In questi giorni segnati da tragici eventi legati al dissesto idrogeologico è ancora più lampante la contraddizione del nostro Paese nel procedere con investimenti legati a grandi infrastrutture, inutili e pesantemente impattanti per il territorio, trascurando invece le vere necessità del Paese.
Allo stesso modo il tema del consumo di suolo è ormai al centro dell'attenzione ma siamo ancora lontani da un cambiamento reale nelle pratiche d'intervento, nonostante la crisi del mercato edilizio e il disegno di legge sul consumo di suolo approvato a dicembre dal Governo. E' preoccupante inoltre come nel caso del movimento No Tav in Valsusa si ricorra al ricatto economico. Una pericolosa e pessima abitudine che colpisce pesantemente anche le associazioni e i comitati, che inasprisce il dissenso e che va contrastata. Anche per questo motivo va allargato il fronte di chi si mobilita contro l'eccessiva cementificazione e la costruzione di grandi infrastrutture non utili per il Paese, in modo da aumentare la consapevolezza e la sensibilità delle persone su questi temi. Legambiente raccoglie quindi l'invito del movimento No Tav per la giornata di mobilitazione del 22 febbraio partecipando e organizzando iniziative sul territorio per ribadire ancora una volta la necessità di porre un freno al consumo di suolo e alle grandi opere, destinando invece le opportune risorse alla messa in sicurezza del territorio e ad una mobilità sostenibile per il nostro Paese.
di Tommaso Tautonico
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