14/05/14

Legambiente: “Comacchio, emergenza cementificazione” Emilia Romagna prima regione per il consumo di suolo. E preoccupa il progetto della nuova Romea

Il consumo di suolo in Emilia Romagna è il più alto in Italia, con Comacchio tra i territori più a rischio. Sono questi gli allarmanti dati che emergono dal report di Legambiente sulla cementificazione nella penisola presentato a Roma. Secondo il dossier “Basta case vuote di carta”, in Italia negli ultimi tre anni sono stati persi 720 chilometri quadrati di suolo (dati Ispra).

“Nemmeno la crisi affermano i responsabili Legambiente ferma questa epidemia cementificatoria, che devasta il Paese senza incidere per nulla sull’emergenza casa che riguarda ben 650mila famiglie che per reddito e condizioni avrebbero diritto ad un alloggio di edilizia popolare”.Secondo i dati riportati dall’associazione, dei 22mila chilometri quadrati urbanizzati in Italia, il 30% è occupato da edifici e capannoni, il 28% da strade asfaltate e ferrovie, con un tasso di consumo di suolo annuale passato dal 2,9% degli anni ’50 all’attuale 7,3% all’anno. Ma è in Emilia-Romagna che il dato è più elevato della media nazionale, attestandosi nel 2012 all’8,6%: 1.902 chilometri quadrati consumati. Impressionante è anche il numero di permessi per costruire concessi in questa regione tra il 1995 e il 2011: se in Italia i valori medi per abitante sono pari a 71,6 milioni di metri cubi, in Emilia-Romagna si registra il dato di 113,3 procapite.

A Comacchio, come premesso, una delle situazioni più allarmanti denunciate da Legambiente. “Nel comacchiese affermano in responsabili dell’associazione - potrebbe passare infatti una delle cinque autostrade previste, ed anelate, dalle istituzioni in Emilia-Romagna: la Nuova Romea che da Cesena dovrebbe collegarsi a Venezia tagliando territori fertili lungo tutta la pianura costiera e sfregiando tra l’altro, l’area del Mezzano, una delle poche superfici ancora libere dal cemento dell’intera Pianura Padana”. Proprio a fianco del Mezzano, i volontari di Legambiente hanno srotolato gli striscioni per dire no a questa grande opera, “che drenerà ingenti risorse senza apportare nessun beneficio all’economia”.

E per venire a capo del problema, almeno secondo l’associazione, è meglio non aspettare le riforme a livello governativo. “Gli interventi nazionali sono fondamentali afferma il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini ma le regioni possono muoversi in autonomia, come fatto ad esempio dalla Toscana. Con l’approvazione di una mozione in consiglio regionale e le polemiche dell’associazione, la giunta Errani ha garantito iniziative serie entro l’estate. Legambiente attende di vedere se questa indicazione politica corrisponderà ad atti concreti. Ormai sono pochi i mesi per approvare misure effettivamente attuabili. Per questo continuiamo nella battaglia contro il consumo di suolo, attraverso presidi, campagne di sensibilizzazione e informazione, raccolta firme e segnalazioni”.

ESTENSE

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