Green economy, confronto e investimenti futuri: questi i temi che riguardano il petrolchimico di Ferrara al centro del nuovo incontro del PD in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio che si è svolto in una mensa di piazzale Donegani non troppo affollata. L’incontro “Ambiente è lavoro” ha visto partecipare i parlamentari Alessandro Bratti e Chiara Braga (commissione ambiente, territorio e lavori pubblici), l’assessore regionale al lavoro Patrizio Bianchi e il sindaco in cerca di riconferma Tiziano Tagliani.
Una serata più di campagna elettorale che di dibattito sulle varie vicende che negli ultimi anni hanno colpito lo stabilimento ferrarese, nella quale si è cercato di delimitare le linee guide in campo ambientale, economico, sociale ed energetico del petrolchimico.
Lo stabilimento deve guardare sempre più al futuro: minor impatto sull’ambiente, mantenendo sempre un’occhiata alla triste situazione economica che colpisce il Paese, come sostiene Patrizio Bianchi nel suo intervento: “La chimica viene sempre vista come un qualcosa di cattivo ma dobbiamo capire che essa influisce anche su altri settori: cerchiamo di vedere l’aspetto del recupero ambientale come nuovo punto di vista produttivo. Inoltre dobbiamo cercare di ridurre le spese per produrre gli stessi prodotti e, in contemporanea, tentare di reinventare gli stessi”. Strategia da attuare anche con i fondi strutturali 2014-2020 dell’Unione Europea per le attività di recupero dell’energie e la ricerca, che a Ferrara sarà programmata non più per discipline ma per tematiche sociali come salute o qualità di vita. Il tutto secondo Bianchi cercando di allestire una realtà ‘glocale’ : “Essere globali e locali è semplice da dire ma difficile da attuare. Si riesce a mantenere questo equilibrio quando c’è una forte identità locale in una situazione in cui non ci si può permettere di isolarsi, rinchiudendosi nel proprio territorio”.
Tematiche ambientali che stanno a cuore al PD anche a livello nazionale, afferma il deputato Alsseandro Bratti: “L’ ambiente è tra i cardini del programma PD, può rappresentare il futuro del nostro Paese. Siamo alle prese con una sfida energetica alla quale dovremo rispondere, come Italia, quando saremo alla guida del semestre europeo, cercando di diminuire sempre più emissioni di anidride carbonica e carburanti fossili per rientrare negli obiettivi prefissati nel patto Europa 2020″. Ma secondo il parlamentare ferrarese ci sono già ottimi risultati che arrivano dalle energie rinnovabili e dai loro incentivi: “Già il 33% dell’energia proviene da fonti rinnovabili che hanno creato circa 200mila posti di lavoro in più a livello nazionale. Il governo Letta prima ed ora il governo Renzi hanno attuato una serie di incentivi e di misure di defiscalizzazione che hanno aiutato le imprese in campo energetico e di rinnovamento strutturale, facendo registrare un aumento di altri circa 100mila posti di lavoro in più rispetto al 2012″.
Conclusa la parentesi nazionale, Bratti si sposta sulla realtà locale e sulla tanto discussa questione dell’inceneritore di Ferrara: “In questi giorni stiamo discutendo un provvedimento, che verrà inserito nella prossima finanziaria, relativo al famoso articolo 19 che riguarda il ciclo integrato dei rifiuti. La vera sfida non è sopperire alla carenza di impianti trasferendo rifiuti in quelli già esistenti oppure chiedere alle aree non munite di adeguarsi ma dobbiamo ribaltare il concetto: c’è bisogno di costruire impiantistica all’avanguardia che permetta un calo dell’impatto ambientale ed un aumento del recupero energetico. In questo modo, con questi impianti, assisteremmo anche all’aumento dei posti di lavoro”.
A questo punto interviene il sindaco Tiziano Tagliani che si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei sindacati e delle imprese, cercando di ravvivare una sala sicuramente non riempita secondo le aspettative: “Durante questa legislatura ci siamo ritrovati davanti a varie difficili situazioni all’interno del petrolchimico a partire di quella della P-Group e della Nylco, che coinvolgeva circa 90 lavoratori. L’amministrazione comunale si è fatta in quattro ricoprendo il ruolo di arbitro in una vicenda che si è conclusa positivamente e che ha visto anche l’aumento del numero dei dipendenti in queste imprese. Inoltre, io e Bratti ci siamo sbattuti come dei coglioni per abbassare il costo dell’energia all’interno dello stabilimento. Energia che ora ci viene richiesta anche da esterni al petrolchimico”. Continua il candidato sindaco: “Questa amministrazione è riuscita più volte a farsi intermediario tra parti sociali, Regione e imprese, spesso multinazionali, e questo è accaduto perchè qualcuno ha forzato la situazione. Sicuramente questo è uno dei grandi risultati degli ultimi 5 anni”. La sfida ovviamente non è finita qui: “Il dialogo è un buon punto d’inizio ma ora c’è bisogno di lavoro ovvero di competitività e competenza. C’è bisogno di un maggior rispetto dei protocolli locali da parte delle imprese che non sono state in grado di qualificarsi in questi anni. Stiamo cercando di venire incontro alle aziende anche grazie al grande progetto dell’Idrovia per il quale Comune e Provincia investiranno 6 milioni di euro dei fondi strutturali chiedendo collaborazione alle aziende che dovranno ristrutturare il bacino e il filtro di purificazione delle acque interne”.
Un incontro a cui è stata data voce anche alle rappresentanze sindacali. Tra le Rsu Basell Marco Trombini si dichiara positivamente colpito da iniziative di questo tipo che permettono ai lavoratori di entrare in contatto con l’amministrazione, “sicuramente uno dei pochi risultati positivi della vicenda Basell”. Ma la situazione occupazione degli ultimi 5 anni parla chiaro: “Ci sono centinaia di posti di lavoro in meno. Sottolineando questo non voglio screditare l’aspetto ambientale, in evidente miglioramento grazie a maggiore sensibilità su queste tematiche e investimenti tecnologici, ma l’aspetto occupazionale rimane fondamentale. Voglio sottolinearlo perchè non dire nulla di tutto questo è nel dna delle imprese italiane e non si può tacere su un argomento del genere”. È stata poi la volta di Mauro Cavazzini della Filctem-Cgil: “Siamo in un territorio che presenta il più alto tasso di inflazione della Regione e questi sei anni, se non di più, di crisi ci mettono nella situazione di non dare nulla per scontato. Siamo consapevoli dell’importanza del petrolchimico nella città di Ferrara ma la priorità ora dev’essere il lavoro. La vicenda Basell è qualcosa di eclatante ma quella degli appalti invece rimane silente. E quando gli appalti saltano vuol dire meno persone occupate e più lavoro in nero. Apprezziamo comunque il lavoro dell’amministrazione che ha fatto prendere coscienza che il problema delle imprese diventa allo stesso tempo il problema del territorio”.
Infine Stefano Mantovani della Femca-Cisl: “Il petrolchimico si è fatto trovare impreparato dalla crisi nonostante un accordo di programma precedente che parlava, tra le tante cose, di interventi di bonifica e un ulteriore abbassamento del costo dell’energia. Inoltre dobbiamo credere ancora nella chimica e apprezzare gli investimenti come quello di Versalis che, con circa 200 milioni di euro, vuole rinnovare l’impianto di gomme sintetiche. Infine voglio consigliare di abbandonare l’idea di vendere le azioni Eni: in un momento in cui questa azienda vuole investire sul nostro territorio, vendere queste azioni significherebbe tagliare il ramo su cui si è seduti”.
Conclude la deputata Pd Chiara Braga, che insiste sull’importanza di queste tematiche all’interno del programma del suo partito: “Discutere di ambiente in luoghi come questo dimostra quanto il PD tenga a questi temi grazie alla continua volontà di dialogo tra le varie parti sociali rispetto ad altre parti politiche”. È un’ “economia verde” quella che la deputata ha in mente: “Non significa solo pannelli fotovoltaici ma riconversione dei sistemi produttivi per approcciare una chimica più sostenibile. Credo che la realtà ferrarese sia la dimostrazione come esistano diversi modelli rispetto ad altre zone d’Italia nelle quali lavoro, ambiente e sviluppo sono in perenne contrasto come, per esempio, nel caso dell’Ilva di Taranto”.
ESTENSE di Giacomo Borgatti
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