13/05/14

Falda acquifera contaminata da veleni, sequestri nel... Notificati tre avvisi di garanzia Ambiente: disastro e inquinamento acque, sequestro cava e pozzi

Falda acquifera contaminata da veleni, sequestri nel Casertano Arsenico e manganesi superiori alla norma e rifiuti "tombati"
 

Nella falda acquifera arsenico e manganese in quantità ben superiori a quanto stabilito dalla legge mettendo in serio pericolo la salute. E' quanto emerso dalle analisi e dai carotaggi effettuati nell'ex cava di tufo Monti di Maddaloni, sequestrata questa mattina su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere insieme a 40 pozzi risultati contaminati.

Le indagini dei carabinieri sono state avviate nel novembre 2013 e si sono avvalse di racconti di testimoni di giustizia, ma anche di consulenze tecniche e acquisizioni di documenti.

Le attività di verifiche da parte dei tecnici hanno consentito di accertare la presenza nella cava, a notevole profondità e molto vicino alla falda freatica, di circa 300mila rifiuti, anche pericolosi, "tombati" nell'invaso tra gli anni '80 e '90; il riversamento direttamente in falda di percolato calcolato in circa 30.480 tonnellate dal 1990 fino a oggi e la contaminazione della falda acquifera sottostante la cava. E' stata accertata, infatti, la presenza di arsenico in concentrazioni superiori a quelle previste dalla legge e metalli pesanti come il manganese pari a 260 volte il valore soglia previsto dalla normativa. E' stato evidenziato, inoltre, il rischio di contaminazione continuativa, oltre alla necessità di estrarre il percolato e di isolare le matrici ambientali circostanti. Anche l'aria è risultata inquinata
perché carica di fenoli che si depositano sul terreno e, se direttamente inalati, sono pericolosi per la salute umana. Nella cava, infine, è stata accertata la presenza, da vari anni, delle cosiddette   fumarole" generate da energia e gas. Le analisi dell'acqua dei 40 pozzi sequestrati ha accertato la
contaminazione della falda una volta superata l'area sottostante la cava Monti. Situazione ulteriormente peggiorata negli ultimi anni, come evidenzia il raffronto tra le analisi effettuate nel
2009 e quelle del 2014. Tre gli avvisi di garanzia notificati ad altrettante persone responsabili di disastro ambientale in atto. Il decreto di sequestro è stato notificato anche al sindaco di Maddaloni,
nominato custode dell'area. Comunicazione è stata fatta anche alla Regione Campania, al ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio.

(TMNews)

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