05/05/08

Investigating Interference

La credibilità scientifica dell’EPA statunitense minata dalle interferenze politiche, Indagine dell’Union of Concerned Scientists.
889 scienziati dell’Environmental Protection Agency (EPA) statunitense denunciano di aver subito interferenze politiche nel proprio lavoro negli ultimi cinque anni.
Lo rivela un’indagine condotta dall’Union of Concerned Scientists (UCS), che ha già condotto studi analoghi su altre agenzie governative americane. L’UCS ha analizzato diverse documentazioni e ha inviato un questionario ai 5.419 scienziati dell’EPA, ricevendo risposte da 1,586. Leggi qui:Investigating Interference at the EPA » Celsias


Type rest of the post here

04/05/08

Andare avanti...


La sconfitta è pesante. E’ come nello sport, quando si perde tutto viene messo in discussione: l’allenatore innanzitutto, poi la società, poi i vari giocatori. E i tifosi commentano: io lo sapevo, bisognava fare giocare “pinco” , se faceva entrare “pallino” avremmo vinto. E ancora: bisognerebbe fare entrare i giovani, ma no l’esperienza è importante.
Le analisi di una sconfitta sono sempre complesse e difficili: è necessario farle, ma è fondamentale avere un progetto da realizzare, un obiettivo da raggiungere. Magari occorre un po’ di tempo ma bisogna crederci. Il Partito Democratico è un progetto giovane, non è Forza Italia, non è legato ad una persona, ma è l’unione di diverse culture che hanno caratterizzato la storia del secolo scorso. Non è l’unione di due partiti, ma un nuovo soggetto politico che ha già determinato un risultato storico per la nostra democrazia semplificando l’assetto parlamentare.
E’ un progetto che non può essere interrotto! Non si può guardare indietro. Non interessano gli scontri di potere, gli intrighi di palazzo. Abbiamo ricevuto un mandato importante dagli elettori e un messaggio è stato chiaro: non bisogna perdere il contatto con i problemi veri, con la propria gente, con il proprio territorio.
Da chi ha e avuto leadership mi aspetto un ulteriore segnale di generosità politica verso la costruzione di un soggetto politico che per poter vincere deve puntare sull’innovazione continua, di idee e di uomini.

Stern coming back

Sir Nicholas Stern ha lo scorso anno pubblicato un lavoro, che molti di voi conosceranno, in cui paragonava l'impatto del cambiamento climatico sulla economia alla grande crisi del '29.
Torna in questi giorni con un nuovo report intitolato "Key Elements of a Global Deal on Climate Change," in cui delinea 6 elementi strategici per affrontare la crisi: target per i paesi ricchi, ruolo dei paesi in via di sviluppo, emission trading internazionale, finanziamento contro la deforestazione, tecnologie, politiche di adattamento per i paesi in via di sviluppo
Trovate il report su Reuters
News | Africa - Reuters.com
e su Treehugger
Nicholas Stern Outlines Proposal for Global Deal on Climate Change : TreeHugger

http://www.lse.ac.uk/collections/climateNetwork/publications/KeyElementsOfAGlobalDeal_30Apr08.pdf

Type rest of the post here

Giddens sulla sinistra in europa

Un interessante articolo sul sito del Partito Democratico di Anthony Giddens sulla sconfitta dei Labour.
Ecco alcuni passi: La domanda è: sta accadendo qualcosa di più generale? Se i laburisti perdessero il potere in Gran Bretagna, solo un Paese, la Spagna, tra i 15 più grandi paesi della Unione Europea, avrebbe un governo di centrosinistra. In effetti, è una situazione molto lontana da quella degli anni Novanta, quando i governi di centrosinistra erano al potere in tredici su quindici Paesi della Ue.

Tutti i partiti di sinistra hanno cercato affannosamente di rispondere in maniera coerente alle preoccupazioni che più assillano gli elettori in questo momento. L´immigrazione, la criminalità, il terrorismo e il venir meno delle identità nazionali, ad esempio. E sono questi i temi che hanno portato alla sconfitta i partiti socialdemocratici anche in quei Paesi dove sono stati tradizionalmente forti, come in Scandinavia. La destra può proporre «soluzioni» – come ad esempio, un nazionalismo xenofobico – che per la sinistra equivalgono ad anatemi.
Occorre anche tener presente che i partiti di centrosinistra hanno faticato a far passare delle riforme anche in quegli ambiti dove sono stati tradizionalmente forti. Sono diventati impopolari a causa della loro incapacità di coinvolgere l´elettorato nella riforma dei sistemi del welfare, pensionistici e dei mercati del lavoro. In una certa misura, ciò riflette una mancanza di volontà politica.

Partito Democratico

03/05/08

AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) e fa più freddo

Su Nature i risultati di un modello previsionale, secondo i quali ci potrà essere una diminuzione della temperatura, dovuta alle oscillazioni della temperatura atlantica (AMO). Leggi su La Repubblica:
Rassegna Stampa


Type rest of the post here

La libertà è nella testa: Saviano a NY


Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con l'altro. ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo.
E' l' incipit di GOMORRA. Leggi dell'incontro di Saviano con Rashdie e MeEwan a NY oggi su La Repubblica.
NY, l'incontro Saviano-Rushdie "Noi, scrittori sotto scorta..." - Spettacoli & Cultura - Repubblica.it

Eccolo, il ponte più lungo del mondo


E' stato inaugurato in Cina l' Hangzhou Bay Bridge, il ponte più lungo del mondo sul mare, che collega il centro finanziario e commerciale di Shanghai alla città portuale e industriale di Ningbo.
Il ponte a campata, è lungo 36 km ed è costato 11,8 mld di yuan (1.7 mld di dollari) e permetterà ad automobilisti e autobus di raggiungere Shanghai, una metropoli in continua trasformazione, in metà tempo.
La costruzione del ponte, in grado di resistere ai tifoni che si abbattono con periodicità nella zona e al movimento del mare, è iniziata nel novembre del 2003.

Type rest of the post here

01/05/08

Un eroe della Marvel: Iron man

Un bellissimo film della serie dei super eroi Marvel. Un'ottima sceneggiatura e una storia che si fa seguire attentamente. Un Jeff Bridges nella parte del "cattivo" senza dubbio in grande spolvero. Mi è piaciuto: penso che nel mondo del fumetto Stan Lee con i suoi personaggi rappresenti una delle realtà più entusiasmanti.
A chi piace il genere non può sfuggire. Il personaggio Tony Starks è reso benissimo da Robert Downey. Assieme a Daredevil e alla serie degli Spiderman i film più riusciti.

30/04/08

Arezzo prima città a idrogeno

S'inaugura la conduttura: energia "pulita" dal sole. E la Cina chiede il progetto
Il gas viaggerà nelle tubature fino agli appartamenti e alle aziende
Leggi su La repubblica l'articolo di Canciullo
Arezzo prima città a idrogeno nelle case sostituirà il metano - ambiente - Repubblica.it

Type rest of the post here

Sogni di centro-sinistra

MUHAMMAD YUNUS su L'Unità. L’inventore del microcredito e Nobel per la Pace, sogna di abolire la povertà. Perché l’utopia si avveri vuole convincere le imprese a «crescere» e impegnarsi per realizzare obiettivi sociali.
La povertà non è distribuita in modo uniforme, ma si concentra in alcune regioni del Sud come l’Africa subsahariana, l’Asia meridionale e l’America latina, dove milioni di poveri sono costretti a lottare per la mera sopravvivenza.Partito Democratico


Periodicamente si scatenano calamità naturali (come lo tsunami del 2004) che uccidono centinaia di migliaia di persone povere e vulnerabili. Il divario fra il Nord e il Sud globali, fra la parte più ricca e il resto del mondo non ha fatto che ampliarsi.
Alcuni dei paesi che nell’ultimo trentennio sono riusciti a sfondare sul piano economico hanno comunque dovuto pagare un prezzo molto pesante (...)

Ma questo notevole progresso ha anche aggravato le tensioni sociali. Nel perseguire una crescita economica impetuosa, le autorità cinesi hanno chiuso tutti e due gli occhi sull’inquinamento di aria e acqua prodotto dall’industria e, nonostante il miglioramento delle condizioni di tanti poveri, il divario fra chi ha e chi non ha niente è aumentato costantemente. Se misurata con un indicatore economico specifico come l’indice di Gini, la disuguaglianza nel reddito è oggi maggiore in Cina che in India. (...)

La sfida globale che la povertà rappresenta, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti, e all’inizio del nuovo millennio tutte le nazioni hanno cercato di affrontarla. Nel 2000 i governanti di tutto il mondo si sono riuniti all’Onu per impegnarsi, tra l’altro, a ridurre della metà il numero dei poveri entro il 2015. Ma sono passati già sette anni e i risultati sono deludenti, al punto che quasi tutti gli osservatori concordano nel ritenere che gli «Obiettivi di sviluppo del millennio» non saranno raggiunti. Mi fa piacere sottolineare che in questo panorama, il mio paese, il Bangladesh, rappresenta una felice eccezione: sta operando con continuità nella direzione stabilita e si sta dimostrando in grado di dimezzare il numero di poveri entro il 2015.

Cos’è che non va? Come mai in un mondo in cui l’ideologia liberista non incontra più nessuna reale opposizione non basta il libero mercato a far uscire dalla povertà una parte così grande della popolazione mondiale? E se tante nazioni proseguono senza scosse nel loro cammino verso la prosperità, perché altrettante restano invece sempre più indietro?

La spiegazione è molto semplice. Il libero mercato, senza vincoli di sorta, così come è oggi concepito, non è pensato per affrontare i problemi sociali, anzi, può portare ad aggravare povertà, inquinamento e disuguaglianze e a diffondere malattie, corruzione e criminalità.

Sono un sostenitore convinto della globalizzazione, perché promuove l’espansione del libero mercato, supera le barriere nazionali con lo sviluppo del commercio internazionale e della libera circolazione dei capitali, e stimola i governi ad attirare nel proprio paese le multinazionali offrendo loro infrastrutture per lo sviluppo delle imprese, incentivi all’attività e vantaggi fiscali e normativi. Come impostazione economica generale, la globalizzazione è in grado, sulla carta, di garantire ai poveri una quantità di benefici superiore a qualsiasi altra strategia. Però, abbandonata a se stessa, in assenza di principi guida e di controlli, può anche essere devastante.

Mi piace paragonare il commercio mondiale a un’autostrada con cento corsie che solca la superficie del globo. Ma se questa autostrada rimane senza pedaggio, senza semafori, limiti di velocità, limiti di ingombro e perfino senza le linee di separazione fra le corsie, essa verrà rapidamente occupata dai tir provenienti dai paesi con le economie più potenti. I veicoli più piccoli, come i camioncini dei contadini o i carretti a buoi e i risciò a piedi del Bangladesh saranno inesorabilmente espulsi.

Perché tutti possano trarre vantaggio dalla globalizzazione è necessario un buon «codice della strada», servono segnali e semafori e ci vuole una politica del traffico ben definita. La regola «il più forte piglia tutto» va sostituita da altri assunti capaci di garantire anche ai più poveri un posto sull’autostrada, altrimenti a controllare il commercio mondiale sarà l’imperialismo finanziario.

Anche a livello regionale, nazionale e locale i mercati hanno bisogno, in modo del tutto analogo, di regole e controlli che salvaguardino gli interessi dei più deboli, altrimenti i ricchi riusciranno facilmente a piegare le condizioni economiche a proprio esclusivo vantaggio. Gli effetti negativi di un capitalismo monolitico e senza regole sono ben rintracciabili anche nella cronaca quotidiana, che ci fa vedere le multinazionali spostare i propri stabilimenti nei paesi più poveri del mondo dove possono sfruttare liberamente forza lavoro a basso prezzo (compresi i bambini) e dove trionfano promozioni commerciali e campagne pubblicitarie ingannevoli di prodotti potenzialmente pericolosi o semplicemente di cui non abbiamo un reale bisogno.

Ma soprattutto sono evidenti nell’esistenza stessa di interi settori economici che semplicemente prescindono dalla presenza dei poveri, come se metà della popolazione mondiale non esistesse nemmeno. Sono i settori che si occupano della vendita di merci di lusso a gente che non ne ha un reale bisogno, solo perché così sono possibili profitti maggiori.

Io credo nel libero mercato come fonte di libertà e di nuove idee per tutti, non come strumento della decadente architettura economica progettata per una ristretta élite. In America del Nord, Europa e parte dell’Asia, i paesi più ricchi hanno potuto trarre enormi benefici dall’energia creativa, dall’efficienza e dal dinamismo generati dal libero mercato. Io ho speso tutta la mia vita nel cercare di garantire quegli stessi benefici anche agli esseri dimenticati dal mondo, a quegli strati estremamente poveri dei quali gli uomini d’affari e gli economisti non tengono mai conto quando parlano di mercati. L’esperienza mi ha insegnato che il libero mercato è uno strumento potente e utile anche per affrontare problemi come la povertà globale o il degrado ambientale, ma solo a patto che non sia posto esclusivamente al servizio degli obiettivi finanziari dei soggetti economici più ricchi.

Il capitalismo è un sistema sviluppato solo a metà
Il capitalismo concepisce gli uomini come esseri a una sola dimensione, preoccupati esclusivamente di perseguire il massi mo profitto. Anche la nozione di libero mercato, nella sua accezione comune, si basa su questo modello di essere umano unidimensionale.
Infatti, la comune teoria del libero mercato sostiene che ciascuno può contribuire nel modo migliore possibile al bene della società e del pianeta solo se si preoccupa esclusivamente di cercare il massimo dei vantaggi per sé.

Quando i sostenitori di questa teoria vedono in televisione solo cattive notizie, invece di chiedersi se sia proprio vero che la ricerca del profitto è una panacea universale, sono subito pronti a mettere da parte ogni dubbio e a dare la colpa di tutto ciò che di male succede nel mondo a una qualche “violazione della concorrenza”. La loro mente è allenata a dare per scontato che da un sistema di mercato veramente libero e ben organizzato non possano scaturire cattive sorprese.

Io invece penso che se le cose vanno male la colpa non sia da cercare in un difetto di funzionamento del mercato ma molto più nel profondo, nel fatto cioè che la teoria corrente del libero mercato non funziona nella pratica perché si basa su un concetto inadeguato e troppo riduttivo della natura umana.

La teoria economica convenzionale, per ricoprire il ruolo di guida dell’impresa, ha escogitato quell’essere umano a una dimensione che è l’imprenditore. Lo ha isolato dal resto della vita, separandolo dalla sfera religiosa, da quella delle emozioni, da quella politica e da quella sociale, così che non gli resti che occuparsi di una sola cosa, la massimizzazione del profitto. In questo si farà aiutare da altri uomini a una dimensione che gli procureranno il denaro necessario. Per citare Oscar Wilde, si tratta di gente che conosce il prezzo di tutte le cose, ma il valore di nessuna.

La teoria economica ha insomma creato un intero mondo a una dimensione popolato esclusivamente da quelli che si dedicano al gioco del libero mercato e della concorrenza in cui il profitto è la sola misura del successo. Poiché siamo tutti convinti che la ricerca del profitto sia la via migliore per portare agli uomini la felicità, ecco che ci mettiamo a emulare con entusiasmo la teoria economica e facciamo ogni sforzo per trasformarci in esseri umani a una sola dimensione. Invece di produrre una teoria capace di «imitare» la realtà, noi facciamo violenza alla realtà perché scimmiotti la teoria.

Il mondo odierno è così ipnotizzato dal successo del capitalismo che nessuno osa mettere in dubbio la teoria che sta dietro a quel sistema.
In realtà le cose sono molto diverse. Le persone non sono entità a una sola dimensione, ma esseri sorprendentemente multidimensionali. Emozioni, convinzioni, priorità, schemi di comportamento formano una pluralità che richiama i milioni di sfumature cromatiche che si possono costruire a partire dai tre colori fondamentali. Quando diventano abbastanza famosi, scopriamo che anche i capitalisti sono animati da una molteplicità di interessi e di spinte diverse, ed è proprio per questo che figure emblematiche del sistema, da Andrew Carnegie ai Rockefeller fino a Bill Gates, a un certo punto della vita hanno tutte mollato il gioco della ricerca del profitto per occuparsi di obiettivi di più alta sostanza.

Sono proprio queste mille sfaccettature della nostra personalità a farci capire che non è detto che ogni impresa debba necessariamente uniformarsi all’esclusivo obiettivo della ricerca del massimo profitto, ed è qui che entra in scena il nuovo concetto di business sociale.

Perdenti ma determinati: riflessioni di una "matricola"


Sono iniziati i lavori parlamentari. Il clima non è dei più favorevoli: pesa la sconfitta di Roma. Il malcontento unito al disorientamento delle "matricole" creano un ambiente non entusiasmante. Quando si perde, che sia politica o sport, si tende a mettere tutto in discussione. Per un Partito appena nato è un rischio che può essere degenerante. Io penso si debba continuare sulla strada intrapresa: programmi, chiarezza e ricambio della classe dirigente. Sono troppe le incrostazioni storiche che non permettono un dialogo sereno, troppi i rancori. Una riflessione sulla sconfitta è fondamentale. Così come è cruciale radicare, di più, di nuovo e in modo diverso, il partito nel territorio. Quindi ben venga un confronto, anche aspro, che non deve essere vissuto e portato avanti come un regolamento dei conti.
Ho aderito con entusiasmo al PD anche, e soprattutto, nel superamento della logica della somma dei due partiti maggiori che lo hanno costituito.
Da oggi, non solo dobbiamo pensare a conquistare una parte dell'elettorato, non solo bisogna capire come portare le istanze di una parte della sinistra non istituzionalmente rappresentata, ma dobbiamo anche impegnarci per mantenere la fiducia di chi ci ha votato.
ps
Fini Presidente con 335 voti e applauso bipartisan

29/04/08

PRIMA SEDUTA DELLA XVI LEGISLATURA

Meno solenne di quello che mi aspettavo e praticamente senza cerimonie, sono iniziati oggi i lavori parlamentari. Poiché nessun deputato ha raggiunto, nelle tre votazioni, il quorum richiesto dei due terzi dei votanti, si procederà ad una quarta votazione che avrà luogo mercoledì 30 aprile alle 9,30, cioè domani.
Il primo Presidente della Camera è stato Giovanni Gronchi, fondatori del Partito popolare italiano di don Luigi Sturzo, eletto l'8 maggio del 1948.
La mia prima "chiama" al voto (cosi si dice) di oggi invece non ci ha dato la nomina del prossimo. Aspettiamo domani.


Type rest of the post here

Clima, a Parigi 30 ministri dell'Ambiente


Due giorni di lavori per discutere le sfide e le opportunità di fronte ai cambiamenti climatici e i legami tra competitività globale e le politiche ambientali. Nella capitale francese due giornate di incontro presso la sede dell’Ocse
Via la nuova ecologia La Nuova Ecologia - Clima, a Parigi 30 ministri dell'Ambiente


Type rest of the post here

28/04/08

Fare opposizione intelligente: il programma del Popolo della Libertà per l'ambiente

Si articola in 24 pagine. Tra le proposte in tema di ambiente, energia, infrastrutture e trasporti si evidenziano:
il rilancio della “Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere con priorità alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e all’Alta velocità ferroviaria;
l’incentivazione della raccolta differenziata e la realizzazione di termovalorizzatori;


il rilancio del trasporto aereo, con valorizzazione degli “Hub” di Malpensa e di Fiumicino;
la partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione;
gli incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani e all’idroelettrico;
la realizzazione dei rigassificatori già autorizzati e la diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito;
la graduale detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle abitazioni e degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei.

Il capitolo “Ambiente” (pag 6 del programma) prevede:
l’introduzione della destinazione di un “5 per mille” per l’ambiente;
una legge obiettivo per recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e tutela del paesaggio, nel rispetto delle autonomie territoriali, attraverso la demolizione degli ecomostri;
la promozione di azioni coordinate di valorizzazione del territorio mediante programmazione con le Regioni, per l’utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al recupero dei centri storici;
la realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici, fatte salve le competenze regionali;
l’aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in materia di attività venatoria.


27/04/08

Un bel libro da leggere

Recentemente a Ferrara si è svolto il Festival della "Città e Territorio". L'occasione è stata ghiotta per ascoltare Giorgio Ruffolo che ha tenuto una vera e propria lezione sul tema della sostenibilità. Ruffolo ha fatto riferimento ad un suo recente libro dal titolo: Il capitalismo ha i secoli contati.

26/04/08

Darwin on line


La Cambridge University Library, che nel 1942, sessant'anni esatti dopo la morte di Darwin, ricevette dagli eredi l'archivio personale dell'autore di "Le origini della specie", ha messo da alcuni giorni sul web l'intera documentazione, vale a dire oltre 20 mila libri, manoscritti, lettere, taccuini e circa 90 mila immagini, schizzi, fotografie, disegni.
Darwin Online: Darwin's insects in Stephens' Illustrations of British entomology (1829-32): "Darwin's insects in Stephens' Illustrations of British entomology (1829-32)"




Ben Harper per l'ambiente


GREEN DEETS 017: Ben Harper 02 from George Spyros on Vimeo
"Nessuna nobiltà nel glorificare i problemi, la nobiltà sta nel cercare soluzioni"
via http://www.treehugger.com/


Type rest of the post here

25/04/08

Ferrara in serie A


Il Basket club è stato promosso in Serie A. E’ indubbiamente uno dei più importanti successi sportivi conseguiti dalla nostra comunità . Un successo non casuale, frutto di una programmazione intelligente, di scelte opportune e di una grande determinazione. Dirigenza e atleti a cui va il ringraziamento di tutta la città.
Si discute molto oggi di che cosa significa fare sport. Lo sport come educazione , lo sport come salute, lo sport come spettacolo. Tutti aspetti importanti a volte integrati spesso disgiunti.


E’stato un percorso difficile, caratterizzato da momenti euforici ad esempio la promozione dalla B alla Lega 2 nel 2001 e gli ottimi campionati nel 2004 e nel 2006, ma anche da difficoltà quali il reperimento delle risorse economiche e la ricerca di un rapporto con la città non sempre idilliaco.
Finalmente Ferrara può gioire. Ma la sfida, così come sempre quando si raggiungono grandi traguardi, riparte e diventa sempre più difficile.
Non c’è bisogno di consigliare strategie all’attuale gruppo dirigente né di sottolineare quanto un risultato di questo tipo debba essere considerato dalle nostre amministrazioni locali. Ma vorrei enfatizzare due aspetti che mi sembrano importanti.
Uno riguarda l’attenzione verso i vivai giovanili. Il risultato esaltante vedrà moltissimi bambini avvicinarsi a questo bellissimo sport. Ci saranno molte aspettative: è un’occasione da non lasciarsi sfuggire per potenziare le strutture organizzative dedicate ai giovani, per formare ragazzi e atleti che saranno la continuità della pallacanestro a Ferrara. Ci sono esempi, anche vicino a noi, di grande attenzione ai giovani che hanno dato risultati importanti, altri nella nostra città riguardo ad altre discipline che frutto di disinteresse ai vivai hanno lasciato eredità pesanti e situazioni critiche di sopravvivenza .
L’altro tema è quello delle infrastrutture; in questo caso l’evento del basket ripropone l’esigenza di avere nella nostra città un nuovo Palasport. Come risposta immediata penso che la soluzione che si sta profilando sia quella più razionale (ipotesi tensostruttura). Però ritengo che vada colta l’occasione per impostare la realizzazione di un nuovo impianto, magari polivalente, moderno che possa dare non solo una risposta per gli eventi sportivi ma che sia anche un importante contenitore per manifestazioni culturali e di attualità. L’esperienza degli stadi di calcio inglesi e olandesi è interessante. Un paio di anni fa ho partecipato ad un convegno europeo sui temi ambientali tenuto nello stadio di Tillburg in Olanda, una città non molto più grande di Ferrara.La struttura era impegnata tutto l’anno in virtù di una grande polivalenza.
Penso anche che un’opera del genere non possa essere realizzata dalle amministrazioni pubbliche ma che sia indispensabile, in una logica di corretta programmazione territoriale, costruirla attraverso l’attivazione di strumenti che aiutino le partnership pubblico-privato. La nostra città anche per la sua vocazione costruita in questi anni, molto propensa alla cultura e al turismo dovrà dotarsi di un Palasport moderno che consenta di affrontare in maniera adeguata le sfide future.

Ancora 25 aprile

Guardate i tre video storici di Germano Nicolini, il partigiano "Comandante Diavolo" del terzo battaglione Sap della 77ª brigata Manfredi che parla dopo anni di silenzio in occasione del raduno dei fan dei Modena City Ramblers del 29 maggio 2005.
Sono tre questo è il secondo.



Type rest of the post here