
La sconfitta è pesante. E’ come nello sport, quando si perde tutto viene messo in discussione: l’allenatore innanzitutto, poi la società, poi i vari giocatori. E i tifosi commentano: io lo sapevo, bisognava fare giocare “pinco” , se faceva entrare “pallino” avremmo vinto. E ancora: bisognerebbe fare entrare i giovani, ma no l’esperienza è importante.
Le analisi di una sconfitta sono sempre complesse e difficili: è necessario farle, ma è fondamentale avere un progetto da realizzare, un obiettivo da raggiungere. Magari occorre un po’ di tempo ma bisogna crederci. Il Partito Democratico è un progetto giovane, non è Forza Italia, non è legato ad una persona, ma è l’unione di diverse culture che hanno caratterizzato la storia del secolo scorso. Non è l’unione di due partiti, ma un nuovo soggetto politico che ha già determinato un risultato storico per la nostra democrazia semplificando l’assetto parlamentare.
E’ un progetto che non può essere interrotto! Non si può guardare indietro. Non interessano gli scontri di potere, gli intrighi di palazzo. Abbiamo ricevuto un mandato importante dagli elettori e un messaggio è stato chiaro: non bisogna perdere il contatto con i problemi veri, con la propria gente, con il proprio territorio.
Da chi ha e avuto leadership mi aspetto un ulteriore segnale di generosità politica verso la costruzione di un soggetto politico che per poter vincere deve puntare sull’innovazione continua, di idee e di uomini.