"Le banche, prima di pronunciarsi, attendono di vedere cosa fanno gli azionisti dell'Ilva e quindi per ora si tengono caute" commenta, in proposito, il sub commissario Edo Ronchi. In sostanza, le banche, prima di impegnarsi, vogliono vedere se la proprietà dell'Ilva, la famiglia Riva, partecipa o meno all'aumento di capitale chiesto loro dal commissario Enrico Bondi sulla base del piano industriale. Quest'ultimo è già stato inviato alla proprietà insieme alle osservazioni fatte dalla societa' Roland Berger, advisor delle banche. Prima della fine del mese si attende una risposta dal gruppo Riva. L'incontro odierno sul piano industriale è atteso da mesi dai sindacati ma sinora è slittato per i ritardi che, nel frattempo, ha accumulato il piano ambientale. Quest'ultimo, infatti, solo l'8 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e da allora parte la sua operativita'.
In base alla legge sull'aumento di capitale dell'Ilva è la numero 6 del febbraio scorso, Bondi può rendere noto il piano industriale solo se il piano ambientale è ufficiale. Assetto di marcia dell'Ilva nei prossimi anni, volumi di produzione, numero degli occupati, scelte strategiche: su questi punti i sindacati attendono stasera risposte da Bondi oltre, ovviamente, alle risorse finanziarie e all'aumento di capitale dell'Ilva. Oggi, infine, il sub commissario Ronchi partecipa ad un incontro al ministero dell'Ambiente sul piano rifiuti dell'Ilva. Si tratta di una delle competenze che il Dpcm ha trasferito proprio a Ronchi. Il piano ambientale conferma in parte i tempi delle prescrizioni di risanamento dell'Aia mentre altre le differisce temporalmente. I primi adempimenti scattano entro un mese e due mesi dalla data dell'8 maggio. Tutti i lavori, recita il Dpcm, dovranno terminare entro 28 mesi sempre a far data dall'8 maggio scorso.
(AGI)
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