
Poichè il tema è "caldo" e si presta a numerose strumentalizzazioni vorrei ribadire alcuni punti:
1) Il Piano provinciale è lo strumento di programmazione e va rispettato. Vi sono state numerose occasioni di discussione e tante ve ne saranno per eventuali modifiche. Queste vanno fatte nei luoghi appropriati e deputati.
2) Vi è una normativa che forse necessita, compatibilmente con le indicazioni della comunità europea, di essere modificata. I temi dell'assimilazione dei rifiuti, dei rifiuti legati alla depurazione urbana, dell'uso del compost, delle percentuali di raccolta differenziata, dell'uso di altri impianti per smaltire i rifiuti, dell'ambito provinciale quale territorio ottimale per lo smaltimento dei rifiuti urbani saranno argomenti futuri di discussione.
3) Dal punto di vista dell'impatto sanitario 12.000 t/a su un impianto da 142.000 non rappresentano di per sè un pericolo per la salute, fermo restando che questi sono impianti che hanno comunque un'incidenza sull'ambiente.
4) Il tema vero a Ferrara credo sia, nonostante gli ottimi risultati raggiunti a livello provinciale, come andare avanti e come rendere la gestione territoriale più omogenea e volta, ove possibile, alla riduzione dei rifiuti.
5) Tutti gli impianti devono essere rigorosamente controllati sia all'inizio della loro attività, ma anche nel tempo, in maniera costante e dagli Enti preposti.
6) Per ultimo, penso che il contenzioso legale fosse da evitare e che quindi la questione potesse essere affrontata con più senso di responsabilità dai vari attori...
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