La foresta primaria viene tagliata e degradata, aprendo la strada a ulteriori attività di sfruttamento come l'allevamento e l'agricoltura estensiva. Il taglio illegale è anche causa di conflitti sociali, caratterizzato da fenomeni di lavoro schiavile e da atti di violenza contro chi vi si oppone. "E' evidente che non possiamo fidarci del legname importato dall'Amazzonia brasiliana nel nostro Paese", dichiara Esperanza Mora, campagna Foreste di Greenpeace Italia. I casi studio pubblicati dall'associazione ambientalista mostrano come legni pregiati dall'Amazzonia (come l'ipe') a "rischio illegalità" siano stati utilizzati in diversi edifici pubblici come il ponte di Brooklyn a New York, il World Trade Center a Ginevra, la Biblioteca Nazionale a Parigi e il Politecnico di Torino.
Tra le aziende che acquistano legname amazzonico brasiliano ci sono J. Pinto Leitão e Tradelink in Europa e Lumber Liquidators, un grande rivenditore statunitense. Le leggi degli Stati Uniti, come quelle europee, vietano le importazioni di legno illegale. La ricerca ha inoltre messo in evidenza relazioni commerciali tra le segherie illegali in Amazzonia e diversi importatori e rivenditori italiani. A questi ultimi Greenpeace chiede di classificare il legname importato dall'Amazzonia brasiliana nella categoria ad "alto rischio" nelle procedure di Dovuta Diligenza che essi sono obbligati ad adottare in conformità al Regolamento EUTR, e di non acquistare più questo legname se i fornitori non riusciranno a garantire queste procedure. Il governo brasiliano deve immediatamente riformare il sistema di controllo e rivedere tutte le autorizzazioni concesse dal 2006 ad oggi. "Servono misure urgenti per combattere i tagli indiscriminati operati dall'industria della deforestazione, spesso gestita da vere e proprie organizzazioni criminali. Tutelare le ultime foreste intatte del Pianeta serve a proteggere la biodiversità e il clima. Una gestione corretta, oltre a fornire garanzie e opportunità di sviluppo sostenibile alle comunita' che dipendono dalla foresta, deve assicurare a chi compra legname dal Brasile di non contribuire alla distruzione della foresta", conclude Mora.
(ITALPRESS).
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