10/05/14

Traffico di rifiuti: indagini bloccate. Perché manca l'accordo fra Pd e Ncd

L'attività della Commissione bicamerale d'inchiesta sulle ecomafie è ferma da più di un anno. La legge che la istituiva nuovamente è stata approvata a dicembre. Ma i partiti non trovano l'intesa sulle nomine

I responsabili delle morti nella Terra dei Fuochi. La sfida legale sulla maxi-discarica di Bussi. I rifiuti trovati nella campagna pugliese. E i veleni delle aziende chimiche dismesse. Di questi temi, e molto altro, si dovrebbe occupare anche il Parlamento. Lo faceva. Fino a un anno fa. Attraverso le visite, le denunce e le audizioni della Commissione bicamerale d'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti. Ma da marzo del 2013 le indagini dei parlamentari sono forme. Nella scorsa legislatura, il pool di senatori e deputati impegnati a verificare le illegalità ambientali non è stato costituito. A dicembre il Senato ha approvato in via definitiva una legge per ricreare la squadra e ricominciare a portare magistrati, imprenditori, funzionari e imprese davanti al Parlamento. Ma in sei mesi non si è mosso nulla. Troppi litigi all'interno della maggioranza sulle presidenze rimaste vacanti. Le indagini? Devono aspettare gli equilibri di partito.
«È uno scandalo», commenta sintetico Ermete Realacci, primo firmatario della legge che ha chiesto al Parlamento di istituire nuovamente la Commissione: «L'organismo bicamerale esercita una forma di pressione molto forte sull'illegalità nei settori ambientali. Abbiamo strumenti che altre istituzioni non hanno. E l'azione di controllo e di aiuto agli agenti sul territorio che potremmo dare in un momento come questo è fondamentale». Più che la missione ora sembra però importare l'equilibrio della maggioranza. Difficile da trovare

di Francesca Sironidi Francesca Sironi

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