La maggioranza ha mollato sulla protezione civile spa, sullo scudo immunitario e ha rinunciato a mettere la fiducia. Scricchiolii gradevoli per una discreta vittoria dell'opposizione.
Il mio collega Lapo Pistelli su Facebook
18/02/10
Ieri la Commissione a Bologna
E’ stata Bologna oggi per tutta la giornata il teatro delle audizioni della commissione parlamentare sugli illeciti nello smaltimento dei rifiuti presieduta dal parlamentare del PDL Gaetano Pecorella. I commissari hanno sentito alcuni collaboratori di giustizia e alcuni altri testimoni fra cui figura l’ex consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella nella sua veste di ex consulente del sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Neri. In particolare si indaga sulle navi dei veleni nel periodo 1995-2000, tentando di integrare anche le risultanze ottenute dalle varie inchieste sui traffici di rifiuti. Per ora si hanno evidenze di interferenze dei servizi segreti in alcune delle vicende come confermato da alcuni fatti oltre che dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Oltre alle responsabilità del servizio segreto civile e militare si indaga ovviamente anche sulle responsabilità della criminalità organizzata. Si sta tentando inoltre di fare luce anche su altre vicende come la morte di Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hovratin, nonostante vengano denunciati i limiti dei poteri della commissione. Il gruppo conta indicativamente di finire i suoi lavori e di consegnare una relazione al Parlamento entro l’estate. L’auspicio è che dal lavoro prodotto venga tratta una nuova legge quadro in materia di smaltimento dei rifiuti.
17/02/10
ENER&CLIM
E’ di oggi la decisione dalla Commissione Europea di adottare una serie di provvedimenti per implementare le conseguenze organizzative della ripartizione dei portafogli commissariali, a partire dalla creazione di due nuove direzioni generali: Energia (ENER) e Azione Climatica (CLIM).
Via Rinnovabili.it
Via Rinnovabili.it
15/02/10
Trent'anni dall'assassinio di Vittorio Bachelet lettera di Dario Franceschini al figlio Giovanni
Caro Giovanni,oggi ricorrono trent'anni dal giorno in cui alcuni giovani imbevuti di una ideologia violenta fino alla follia uccisero tuo padre Vittorio. Ricordo quel giorno, quella emozione. Ricordo quel tempo carico di odio, paura, angoscia, morte. Gli anni di piombo, li hanno chiamati. Gli anni del terrorismo. Il terrorismo, non solo una parola, ma un vulcano la cui terribile eruzione aveva prodotto uno stato d'animo collettivo. Un terrore che avvolgeva tutto, che teneva in ostaggio l'intera società italiana. Un giornalista, un poliziotto, un sindacalista, un magistrato, un uomo delle istituzioni: potevano uscire di casa e non tornare. La lista delle vittime sempre più lunga.
Abbiamo visto cadere, uno dopo l'altro, tanti maestri. Non potevamo o non osavamo chiamarli amici, perché da loro ci separava il dato generazionale. Ma potevamo sentirli e li sentivamo amici. Perché avevamo sentito i loro discorsi, avevamo letto le loro parole, avevamo avuto il loro esempio. Parlo, tra gli altri, di tuo padre.
Mi sono avvicinato alla politica in quegli anni, risalendo come tanti altri giovani cattolici di quella stagione, la corrente della disillusione, del disincanto, della vergogna per una storia che ci sembrava offesa e tradita da troppi comportamenti incoerenti e contraddittori rispetto a valori che si invocavano solo a parole per giustificare un potere fine e a se stesso."
Via Deputati PD
Era stato Benigno Zaccagnini, l'onesto Zac, a restituirci coraggio e speranza, con un rinnovamento fatto di gesti e incarnato da testimoni finalmente credibili, capaci di dare senso a quella "differenza cristiana" che è fatta prima di tutto - non sembri un paradosso - di normalità, di serietà, di rigore ma anche di allegria. Perché è così che i cristiani sono chiamati a vivere nella storia, a camminare accanto agli altri nel mondo, a condividere la fatica di costruire insieme la città degli uomini.
Vittorio Bachelet è stato uno di quei testimoni, che ci ha insegnato che la politica è prima di tutto servizio e responsabilità. Amore per il prossimo, cioè per chi è più vicino. Dunque non una cosa astratta. Non una teoria politologica. Ma qualcosa di concreto e verificabile nella pratica di ogni giorno: la vita, le speranze, le attese di giustizia delle persone.
Il prezzo della fedeltà a questo dovere per tuo padre, per la sua famiglia, per chi gli ha voluto bene, è stato il più alto.
Trent'anni non diluiscono il dolore ma non sbiadiscono nemmeno il ricordo.
Ho nella memoria la tua preghiera, le tue parole di perdono e di vita, che raccontarono meglio di tanti discorsi chi era stato per te tuo padre. Per noi un maestro. Ti abbraccio.
Dario Franceschini
14/02/10
Green Social Festival a Bologna
Da Bologna verso la nuova era della sostenibilità: proteggere l'uomo, sentire il pianeta, strutturare il sistema economico sul sociale. Questi i temi del Green Social Festival 2010, a Bologna dal 12 al 19 febbraio 2010. Qui il programma.Via Newbo
Green PD in Lombardia
Sul blog di Pippo Civati alcuni passaggi del convegno PD di ieri a Milano
13/02/10
Anche al Nord occorre vigilare sullo smaltimento dei rifiuti
“Siamo molto preoccupati di ciò che è successo oggi. Il filone investigativo che ha interessato la nostra regione è quello concernente una nota industria metallurgica di Ravenna, la quale aveva la necessità di smaltire un cumulo di quasi 100.000 metri cubi di rifiuti, abbancati in una zona interna allo stabilimento, ubicato in un’area industriale già adibita a polo petrolchimico. Il cumulo di rifiuti in questione risultava essere originato da lavori di sbancamento effettuati nel corso di vari anni e contaminato da mercurio, idrocarburi e da altri inquinanti, provenienti dalle pregresse attività svolte in loco. La società di intermediazione si aggiudicava l’appalto per la gestione dei rifiuti ed effettuava il loro smaltimento in modo illecito, attraverso la predisposizione di falsi certificati di analisi redatti da un laboratorio di pertinenza del produttore del rifiuto, destinandoli in siti non idonei a riceverli, con conseguente notevole risparmio sui costi di smaltimento. L’operazione cosiddetta golden rubbish condotta con successo dai Carabinieri del nucleo ecologico mette in evidenza come anche nelle regioni del nord sia necessario aumentare l’attenzione riguardo a comportamenti malavitosi associati al traffico dei rifiuti speciali. E’ necessario che tutte le forze dell’ordine e gli organi tecnici preposti lavorino sempre di più in stretta collaborazione per rafforzare il controllo del territorio e impedire che tali fenomeni si ripetano”."Via Partito Democratico Emilia Romagna
12/02/10
Ancora sul nucleare, Arpa dedica un numero della rivista
In occasione dell´uscita del numero speciale di ArpaRivista dedicato al progetto governativo per la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia, Arpa e Regione Emilia-Romagna hanno organizzato un incontro pubblico presso la Libreria Coop Ambasciatori a Bologna: "Ritorno al nucleare: realtà, illusione o propaganda?"Via Arpa
Sul nucleare
Oggi alle ore 15.15, si terrà una conferenza stampa a Caorso - presso la sala consiliare del Comune in piazza Rocca 1 - per trattare i temi di carattere ambientale, con particolare riferimento al destino della centrale di Caorso, alla questione energetica, all’impegno circa le energie rinnovabili e al ruolo della provincia di Piacenza in questo settore.
All’iniziativa parteciperanno Vasco Errani, candidato alla presidenza della regione Emilia-Romagna, Filippo Penati, candidato alla presidenza della Regione Lombardia; Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD Emilia-Romagna; Maurizio Martina, segretario regionale del PD Lombardia e Alessandro Bratti, responsabile ambiente PD ER. Tra gli altri, saranno presenti anche i tre candidati del PD piacentino per le regionali Paolo Botti, Patrizia Calza e Marco Carini."
Via Partito Democratico Emilia Romagna
All’iniziativa parteciperanno Vasco Errani, candidato alla presidenza della regione Emilia-Romagna, Filippo Penati, candidato alla presidenza della Regione Lombardia; Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD Emilia-Romagna; Maurizio Martina, segretario regionale del PD Lombardia e Alessandro Bratti, responsabile ambiente PD ER. Tra gli altri, saranno presenti anche i tre candidati del PD piacentino per le regionali Paolo Botti, Patrizia Calza e Marco Carini."
Via Partito Democratico Emilia Romagna
09/02/10
Abbiamo votato NO
Siamo contrari al rientro nel nucleare e abbiamo espresso un parere nettamente negativo in sede di commissioni congiunte". E' quanto dichiara Alessandro Bratti, deputato Democratico della commissione Ambiente, ricordando che almeno quattro sono i motivi che hanno indotto questa scelta. Innanzitutto, "si procede con un piano nucleare in assenza di una strategia energetica per il paese - sottolinea Bratti - poi si parla di scelta necessaria per rispettare i limiti europei del 2020 sapendo che a quella data nessun impianto probabilmente sara' in funzione.
Inoltre, l'Agenzia per la sicurezza nucleare si presenta senza mezzi e personale adeguati e non ha i requisiti richiesti dalle varie direttive Euratom e dall'Aiea. Senza dimenticare - prosegue - che i tre enti che si dovrebbero occupare di nucleare (Enea, Ispra e Sogin) sono commissariati. Anche sul lato delle compensazioni ambientali e degli indennizzi ai territori che ospitano gli impianti la situazione - conclude Bratti - appare confusa e rischia di penalizzare gli enti locali".
Inoltre, l'Agenzia per la sicurezza nucleare si presenta senza mezzi e personale adeguati e non ha i requisiti richiesti dalle varie direttive Euratom e dall'Aiea. Senza dimenticare - prosegue - che i tre enti che si dovrebbero occupare di nucleare (Enea, Ispra e Sogin) sono commissariati. Anche sul lato delle compensazioni ambientali e degli indennizzi ai territori che ospitano gli impianti la situazione - conclude Bratti - appare confusa e rischia di penalizzare gli enti locali".
07/02/10
06/02/10
Bersani, Bonino e la green economy
No al nucleare e sì all'efficienza e al risparmio energetico. Queste le parole del segretario Pier Luigi Bersani intervenuto oggi alla tavola rotonda sulla Green Economy organizzata dagli ecologisti democratici nella sede nazionale del Pd.Alla iniziativa degli Ecodem, oltre a Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd, i senatori Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e il deputato Ermete Realacci, ieri allanostra iniziativa a Ferrara, ha partecipato anche Emma Bonino, candidata a governare la Regione Lazio per il Centrosinistra. La Bonino ha fatto del rispetto dell'ambiente ha fatto una questione di stile di campagna elettorale: “non imbrattiamo la città con i manifesti, inventiamoci altre forme di propaganda, addobbiamo finestre e finestrini delle auto”.
“Ero una bambina quando manifestavo contro la centrale di Montalto di Castro” ha dichiarato.
Via PartitoDemocratico.it
03/02/10
Il PD contro il nucleare: ecco perchè
Qui invece il mio intervento di ieri in Commissione
Alessandro BRATTI (PD) ritiene che la scelta effettuata dal Governo sul nucleare rischi di allontanarci dagli obiettivi che si è prefissa l'Unione europea in termine di risparmio e di efficienza energetica, senza che sia stata fatta una seria valutazione in ordine ai costi e alla gestione delle scorie radioattive nonché in ordine ai reali fabbisogni del Paese in tema di fabbisogno energetico. Ricorda, al riguardo, che sono stati autorizzati negli ultimi anni molti nuovi impianti a ciclo combinato a gas e come non risulta chiaro come si integrerà tale produzione con quella proveniente dai nuovi impianti nucleari, che dovrebbero fornire una quota pari a circa il 25 per cento dell'energia, senza che alcuno abbia modo di sapere come sia stata effettuata tale previsione.
È del tutto infondata la affermazione per cui il nucleare consentirà di raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 concordati a livello europeo. Infatti il piano nucleare non sarà mai a regime a quella data. Inoltre dai dati IAEA si presume, con uno scenario sul nucleare molto favorevole, un contributo attorno al 6 per cento di riduzione dei gas serra al 2050.
Ritiene fortemente contraddittorio che la produzione di energia nucleare possa essere parificata alle fonti rinnovabili rispetto alle priorità di accesso alla rete così come sancito dalla legge 99. Rileva, inoltre, che i tre enti pubblici, Ispra, Enea e Sogin, che hanno competenze sul nucleare sono, al momento, soggetti ad una procedura di commissariamento e che non è certo se la Sogin resterà ancora ente di natura pubblica. Fa presente, inoltre, che il provvedimento definisce i siti come aree di interesse strategico nazionale con il rischio che essi rientrino nella competenza del Ministero della Difesa che magari demanderà la relativa gestione alla costituenda società per azioni. In merito alla sicurezza, ritiene che le disposizioni relative al funzionamento dell'Agenzia sul nucleare non sembrano rispettare quanto richiesto dalla direttiva Euratom, secondo la quale le Autorità di regolamentazione devono avere a disposizione i mezzi necessari per il funzionamento. Il personale è inadeguato. Questo proveniente da Ispra e Enea è prossimo al pensionamento e non vi è notizia di concorsi per assunzione di nuovo personale. Fa presente, al riguardo, che la somma di cinquecentomila euro predisposta a tal fine sembra risultare del tutto irrisoria. Stigmatizza, inoltre, che nel Consiglio di amministrazione dell'Agenzia sia prevista la partecipazione di due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, che si troverebbero, così, in conflitto di interessi assommando nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. In merito alle Agenzie regionali, rileva che viene alle stesse richiesto un ruolo di collaborazione senza che a tal fine vengano previste risorse aggiuntive per lo svolgimento di tale nuovo incarico. Sul cosiddetto Fondo per il decommissioning, ribadisce le preoccupazioni già espresse sulle incertezze relative al futuro della Sogin. Rileva, inoltre, che appaiono particolarmente oscure le norme riguardanti le campagne di informazione ai cittadini. Svolge, poi, alcune considerazioni in merito all'articolo 3 dove è prevista una mera facoltà e non un obbligo in ordine alla collaborazione dell'Agenzia per il nucleare nell'elaborazione della strategia governativa sul nucleare e all'articolo 8 dove si prevede che il Governo può chiedere contributi tecnico-scientifici ad enti ed organismi diversi da quelli ufficialmente preposti a tale compito. Rileva, come del resto già sottolineato nei precedenti interventi, che risulta difficile immaginare come il Governo possa obbligare le regioni a modificare i propri piani energetici, quando tale materia risulta di competenza delle stesse regioni. Sottolinea, infine, come all'articolo 21 si prevede che i Comitati di confronto e trasparenza si riuniscano una sola volta nell'anno in contraddizione con il ruolo cui sono chiamati mentre all'articolo 22 si prevede che le misure compensative siano destinate per il quaranta per cento agli enti locali e per il sessanta per cento alle persone residenti e alle imprese operanti nel territori mediante la riduzione di tributi che, comunque, sono di competenza degli enti locali sui quali graverebbero le minori entrate.
Alessandro BRATTI (PD) ritiene che la scelta effettuata dal Governo sul nucleare rischi di allontanarci dagli obiettivi che si è prefissa l'Unione europea in termine di risparmio e di efficienza energetica, senza che sia stata fatta una seria valutazione in ordine ai costi e alla gestione delle scorie radioattive nonché in ordine ai reali fabbisogni del Paese in tema di fabbisogno energetico. Ricorda, al riguardo, che sono stati autorizzati negli ultimi anni molti nuovi impianti a ciclo combinato a gas e come non risulta chiaro come si integrerà tale produzione con quella proveniente dai nuovi impianti nucleari, che dovrebbero fornire una quota pari a circa il 25 per cento dell'energia, senza che alcuno abbia modo di sapere come sia stata effettuata tale previsione.
È del tutto infondata la affermazione per cui il nucleare consentirà di raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 concordati a livello europeo. Infatti il piano nucleare non sarà mai a regime a quella data. Inoltre dai dati IAEA si presume, con uno scenario sul nucleare molto favorevole, un contributo attorno al 6 per cento di riduzione dei gas serra al 2050.
Ritiene fortemente contraddittorio che la produzione di energia nucleare possa essere parificata alle fonti rinnovabili rispetto alle priorità di accesso alla rete così come sancito dalla legge 99. Rileva, inoltre, che i tre enti pubblici, Ispra, Enea e Sogin, che hanno competenze sul nucleare sono, al momento, soggetti ad una procedura di commissariamento e che non è certo se la Sogin resterà ancora ente di natura pubblica. Fa presente, inoltre, che il provvedimento definisce i siti come aree di interesse strategico nazionale con il rischio che essi rientrino nella competenza del Ministero della Difesa che magari demanderà la relativa gestione alla costituenda società per azioni. In merito alla sicurezza, ritiene che le disposizioni relative al funzionamento dell'Agenzia sul nucleare non sembrano rispettare quanto richiesto dalla direttiva Euratom, secondo la quale le Autorità di regolamentazione devono avere a disposizione i mezzi necessari per il funzionamento. Il personale è inadeguato. Questo proveniente da Ispra e Enea è prossimo al pensionamento e non vi è notizia di concorsi per assunzione di nuovo personale. Fa presente, al riguardo, che la somma di cinquecentomila euro predisposta a tal fine sembra risultare del tutto irrisoria. Stigmatizza, inoltre, che nel Consiglio di amministrazione dell'Agenzia sia prevista la partecipazione di due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, che si troverebbero, così, in conflitto di interessi assommando nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. In merito alle Agenzie regionali, rileva che viene alle stesse richiesto un ruolo di collaborazione senza che a tal fine vengano previste risorse aggiuntive per lo svolgimento di tale nuovo incarico. Sul cosiddetto Fondo per il decommissioning, ribadisce le preoccupazioni già espresse sulle incertezze relative al futuro della Sogin. Rileva, inoltre, che appaiono particolarmente oscure le norme riguardanti le campagne di informazione ai cittadini. Svolge, poi, alcune considerazioni in merito all'articolo 3 dove è prevista una mera facoltà e non un obbligo in ordine alla collaborazione dell'Agenzia per il nucleare nell'elaborazione della strategia governativa sul nucleare e all'articolo 8 dove si prevede che il Governo può chiedere contributi tecnico-scientifici ad enti ed organismi diversi da quelli ufficialmente preposti a tale compito. Rileva, come del resto già sottolineato nei precedenti interventi, che risulta difficile immaginare come il Governo possa obbligare le regioni a modificare i propri piani energetici, quando tale materia risulta di competenza delle stesse regioni. Sottolinea, infine, come all'articolo 21 si prevede che i Comitati di confronto e trasparenza si riuniscano una sola volta nell'anno in contraddizione con il ruolo cui sono chiamati mentre all'articolo 22 si prevede che le misure compensative siano destinate per il quaranta per cento agli enti locali e per il sessanta per cento alle persone residenti e alle imprese operanti nel territori mediante la riduzione di tributi che, comunque, sono di competenza degli enti locali sui quali graverebbero le minori entrate.
Indignazione e netta contrarietà
Qui e anche sotto il resoconto dell'intervento del Segretario PD Pierluigi Bersani oggi aula sul legittimo impedimento. Da leggere. Molto chiaro."Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a parlare in diretta televisiva del legittimo impedimento e dobbiamo chiederci quanti dei cittadini che stanno ascoltando sappiano cosa sia questo famoso legittimo impedimento. Del resto, dobbiamo confessare che anche molti di noi, prima di questa discussione, ne avevano una conoscenza vaga. Quindi, dobbiamo spiegarci davanti ai cittadini. Cosa è questa legge e cosa vuole dire? Questa legge vuol dire che fino ad oggi un Presidente del Consiglio e un Ministro imputato, che non si fossero presentati in tribunale ad un processo, dovevano, per così dire, portare una giustificazione valida. Da domani la giustificazione il Presidente del Consiglio e i Ministri se la faranno da soli e potranno non andare mai in tribunale. Perché? Perché fanno un lavoro importante, hanno molte cose da fare e hanno bisogno di stare sereni. Così si è detto e si è scritto. Ci vadano gli altri in tribunale, quelli che possono consentirsi un po' di nervoso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Questo è il concetto di fondo. Ma perché mai va approvata subito subito questa legge? Perché non si parla di processi per dire dei processi in generale, ma si parla dei processi per dire di quei processi lì, quelli che sono in corso adesso e che bisogna scantonare.
Ci si può chiedere: è possibile fare leggi del genere? Non c'è la Costituzione? C'è. La Corte costituzionale potrà non approvare questa legge, ma c'è bisogno di tempo - almeno qualche mese - perché la Corte decida e così parte subito questa scialuppa, poi questa verrà caricata su un bastimento, una legge costituzionale in grado di reggere il giudizio della Corte e, se non ci sarà una coincidenza fra scialuppa e bastimento, è pronto un barcone che si chiama «processo breve» per ovviare alla bisogna (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Processo breve; anche questo bisogna spiegarlo, perché immagino che qualcuno che ci guarda si chieda: ma perché, c'è forse qualcuno lo vuole lungo il processo? E che cosa vuol dire discutere di «salva processi», e che cosa vuol dire «lodo Alfano 1» e «lodo Alfano 2», e cosa è mai un'ipotetica legge «salva pentiti»?
Credo che la gente del merito ci capisca poco, ma abbia compreso l'essenziale: sono tutte cose complicate che hanno dentro una cosa semplice che capiamo tutti: c'è di mezzo Berlusconi, un Presidente del Consiglio che non vuole farsi giudicare e tiene ferma su questo punto l'Italia (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Il Paese è incagliato. Viene sospinto per quella ragione ad un confronto aspro ed estenuante fra Governo e magistratura, un confronto che viene fatto tracimare strumentalmente in una folle guerra fra politica e giustizia, fino a intaccare i pilastri del nostro sistema costituzionale.
Vi chiedo una cosa: è ora che prendiate atto che grande parte del Paese che governante - voi tutti, Lega compresa - non è disposta a chiamare riforme delle norme che cambiano le regole in corso d'opera, a partita in corso, a processi in corso (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Si tratta di norme che non hanno carattere di generalità e di astrattezza, se non in modo ipocrita e fittizio, norme che oscurano il principio di uguaglianza e, mentre tutti invocano una giustizia più efficiente e moderna, le scorciatoie per uno o per pochi suscitano in tanti repulsione e indignazione e Pag. 193creano un solco e un'incrinatura non componibile non solo fra le forze politiche, ma nella coscienza del Paese, un Paese che peraltro ha in testa ben altre priorità.
Allora, se governate per tutto il Paese, Lega compresa, dovete prendere atto di questo e preoccuparvi di fermare questa corsa dissennata di cui il fatto di oggi è solo il primo passo. Stiamo parlando di legittimo impedimento come di un ponte, si è detto, verso un «lodo Alfano 2», ma l'impegno in questa mirabile propria opera di ingegneria, questo ponte, non ci esenterà dal dover discutere del cosiddetto «processo breve» che non rimuovete - lo ricordo al collega Casini - che non abbandonate e che avete orgogliosamente rivendicato.
Si tratta di norme che sfidano un elementare senso di giustizia che fanno dire a chiunque: finché non ci sono regole nuove per tutti, si va tutti con regole vecchie (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori), norme che distruggerebbero migliaia di processi che sono in corso. Come si fa, per salvare uno solo, fare un'amnistia per tutti i colletti bianchi, dare uno schiaffo all'esigenza di giustizia di tante vittime del reato (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)?
Allora, vi dico così: se farete questo e se chiamerete tutto questo «riforme», allungherete ancora questa eterna transizione che ci impedisce da vent'anni di avere una politica normale. Se aveste, invece, la forza di rinunciare a tutto questo, potrebbe esserci una svolta. Questa, all'essenziale, è la vostra responsabilità.
Il Presidente del Consiglio, a questo punto della sua quindicennale vicenda politica, potrebbe compiere un atto di responsabilità: mettere davanti a sé l'Italia (dirci: «prima di tutto l'Italia»), affrontare a viso aperto la sua situazione, fruendo dell'attuale quadro di garanzia, che vale per tutti i cittadini, per i tanti che percorrono le strade tortuose e lunghe della giustizia, magari pensando di aver avuto un torto, così come - cara Lega - fanno tutti i nostri amministratori e tutti i nostri governanti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Non perché noi pensiamo di non avere il peccato originale, non perché pensiamo di essere perfetti, ma perché pensiamo di essere corretti e mettiamo le regole davanti al consenso anche dove lo abbiamo. E si informi meglio Cota: il Presidente Pag. 194degli Stati Uniti - sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti - 9 giudici a 0 sul caso Clinton - non ha diritto a nessun legittimo impedimento per essere giudicato (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Noi non udremo quelle parole da statista, non le udremo, non udremo uno statista che dice: «Io affronto a viso aperto da cittadino i miei problemi e voi, intanto, in Parlamento fate le riforme per tutti e lì dentro risolvete le cose che vanno risolte anche nei rapporti tra magistratura, politica e Governo». Noi sentiremmo la solita musica e ci direte: «Ma che regole e regole, abbiamo il consenso e fateci governare». Ma chi vi ha impedito di governare? In nove anni, voi avete governato per sette: in che cosa è migliorata l'Italia? Chi vi impedisce di governare adesso la crisi? Da quando voi avete detto che la crisi non c'è, è psicologica e ce l'abbiamo alle spalle, noi abbiamo - vi informo - 700 mila disoccupati più, un milione di persone sotto ammortizzatori, migliaia di piccole imprese che chiudono (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Allora, vi dico: volete darcela - dopo 20 mesi che ve la chiediamo - l'occasione di fare una discussione in diretta televisiva sui problemi reali degli italiani? Ce la volete dare questa occasione o volete farci sempre parlare di queste leggi che noi rifiutiamo e per le quali voteremo contro (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori - Congratulazioni - Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)?
Volete scaricare il documento preparatorio?
Il documento preparatorio è scaricabile dal sito PDER
02/02/10
Odg approvato
Di seguito anche l'Odg approvato dalal maggioranza in aula sempre oggi.A.C. 2966N. 1. Seduta del 2 febbraio 2010
La Camera,
premesso che:
l'articolo unico del disegno di legge in esame modifica il comma 5 dell'articolo 137 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, più noto come «codice dell'ambiente», nella parte in cui sono previste sanzioni per la violazione delle norme che regolano lo scarico delle acque reflue industriali;
appare oggettivamente ragionevole la necessità di intervenire sul testo del codice dell'ambiente al fine di risolvere le incongruenze derivanti dall'attuale formulazione della norma, sulla quale, in via interpretativa, si è andato formato un orientamento giurisprudenziale che sta rendendo difficile un'applicazione omogenea del sistema sanzionatorio;
mentre nel merito si ritiene opportuna la correzione, desta perplessità la metodica usata in questi primi anni di vita del codice dell'ambiente, il quale, nonostante una lunga gestazione durata due anni, è stato oggetto di numerose e talvolta disorganiche modifiche, che rischiano di minare la tenuta dell'impianto normativo complessivo;
si fa presente che, a parte i cosiddetti «decreti correttivi» previsti dalla stessa legge 15 dicembre 2004, n. 308, recante «delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione», molto numerosi sono stati i provvedimenti legislativi che hanno apportato modifiche o integrazioni al codice;
tra le norme intervenute negli ultimi anni si segnalano, in modo non esaustivo, le seguenti: decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, decreto legislativo 8 novembre 2006, n. 284, decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, decreto-legge 30 ottobre 2007, n. 180, decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, decreto legislativo, 9 novembre 2007, n. 205, decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117;
è attualmente in corso l'ennesima «revisione» dei decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede il coinvolgimento delle Commissioni competenti solo al termine dell'elaborazione del testo,
impegna il Governo:
a stabilire, in accordo col Parlamento, un sistema di «aggiornamento» del codice dell'ambiente che tenga conto dell'esigenza di salvaguardare l'integrità e la coerenza del testo di riordino della legislazione in materia ambientale, al fine di garantire la certezza del diritto e prevenire il rischio di un quadro normativo farraginoso ed incoerente, evitando il ricorso a modifiche estemporanee e marginali, che rischiano di indebolire il sistema;
ad assicurare, in particolare, l'avvio di un confronto continuo tra il gruppo di lavoro che sta elaborando la revisione del codice dell'ambiente e le Commissioni parlamentari competenti, in modo da consentire una proficua collaborazione tra l'organo tecnico e l'organo politico, con l'obiettivo di ridurre al minimo il rischio di incongruenze dell'impianto normativo che verrà delineato.
9/2966/1. Bratti, Mariani, Realacci, Bocci, Braga, Esposito, Ginoble, Iannuzzi, Marantelli, Margiotta, Martella, Morassut, Motta, Viola.
Dichiarazioni
Qui il mio intervento di oggi."Signor Presidente, stiamo discutendo di quella che sembra una modifica, ma che in realtà è una precisazione. Il testo in esame, infatti, precisa meglio quando si applicano le sanzioni amministrative previste dall'articolo 133 del decreto legislativo n. 152 del 2006, il cosiddetto codice ambientale, e quando invece si debbano applicare le sanzioni penali previste dall'articolo 137 del medesimo.
In questo senso - ci tengo a sottolinearlo - e solo in questo senso, il gruppo del Partito Democratico è favorevole. Non si tratta di un alleggerimento di pene, su cui saremmo decisamente contrari, ma semplicemente di precisazioni che si sono rese necessarie a seguito di alcune sentenze della suprema Corte di cassazione che, peraltro, seguono un indirizzo minoritario nell'applicazione dei predetti articoli 133 e 137 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
Questo è il motivo del nostro voto. Non ci sfuggono i dubbi e le perplessità dei colleghi dell'Italia dei Valori e anche quelli manifestati dalla collega dell'UdC, anche perché - tengo anche qui a ribadirlo - rispetto alle modifiche del codice ambientale ci siamo sempre espressi in maniera negativa. Ma qui non siamo di fronte a una modifica dei provvedimenti di carattere penale nei confronti del superamento dei limiti per gli inquinanti pericolosi. Qui stiamo parlando di riportare a giusta pena il superamento dei limiti riguardo a sostanze non pericolose attraverso l'applicazione di sanzioni di carattere amministrativo.
Credo, infatti, che non sia sospettabile il nostro impegno per introdurre i reati ambientali nel codice penale e altre importanti proposte volte ad inasprire le sanzioni sia penali che amministrative per i delitti contro l'ambiente. Tra l'altro, ci tengo a dire anche questo: siamo al paradosso che chi non ha depuratori spesso non incorre in sanzioni penali (purtroppo esiste una situazione assolutamente critica in diverse regioni), mentre se un depuratore, per parametri non giudicati pericolosi, non rispetta i limiti è soggetto, con questa legislazione e in mancanza di un chiarimento, a sanzioni penali molto severe.
Anche questa volta però, ci tengo a dirlo, ci troviamo di fronte ad un'ulteriore modifica del codice ambientale. Non sto qui a fare l'elenco di tutti i decreti legislativi e dei disegni di legge, ma questi hanno interessato circa 15 volte dall'inizio della legislatura modifiche al codice ambientale.
La delega per la revisione del codice è, in questo momento, a disposizione del Ministro dell'ambiente. Questa è stata concessa sulla base della legge n. 69 del 2009 e su di essa noi, come Partito Democratico, abbiamo sempre espresso forti perplessità: avremmo preferito un pieno coinvolgimento della Commissione competente fin dall'inizio della revisione di questa importante norma. Il Ministro ha agito in un altro modo e questo noi lo consideriamo un gesto di arroganza inutile.
Vi sono numerose questioni da affrontare nella revisione del testo unico ambientale: dalla gestione dei rifiuti al tema delle bonifiche, al tema della gestione idrica integrata, a quello della qualità dell'aria. Proprio sulla qualità dell'aria e sui mancati provvedimenti rischiamo un'ulteriore infrazione comunitaria per non avere attuato un piano nazionale di coordinamento e per non aver rispettato, in diverse parti del territorio nazionale, i limiti degli inquinanti concordati a livello europeo. Proprio in questo caso dobbiamo sottolineare che non vi è soltanto un problema di carattere sanzionatorio, ma un rischio sanitario eccessivo per quelle popolazioni esposte a livelli di inquinamento così elevato.
Per concludere, signor Presidente, nel rinnovare al Governo la richiesta per un confronto interattivo rispetto alla definizione della revisione del codice ambientale, pur con tutte le riserve concordate, voteremo a favore di questo disegno di legge (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)."
01/02/10
Il 5 febbraio. Definitivo.

Il documento che verrà discusso sarà scaricabile dal sito del Partito Democratico Emilia Romagna dal 2 febbraio. Vi aspettiamo. Buonanotte.
