E così, nonostante la contrazione dei consumi energetici legata anche alla recessione economica (sperimentata purtroppo da tutti gli operatori, da Sorgenia a Edison), nel 2012 la spesa energetica in Italia ha fatto registrare un incremento del 10% trainato dall'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi. Il costo più alto lo scorso anno per l'energia è stata quello relativo al gas, mentre i costi per i consumi di energia elettrica pesano maggiormente sulle casse delle imprese.
Il Rapporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile rivela non a caso come nel periodo dal 2000 al 2012 in Italia i prezzi del petrolio siano cresciuti di oltre il 200%, addirittura +300% circa per il gas e +160% del carbone. Di conseguenza, considerando che l'Italia ad oggi in termini di fabbisogno energetico dipende per l'82% dai combustibili fossili, la stangata sulle bollette è stata inevitabile.
Lo studio "I costi dell’energia in Italia" rivela inoltre come sul prezzo unitario dell'energia i combustibili fossili incidano per oltre la metà, per la precisione per ben il 57% rispetto al 33% delle fonti rinnovabili. E considerando che da qui ai prossimi 20 anni sono attesi ulteriori aumenti dei prezzi dei combustibili fossili, occorre rapidamente ridurre la dipendenza dal petrolio altrimenti in Italia il peso della bolletta energetica sarà sempre più insostenibile.
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