punta sullo sviluppo di innovative tecnologie a impatto zero, in grado di trasformare i rifiuti in risorsa e superando la logica dello smaltimento".
Con la commissione di domani inizia il confronto in Consiglio regionale sul Piano dei rifiuti, a cui sono chiamati a partecipare anche gli enti territoriali, le associazioni e tutti i portatori di interesse. Il percorso dovrebbe portare, per legge, all'approvazione definitiva del Piano entro il 12 dicembre di quest'anno.

(DIRE) Bologna, 3 apr. 

Repwermap: la mappa delle energie rinnovabili sul web

Un nuovo strumento on line per promuovere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica

Repowermap è un progetto che nasce nel 2008, sostenuto dall'Unione Europea nell'ambito del programma Intelligent Energy Europe, per promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica, presentando esempi esistenti e le relative informazioni locali. Per raggiungere questo obiettivo, una rete di organizzazioni, istituzioni, autorità regionali e locali, e altri interessati ha lavorato in questi anni per preparare una mappa interattiva, visitabile sul web.

Adesso la mappa è attiva, consultabile per avere informazioni su dove sono installati impianti ad energia rinnovabile, dall'idroelettrico al fotovoltaico, dall'eolico agli impianti geotermici, e su quali sono gli interventi per l'efficienza energetica: sono tutti segnalini di diversi colori che indicano la presenza delle installazioni.

La mappa è interattiva, pertanto chiunque abbia installato un sistema a energia rinnovabile o costruito un edificio ad alta efficienza energetica, può aggiungere questo progetto nella mappa di repowermap.org così da renderlo visibile e motivare magari altri ad utilizzare queste tecnologie. Oltre agli impianti esistenti o in progettazione è possibile mappare anche le attività che lavorano nel settore, così da offrire l'opportunità ai centri che forniscono consulenza o che fanno installazione di impianti a energia rinnovabile di farsi conoscere.

«La mappa di repowermap.org - si legge sul sito - può essere facilmente integrata anche nei siti web delle organizzazioni, comuni, regioni o delle aziende che prendono parte a questa iniziativa. In questo modo, gli esempi disponibili sono mostrati al tempo stesso su diversi siti web, aumentando il numero di persone che li vedono e vi s'ispirano».

02/04/13

Emilia Romagna. Sisma, ecco le novità per il riconoscimento del danno e i contributi alle imprese danneggiate

Emilia Romagna. Le imprese colpite dal sisma del maggio scorso potranno presentare contestualmente alla domanda per la riparazione dei danni subiti sia la richiesta di un anticipo fino al 20% dell’importo totale (dietro presentazione di una fidejussione bancaria) sia un documento che attesti un primo stato di avanzamento dei lavori già avviati da liquidare. Sono due delle principali novità contenute nell’ordinanza numero 42 del 29 marzo 2013 (disponibile sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto, nella sezione “atti per la ricostruzione”) firmata dal commissario delegato alla ricostruzione, Vasco Errani.

Il nuovo atto introduce alcune modifiche già presentate alle parti sociali e agli ordini professionali per migliorare e accelerare l’iter per la presentazione delle domande di erogazione dei contributi in particolare per la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili ad uso produttivo e per la riparazione e il riacquisto di beni mobili strumentali alle attività produttive in relazione agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012.

Tra le altre novità: la possibilità di chiedere un parere preventivo sulla congruità dei costi se l’intervento necessario non è espressamente descritto nelle tabelle dei costi convenzionali che definiscono le tipologie di danneggiamento per cui si può chiedere il contributo. In questo caso, saranno il nucleo di valutazione e il comitato tecnico-scientifico regionale, vista la documentazione trasmessa e l’eventuale sopralluogo effettuato, a dare (entro il termine massimo di 30 giorni) il via libera alla possibilità di presentare la domanda secondo le modalità accordate.

L’ordinanza 42 prevede, infine, l’ampliamento dei costi ammissibili a contributo (con l’inserimento anche dei costi di smaltimento delle scorte o dei beni strumentali danneggiati nonché delle spese di energia elettrica, acqua e gas per la ricostituzione delle scorte stesse) e definisce i termini massimi per la liquidazione dei contributi alle imprese che presentano gli stati di avanzamento lavori o i saldi finali (tra i 45 e i 60 giorni).

R. stampa / governo, Franceschini (PD): in ruoli chiavi necessarie esperienza e competenza

 
"Siamo dentro una fase di transizione e siamo ancora in un sistema istituzionale che da trent'anni si dice vada modernizzato perché non più adeguato rispetto alla rapidità ed efficacia con cui vanno assunte le decisioni. Siamo poi alla fine del ventennio berlusconiano leghista che ha portato a un terremoto politico. Certo, la miscela tra massimo della crisi economica e minimo di credibilità della classe dirigente è infernale e apre la strada a scorciatoie e populismi" così il deputato del Pd Dario Franceschini commenta l'attuale situazione politica in Italia, in un'intervista alla Stampa. "Non ho esitato un attimo - prosegue il deputato  a condividere la scelta di due personalità con una storia autorevole e importante alle spalle come Grasso e la Boldrini: anche questo insegna a fare la buona politica. Mi preoccupa che sta crescendo come una moda la prassi secondo cui si debbano cercare anche per i ruoli più importanti persone il cui unico requisito sia non avere mai fatto politica. Che in parlamento finalmente vi sia una rappresentanza femminile e che alla Camera vi siano molti under 40 è un fatto molto positivo. Io sto dicendo che nei ruoli di maggior responsabilità, credo che mai come adesso, data la situazione drammatica in cui è l'Italia, servano competenza ed esperienza. Elementi che non sono sempre legati all'età. Sono veramente stanco di questa teoria assurda in base alla quale l'unico campo della vita in cui non servirebbero la gavetta, il curriculum, l'esperienza e la professionalità, sia la politica. I prossimi 7 anni per l'Italia saranno difficili e rischiosi, proprio per questo credo che al Colle serva una guida scelta per autorevolezza, energia, competenza e non seguendo semplicemente un'ondata emotiva del momento. E soprattutto una persona che aiuti il Paese a uscire dalla contrapposizione senza sbocchi di questi ultimi 20 anni".
Riguardo la scelta di candidare di nuovo Berlusconi, l'ex segretario del Pd commenta: "Sono stato accusato a volte anche nel Pd di eccesso di antiberlusconismo, ma quello è scontro politico. Altra cosa è riconoscere che chi guida la destra lo decidono gli elettori di destra e non noi. E se hanno deciso Berlusconi, ci piaccia o no, è con lui che bisogna discutere. E discutere non significa per forza inciucio".

Roma, 2 apr (PO / Fla)

In Danimarca il più grande centro ricerca sulle turbine eoliche

Il Settore Energy di Siemens ha aperto in Danimarca due innovative strutture dedicate alla ricerca e sviluppo di tecnologia eolica. Il nuovo centro di Brande realizza test sui principali componenti degli aerogeneratori Siemens come cuscinetti e navicelle complete. In Aalborg sono presenti invece sette banchi prova in grado di eseguire test su pale eoliche di tutte le dimensioni, fra cui quella più lunga al mondo, la B75, che misura 75 m (il doppio dell'ala di un Airbus 380). I due stabilimenti, insieme, formano il più grande centro al mondo di Ricerca e Sviluppo di tecnologie per le turbine eoliche.
I due stabilimenti per i test hanno un'estensione di più di 27.000 metri quadri. I banchi prova per navicelle del centro di Brande, tra i più avanzati del settore eolico, sono in grado di eseguire test dettagliati sulla piattaforma D6 direct drive di Siemens, la più grande turbina eolica prodotta dall'azienda, con una capacità di 6 megawatt, e sono progettati per testare turbine ancora più grandi.

TMNews

Allarme Tares: servono 2 miliardi

Si lavora sul rinvio al 2014 ma bisogna recuperare il gettito mancante. Debiti dello Stato, decreto in arrivo

Questa settimana si decide sui pagamenti della pubblica amministrazione, col varo del primo decreto che sblocca 40 miliardi di pagamenti arretrati. Ma all’esame del governo c’è anche il nodo dell’aumento Iva di luglio e, altra urgenza, l’introduzione della Tares. Prepariamoci al peggio. Quale che sia la scelta (rinvio o non rinvio) dovremo tirare fuori «altri» due miliardi per l’immondizia. La sostanza è questa. Il consiglio dei ministri di mercoledì scorso, dove il provvedimento è arrivato «fuori sacco» non se l’è sentita di rinviare di nuovo la Tares con l’idea che potesse essere il nuovo governo ad occuparsene. Ora che i tempi si allungano la questione torna di bruciante attualità e ci si aspetta che il prossimo cdm se ne occupi. 

La Tares - per chi si fosse perso questa nuova sigla - è la nuova tassa in cui confluiranno tutti i tributi relativi allo smaltimento dei rifiuti, una nuova versione di quella che in alcuni comuni si chiamava Tarsu e in altri Tia (nella duplice edizione Tia 1 e Tia 2): da una parte era tassa, altrove tariffa. Un pastrocchio. Il decreto dell’ottobre 2011 sul federalismo fiscale ha pensato bene di omologare questo prelievo, ribattezzandolo Tares ma, dato che c’era, ha anche fornito le modalità di calcolo - metri quadri, quantità di rifiuti, tipo di rifiuto e relative modalità di smaltimento - e, per quel che ci riguarda, questo sapiente maquillage si è risolto in un aumento che si aggira sul 30%.