18/05/14

Cornigliano, auto e lattine per salvare l'Ilva Ecco il piano del commissario


Cornigliano, auto e lattine per salvare l'Ilva Ecco il piano del commissarioLe strategie per l'Ilva nel piano Bondi 

Lattine e automobili. Passa da questi due "prodotti finali" la salvezza della fabbrica di Cornigliano. Il commissario straordinario dell'Ilva Enrico Bondi ha compiuto solo la prima parte del suo complesso lavoro, presentando le linee-guida del piano industriale. Il documento finale verrà consegnato probabilmente dopo l'estate, ma fin d'ora emerge per lo stabilimento genovese un doppio binario di rilancio, quanto mai opportuno in tempi di crisi. Se il primo risultato è infatti quello di "non perdere" altre quote di mercato, pregiudicando gli organici attuali e innescando una spirale negativa che riduce sempre più l'occupazione, allora converrà davvero scommettere con forza su quanto contenuto nelle linee-guida del piano illustrato ai rappresentanti dei lavoratori e che affida a Genova una doppia missione: il recupero di quote di banda stagnata e la certificazione Iso Ts che consente di rifornire di acciaio i clienti del settore "automotive". Per Cornigliano sarebbe un investimento fondamentale, in grado di garantire un futuro produttivo alla fabbrica all'interno della "nuova Ilva", quella che resterà almeno fino al 2016 sotto l'ala commissariale per poi proporsi con un nuovo assetto societario con l'obiettivo di tornare protagonisti.
Da qui al 2020, infatti, gli investimenti previsti dal piano superano i 4 miliardi divisi fra Aia, rischi incidenti rilevanti, efficientamento energetico, amianto, adeguamento carri ponte, biomonitoraggio lavoratori, prevenzione infortuni (entro il 2016) e investimenti tecnici industriali (il rifacimento di Afo5, la zincatura nello stabilimento di Genova, il forno di pre-riduzione) di innovazione e qualità (entro il 2020). Interventi, in sostanza, per rendere la nuova Ilva più competitiva e meno inquinante. Il vero problema è ovviamente quello del reperimento delle risorse, rappresentato dall'aumento di capitale necessario, 1,8 miliardi entro il 2016 e 1,5 entro il 2020, a cui aggiungere le risorse interne. L'operazione è ambiziosa perché va a incidere anche sulla produzione. Per quanto riguarda i volumi, inoltre, l'obiettivo del piano va dai 6,2 milioni di tonnellate del 2013 a 9 milioni del 2020, quando anche i conti dovrebbero essere risistemati e il margine operativo lordo dovrebbe essere in attivo per 900 milioni. Solo se queste previsioni
verranno rispettate ci potrà essere la tutela degli occupati attuali, ma il piano dà comunque indicazioni precise dopo un periodo incerto e complesso.
di MASSIMO MINELLA

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