12/05/14

Tagliani non accetta la ‘sfida delle stupidaggini’


Il sindaco sugli avversari: “spariranno anche questa volta”Sciocchezze, stupidaggini, non perdo tempo così”.

È un Tiziano Tagliani carico come lo si è visto in poche altre occasioni quello che alle quattro di ieri pomeriggio sale sul palco allestito in piazza Savonarola col segretario provinciale Pd Paolo Calvano e il ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi davanti a circa duecento persone sedute e ad altre in piedi (presenti anche il ministro Franceschini e il deputato Pd Bratti). Parla poco ma a voce alta e facendo passare alcuni concetti chiarissimi: fra due settimane vinciamo noi, gli altri non conoscono la città e i suoi problemi, non saprebbero amministrarla.

“Non ho paura del confronto, ma non perdo tempo a discutere se fare o no un casinò in Castello o se creare una green belt intorno alla città demolendo alcuni quartieri, quando abbiamo già tantissimo verde che è difficile da manutenere ha esordito il sindaco uscente. Sciocchezze così le ascoltiamo tutti i giorni, questa è una sfida sulle stupidaggini, ivi compresa l’idea di chiudere l’inceneritore senza sapere dove va a finire il pattume che produciamo domani: a Parma c’è un bellissimo inceneritore, peccato che il sindaco il pentastellato Pizzarotti, ndr – aveva promesso di chiuderlo. Noi al contrario ci siamo preoccupati di creare una filiera di recupero dei materiali, ma su questo terreno chissà perché nessun candidato ci va”.
“Non accetto nemmeno la sfida di chi vuole risolvere i problemi della Gad con un nuovo stadio” ha proseguito Tagliani, che al confronto sotto il Grattacielo di qualche giorno fa non si è presentato adducendo in una lettera impegni assunti in precedenza: alla luce del comizio di ieri il motivo più profondo di quell’assenza sembra un altro. “Noi sulla Gad lavoriamo da cinque anni: un nuovo stadio costerebbe 60-70 milioni che nessuno spiega come trovare, e qualcuno crede che poi gli spacciatori smetteranno di girare per la zona?”.

E la geotermia? “A Casaglia i pozzi ci sono da ventisei anni e nessuno ha mai avuto qualcosa da obiettare, non è mai nato un comitato: adesso è diventato un problema perché la centrale sarebbe sotto la casa di Piva”, il presidente del comitato FerrAriaSalute.

Gli avversari di cinque anni fa li ha visti squagliarsi come neve al sole: lo sfidante del ballottaggio Giorgio Dragotto dopo l’uscita dal Pdl ha votato a favore dei bilanci presentati dalla giunta e “Giulio Barbieri amava Ferrara però è scomparso” ha ironizzato Tagliani, giocando sul nome della lista civica. Ma il culmine del comizio lo raggiunge quando dice che “spariranno anche gli avversari di stavolta, visto che non hanno neanche una parola da dire sui problemi veri di questa città? Dov’è Forza Italia? Dov’è Gol? Dove sono i grillini?”. A quest’ultima domanda ha risposto immediatamente un gruppo di sostenitori di Ilaria Morghen, tra cui la stessa candidata sindaco, che sedeva ai tavolini di Giori: “siamo qui! Siamo qui!” hanno urlato alcune volte alzando le mani, senza comunque inscenare alcuna contestazione.

Il giorno prima i cinquestelle avevano protestato per la differenza di trattamento a livello di comizi. Il giorno riservato al loro intervento lo spazio per il pubblico era occupato dai mercatini. Per Tagliani invece c’era tutta la piazza libera con tanto di sedie. Ieri però, consapevoli o meno, anche loro sono inciampati su una irregolarità. Il regolamento per la campagna elettorale vieta di partecipare alle iniziative degli avversari con simboli del proprio schieramento. E loro indossavano la maglietta del M5S. Anche se seduti davanti a un caffè.

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