Si tratta del titolare di una impresa coinvolta nelle attività della cosiddetta 'ecomafia' campana. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i rifiuti erano prodotti in diversi Comuni della province di Salerno e di Caserta: la frazione umida, dopo una sosta in impianti di compostaggio campani, veniva 'tombata' in un enorme cratere ad Ordona (Foggia). Almeno 12.000 tonnellate di frazione secca sarebbero state disperse tra Puglia, Basilicata, Molise e Campania. In Campania e' stato eseguito il sequestro preventivo urgente della 'Sele Ambiente srl' di Battipaglia (Salerno), i cui titolari avrebbero gestito un traffico illecito di rifiuti prodotti in diversi comuni della provincia di Salerno, nonchè da privati. Per quanto accertato, la frazione umida dei rifiuti, dopo essere stata trasportata nei siti di stoccaggio della 'Sele Ambiente', veniva trasferita nell'impianto di compostaggio della 'Biocompost Irpino' di Bisaccia (Avellino) e senza alcun tipo di trattamento, con falsi documenti di accompagnamento, veniva definitivamente smaltita mediante 'tombamento' in un enorme cratere in un'area agricola di Ordona (Foggia), gestita dalla 'Edil.C.'. Stessa sorte subivano i rifiuti della frazione secca che la 'Sele Ambiente' conferiva alla 'Spazio Verde Plus' di Carapelle (Foggia). I rifiuti venivano trasferiti in un capannone di stoccaggio in localita' Santa Cecilietta di Foggia, per essere illecitamente sversati in alcune cave abbandonate di Trani e Poggio Imperiale (Foggia), ma anche in fondi agricoli di Foggia, Potenza e Benevento. In alcuni casi lo sversamento sarebbe avvenuto vicino a zone lacustri o corsi d'acqua di grande rilevanza paesaggistica e faunistica, ovvero aree protette. Per gli smaltimenti illeciti sarebbe stata usata come base operativa l'area di parcheggio di Carapelle della 'Ecoball Bat' di Cerignola (Foggia).
(ANSA) (di Paolo Melchiorre)
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