19/05/14

Ambiente: Coldiretti, cresce foresta in Italia ma +25% import legna


Con la crisi e l'elevato prezzo dei combustibili in Italia sono tornate le stufe e si sono riaccesi i
camini, con un aumento record del 25% delle importazioni di legna da ardere nel 2013 rispetto all'anno precedente. 


E' quanto rileva la Coldiretti in occasione della conferenza stampa del Corpo forestale dello Stato sul tema "Evoluzione delle foreste italiane in un Paese che cambia" nell'evidenziare che il nostro Paese, con  l'importazione di ben 3,8 miliardi di chili di legna da ardere nel corso di tutto il 2013, è diventato il primo importatore mondiale di legna da ardere. Una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate dovuto precisa la Coldiretti al crescente interesse verso una forma di energia che è diventata competitiva dal punto di vista economico oltre ad essere più sostenibile dal punto di vista ambientale. Una tendenza dovuta sostiene la Coldiretti in parte alla riapertura dei camini nelle vecchie case ed alla costruzione di nuovi ma anche ad una forte domanda di tecnologie più innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets dove l'industria italiana soddisfa oltre il 90% delle domanda sul mercato interno mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni.
"Appare quindi evidente l'importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del piano d'azione nazionale, fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili sia nella produzione che nel taglio", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel commentare la nuova stima della superficie forestale di quasi 11 milioni di ettari, con un aumento
di oltre 600 mila ettari rispetto a 9 anni fa evidenziata dal Corpo Forestale dello Stato. "Il potenziale economico dei boschi italiani rimane ancora inespresso e il mercato del legno mostra una crescente dipendenza dall'estero perchè l'offerta nazionale di legname risulta insufficiente anche a soddisfare la domanda delle industrie di trasformazione che ha ricordato Moncalvo  sono dipendenti dall'estero per oltre il 70 % del materiale legnoso utilizzato. Servono scelte di gestione economica delle
risorse forestali, che devono contemporaneamente riuscire a garantire ha precisato il presidente della Coldiretti l'approvvigionamento di materie prime e prodotti forestali per le filiere industriali, lo sviluppo socio-economico delle popolazioni locali, la conservazione degli ecosistemi e il loro stato di
salute e non ultima, anche la loro fruibilità turistica"."Eppure vale la pena riflettere sul fatto che - ha concluso Moncalvo oltre l'86,6% della superficie forestale nazionale è sottoposta a forme di vincolo idrogeologico, ma solo il 15,7% dei boschi italiani (1,3 milioni di ettari) è sottoposto a una
pianificazione di dettaglio, strumento fondamentale per garantire l'offerta di servizi ecosistemici in equilibrio con quella di prodotti commerciali come il legname ad uso industriale e la legna
da ardere".


(ITALPRESS).

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