Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
(MATT) attraverso la Circolare n. 5505 del 18 gennaio 2013 “Misure per
lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy”,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 25 gennaio, ha istituto
un apposito fondo in cui sono confluite le risorse provenienti dal Fondo
rotativo Kyoto.
Il Fondo per l’occupazione giovanile nel
settore della green economy, questo il suo nome, erogherà nel corso del
2013 fondi per un totale di 460 milioni di euro a imprese o consorzi che
si occuperanno della realizzazione di progetti nel settore della green
economy o di interventi che avranno a che fare con la messa in sicurezza
del territorio dai rischi idrogeologico e sismico.
Il tasso di
interesse applicato nell’erogazione dei finanziamenti agevolati sarà
pari allo 0,50% annuo nominale, che sarà dimezzato del 50% nel caso sia
erogato a società Esco, affidatari di contratti di disponibilità e a
società a responsabilità limitata semplificata.
Tre i plafond previsti dal Fondo:
380
milioni per progetti di investimento presentati dalle Imprese alle
imprese (in forma individuale o societaria) o loro consorzi, anche
titolari di un contratto di rete
10 milioni per progetti di investimento presentati da società a responsabilità limitata semplificata (S.r.l.s.)
70
milioni per interventi di ambientalizzazione e riqualificazione
ricompresi nell’area definita del SIN Taranto presentati dalle imprese
La valutazione di ciascun plafond, si legge nella circolare, porterà alla definizione di tre graduatorie di merito, una per ciascun plafond di riferimento.
Le domande potranno essere presentate entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione in GU della circolare, ovvero entro il 25 aprile 2013, attraverso la Pec (posta elettronica certificata) all’indirizzo fondokyoto@pec.minambiente.it
L’intento è che le risorse del Fondo Kyoto possano favorire, “oltre all’aumento dell’occupazione, l’innovazione di prodotto e di processo, l’attivazione di nuovi investimenti privati, l’apertura di nuovi mercati e l’ampliamento di mercati esistenti, le ricadute positive indirette delle attività sul tessuto produttivo locale, la protezione e la messa in sicurezza del territorio, l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali dell’energia”.
Nessun commento:
Posta un commento